Al grande artista austriaco il Museo d'Arte Moderna di Lugano dedica un'importante retrospettiva. Non solo dipinti, ma anche lavori su carta, dove emerge al meglio il suo talento.


MILANO - Egon Schiele (1890-1918), uno dei principali esponenti della pittura moderna, voce di quella particolare realtà sociale che ha caratterizzato la Vienna fin de siècle. Un artista morto giovanissimo (a soli 28 anni), ma che ha lasciato un'impronta profonda. Alle sue opere più belle è dedicata la retrospettiva promossa dal Museo d'Arte Moderna della Città di Lugano. L'esposizione ripercorre i temi più cari al pittore, nell'intento di fornire una panoramica completa della sua produzione attraverso una quarantina di oli e altrettanti disegni, acquerelli e gouaches, nei quali la straordinaria maestria grafica di Schiele emerge in nudi di particolare efficacia.

Dalle opere realizzate negli anni trascorsi all'Accademia di Belle Arti di Vienna (1906-1909) - caratterizzate soprattutto dal tema del paesaggio e che ancora risentono dell'influenza di Impressionismo e Jugendstil - al primo periodo di emancipazione stilistica (1909-1910) durante il quale, accanto all'ascendenza dell'amico e mentore Gustav Klimt, i corpi, colti in una nudità che sembra scarnificare la figura, appaiono quasi disarticolati nella loro essenzialità.

La mostra affronta poi gli anni trascorsi a Krumau e Neulengbach (1911-1912), estremamente ricchi dal punto di vista produttivo e vicini alla sensibilità espressionista, e quelli del ritorno a Vienna (1913-1918) durante i quali l'artista sviluppa una produzione ricca e sfaccettata, composta da opere allegoriche di formato spesso monumentale e da una serie di ritratti - che nel periodo finale della sua vita si connotano di un nuovo, e morbido, plasticismo - che garantiscono a Schiele un tale riconoscimento di pubblico e critica da consacrarlo tra gli assoluti protagonisti della scena artistica viennese ed europea.

L'esposizione si avvale del sostegno di importati musei europei e collezioni private di tutto il mondo. Tra questi il Leopold Museum di Vienna, una delle più grandi raccolte di opere di Schiele, l'Historisches Museum der Stadt Wien, l'Oberösterreichische Landesmuseum di Linz, la Staatsgalerie di Stoccarda, il Kunsthaus di Zurigo, il Tel Aviv Museum of Art e l'ETH Graphische Sammlung di Zurigo, che con i loro prestiti hanno contribuito ad arricchire un'esposizione che si configura come uno dei più completi omaggi finora tributati all'arte di Schiele.