Giovanni Russo Spena, Nichi Vendola
"Non ritiene incongrua l'applicazione di quanto previsto dalla legge 246/200 (decreto taglia spese) al fondo sociale per il sostegno all'affitto? Non ritiene necessario procedere all'annullamento del provvedimento dirigenziale che ristabilisce gli importi per il 2002 del fondo sociale applicando il taglio del 15% e riducendo il già insufficiente importo di ulteriori 38 milioni di euro? " sono le domande poste da Nichi Vendola e Giovanni Russo Spena in un'interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il fondo per il sostegno all'affitto ha subito negli anni una continua forte riduzione, tanto che si è passati dai 361 milioni di euro del 2000 fino ai 249 milioni di euro nel 2002 (a seguito della finanziaria 2002). Un decreto dirigenziale del dipartimento per le Opere pubbliche e l'edilizia del ministero delle Infrastrutture ha, poi, effettuato una ulteriore decurtazione attuando, in modo incongruo, il decreto taglia spese: ora la somma disponibile è di 211 milioni di euro, il che vorrà dire che circa 80.000 famiglie non potranno ricevere il necessario contributo. Il governo non solo non ha risposto positivamente alle richieste di un aumento della dotazione del fondo sociale ma ha prodotto una riduzione che, di fatto, toglie agli inquilini con redditi bassi la possibilità di sostenere affitti che hanno raggiunto limiti insostenibili. I tagli al fondo sociale sommati alla volontà di non procedere alla proroga degli sfratti per anziani e portatori di handicap con redditi bassi e all'inesistenza di politiche di sviluppo dell'edilizia residenziale pubblica, nonché l'accelerazione delle privatizzazioni degli immobili degli enti previdenziali, tratteggiano una politica abitativa del governo tesa all'abolizione del diritto alla casa ed il sostegno alla rendita immobiliare.




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