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PALERMO - Sarà Nino Dina, attuale deputato regionale dell'Udc, a rappresentare la Casa delle Libertà nella prossima competizione primaverile per l'elezione del presidente della Provincia di Palermo. Ieri pomeriggio, il conclave romano - che ha visto riuniti i coordinatori regionali della Cdl - ha ratificato i "tasselli" del complicato puzzle, le cui pedine, tuttavia, erano già state collocate il mercoledì sera. Nino Dina si candida perciò a succedere a Francesco Musotto alla guida di Palazzo Comitini: per Dina è un ritorno in grande stile, avendo già occupato la carica di vicepresidente della amministrazione provinciale palermitana: carica abbandonata quando Musotto decise di abbandonare la Casa delle Libertà, tentando una corsa solitaria per diventare sindaco di Palermo. Non è difficile tracciare un ritratto di Nino Dina: a soli quarantasei anni, il medico originario di Vicari, può vantare un ricco palmares politico, con l'ultimo successo elettorale raccolto in occasione delle regionali del 2001, che lo hanno visto primeggiare nel collegio di Palermo con quasi dodicimila voti di preferenza. "Credo nella coalizione che ha deciso di sostenermi -è stato il primo commento del candidato- ed accetto l'incarico che mi è stato conferito con una soddisfazione tutta interiore: sono sempre stato al servizio del partito e della coalizione, ma soprattutto sono e sarò sempre al servizio della collettività". La scelta dei segretari regionali della Cdl è motivata da due ordini di ragioni: dopo avere individuato in Marzio Tricoli il candidato ideale, la tragica scomparsa dell'esponente di An aveva scompigliato tutti gli accordi. Era necessario "scegliere" un candidato dall'alto profilo politico e con quella capacità di raccogliere consenso in quell'area moderata che è il vero nocciolo duro della coalizione. Dina risponde a questi requisiti, rafforzati inoltre da un vero e proprio patto di ferro con il governatore regionale Toto Cuffaro, nato e maturato da una lunga militanza comune nelle file del movimento giovanile democristiano e da un'amicizia più che trentennale. L'ulteriore, e probabilmente decisiva, considerazione che ha fatto pendere il favore della coalizione sul nome di Dina è motivata dalla necessità di contrastare il candidato di centro sinistra Luigi Cocilovo, europarlamentare della Margherita, con un trascorso molto significativa ai vertici della Cisl. Una candidatura definita dall'entouragè dell'Udc siciliano "trasversale", in grado cioè di insinuarsi significativamente nell'elettorato moderato. Con l'assegnazione della provincia di Palermo all'Udc, si completa lo schieramento dei candidati alle prossime elezioni amministrative: il partito neodemocristiano lotterà per la presidenza delle amministrazioni provinciali di Siracusa (probabile candidato il deputato nazionale Pippo Gianni) e di Trapani. L'assessore regionale al Lavoro Raffaele Stancanelli (An) concorrerà a Catania; al partito di Fini toccherà la guida della coalizione anche per la carica a sindaco di Messina. Forza Italia si "accontenterà" con Vincenzo Garofano, candidato alla provincia di Messina, Vincenzo Fontana (Agrigento), Ugo Grimaldi (Enna) e Filippo Misuraca (Caltanissetta).
Pietro Messina





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