Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Pacifista Usa uccisa a Gaza da un bulldozer israeliano

    Dal sito www.ilnuovo.it

    Pacifista Usa uccisa a Gaza da un bulldozer israeliano
    Si chiamava Rachel Corry, aveva 23 anni e tentava di opporsi all'abbattimento di un gruppo di case palestinesi. E' stata schiacciata dal mezzo dell'esercito. Israele esprime rammarico

    GAZA – E’ morta schiacciata da un bulldozer dell’esercito israeliano nel vano tentativo di opporsi alla demolizione di un gruppo di case palestinesi a Rafah, nella Striscia di Gaza. Aveva appena 23 anni, Rachel Corry, pacifista statunitense che militava nell’International Solidarity Movement, un’organizzazione di volontari che opera stabilmente a Gaza e che lotta da sempre contro la demolizione delle case dei palestinesi. Manca ancora una versione ufficiale dell'accaduto, ma il "Centro di documentazione alternativa" denuncia che Rachel Corry ''aveva un distintivo e si esprimeva in inglese'', per cui i militari israeliani incaricati di demolire una casa sapevano che si trattava di una cittadina straniera, e non di
    una palestinese. Secondo le prime ricostruzioni dell'accaduto, fornite dai testimoni oculari la pacifista era stesa a terra davanti al bulldozer per impedirgli di avanzare e questo le ha prima rovesciato addosso un'enorme massa di sabbia e poi è avanzato schiacciandola.

    Israele intanto si rammarica per quello che definisce "un deprecabile incidente". La dinamica dei fatti sarebbe ancora al vaglio delle autorità di Gerusalemme, ma in via generale le fonti militari interpellate dall'agenzia Ansa ritengono che il comportamento dei pacifisti internazionali in quella zona "non è responsabile" e con le loro azioni "mettono in pericolo se stessi, la popolazione locale e i soldati israeliani".

    Una morte tragica in ore tragiche, quelle che precedono il vertice alle Azzorre tra il presidente americano George W. Bush e i premier di Gran Bretagna, Spagna e Portogallo. Tra poche ore, infatti, potrebbe concludersi quella che i collaboratori di Bush definiscono la “fase diplomatica” della crisi irachena e, contestualmente, ripartire lo slancio negoziale per la creazione di uno Stato palestinese.

    Intanto, sempre oggi a Rafah un palestinese di 43 anni, Ahmed Najar, è stato ucciso dai soldati israeliani e a Khan Yunes l'esercito ha aperto il fuoco uccidendo un adolescente.

  2. #2
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    Aggiungo che la comunità internazionale ritiene che la distruzione delle case dei palestinesi violi le convenzioni, ma Israele se ne infischia... A quando l'intervento dei solerti "poliziotti del mondo"?

    Saluti.

  3. #3
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    Bè, dai, si sono "rammaricati!"... schifosi!

  4. #4
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    Originally posted by Tomás de Torquemada
    Aggiungo che la comunità internazionale ritiene che la distruzione delle case dei palestinesi violi le convenzioni, ma Israele se ne infischia... A quando l'intervento dei solerti "poliziotti del mondo"?

    Saluti.
    Mai!
    Semplice no?
    E chissa' perche'....
    poi qualcuno blatera di complottismo,quando si parla di potere giudaico....
    99-11!

  5. #5
    Orazio Coclite
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    Come giustamente minacciava un forumista di POL strenuo difensore della causa israeliana: "Guai ad andare contro Israele!". Ed aveva pienamente ragione.

    Quest'ennesima dimostrazione della barbarie sionista passerà ovviamente sotto silenzio, negli anni si è visto di peggio. Un trafiletto sui giornali, un servizio rapido in televisione e largo che inizia la settantottesima replica di 'Shindler's list'.

  6. #6
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    Non disperiamo...
    e' cascato l'impero romano
    quello ottomano
    quello austroungarico
    figuriamoci se non casca uno staterello
    aspettiamo tempi migliori....
    magari noi non ne vedremo la fine
    ma i nostri figli si!

    88!

  7. #7
    suum cuique
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    Originally posted by I'm Hate
    Non disperiamo...
    e' cascato l'impero romano
    quello ottomano
    quello austroungarico
    figuriamoci se non casca uno staterello
    aspettiamo tempi migliori....
    magari noi non ne vedremo la fine
    ma i nostri figli si!

    88!
    l'unico problema caro amico e' che questi parassiti
    giu' nel baratro vogliono trascinarsi dietro tutta l' umanita'.

    cmq la speranza e' sempre l' ultima a morire
    88!

  8. #8
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    Predefinito

    Ecco un esempio di ciò che Israele usa come carta igienica...

    Risoluzione del Parlamento Europeo contro la demolizione
    delle case di Hebron


    -------------------------------------------------------------------------------

    From: Luisa Morgantini
    Subject: [RK] Risoluzione del Parlamento Europeo contro la demolizione delle case di Hebron
    Date: Thu, 19 Dec 2002 0210 -0800

    -------------------------------------------------------------------------------

    Ciao,
    oggi abbiamo presentato una risoluzione del parlamento europeo contro la demolizione della case di Hebron. Vi allego il testo sotto
    in italiano. Sono davvero, almeno per un momento, contenta di essere
    riuscita a trovare il consenso dei maggiori gruppi del parlamento. Dal Partito Popolare al Partito Socialista, ai Verdi, ovviamente al Gruppo della Sinistra Unitaria europea-verdi nordici dei quali faccio parte. Il gruppo Liberale si è diviso, ma il presidente Watson e altri due parlamentari hanno presentato la risoluzione con noi.
    Mi auguro che la campagna contro la demolizione delle case e del patrimonio culturale in Palestina da parte dell'esercito israeliano continui in Italia e altrove.
    Oggi l'istanza presentata presso la corte di appello israeliana dai proprietari delle case palestinesi, da Gush Shalom e altri avvocati e' stata parzialmente accolta, il provvedimento di distruzione del quartiere Jaber è stato sospeso per due settimane.
    E' fondamentale fare pressioni, il più possibile per impedirne la distruzione. Inviate lettere agli indirizzi che vi ho già mandato, compreso il governo italiano, il parlamento italiano ect.ect.
    Un abbraccio

    Luisa Morgantini


    PARLAMENTO EUROPEO
    1999 2004
    Documento di seduta
    18 dicembre 2002 B5-0644/2002 }
    B5-0647/2002 }
    B5-0652/2002 }
    B5-0654/2002 } RC1

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE COMUNE
    presentata a norma dell'articolo 50, paragrafo 5, del regolamento da
    – Roy Perry e Philippe Morillon, a nome del gruppo PPE-DE
    – Hannes Swoboda, Bruno Trentin, Emilio Menéndez del Valle e Margrietus J. van den Berg, a nome del gruppo PSE
    – Joost Lagendijk, Alima Boumediene-Thiery e Jillian Evans, a nome del gruppo Verts/ALE
    – Luisa Morgantini, Yasmine Boudjenah e Joaquim Miranda, a nome del gruppo GUE/NGL
    – Graham R. Watson, Lousewies van der Laan e Baroness Nicholson of Winterbourne
    in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:
    – GUE/NGL (B5-0644/2002),
    – Verts/ALE (B5-0647/2002),
    – PSE (B5-0652/2002),
    – PPE-DE (B5-0654/2002),
    sulla distruzione del patrimonio culturale di Hebron
    Risoluzione del Parlamento europeo sulla distruzione del patrimonio culturale di Hebron
    Il Parlamento europeo,
    – viste le sue precedenti risoluzioni sul conflitto israelo-palestinese,
    – viste le risoluzioni 242 e 338 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,
    A. considerando il legittimo diritto del governo israeliano di difendere i suoi cittadini dagli attentati terroristici; considerando che gli attentati terroristici di cui sono vittime i cittadini israeliani, pur essendo da condannare, non possono essere considerati un pretesto per distruggere il patrimonio culturale palestinese,
    B. rammentando le convenzioni internazionali che proibiscono le punizioni collettive nei confronti della popolazione civile, la quale non può essere considerata responsabile degli atti commessi da singoli individui,
    C. considerando che il 29 novembre 2002 l'esercito israeliano ha emesso un ordine militare che prevede la demolizione di numerose abitazioni nel centro storico di Hebron ai fini della costruzione di una strada destinata ad assicurare un collegamento diretto tra l'insediamento israeliano di Qiriat Arba e la moschea Ibrahimi;
    D. considerando che molti degli edifici minacciati da un simile progetto risalgono a un'epoca compresa tra il XVI e il XIX secolo e sono parte integrante dell'abitato storico attorno alla moschea,
    E. considerando che, data la presenza nel centro di Hebron di un piccolo insediamento israeliano composto da circa 400 persone e difeso da un numero ben superiore di soldati, la maggior parte della città è stata spesso soggetta negli ultimi due anni a un coprifuoco di 24 ore e ha già subito ingenti distruzioni,
    F. considerando che soprattutto nel centro storico di Hebron i palestinesi sono emarginati a tutti gli effetti e che i cittadini di fede musulmana non possono più accedere alla moschea Ibraimi, uno dei luoghi più sacri dell'Islam,
    G. considerando che Israele deve arrestare qualsiasi ampliamento degli insediamenti, conformemente alle precedenti richieste della comunità internazionale, alle disposizioni dell'accordo di Oslo e alle conclusioni raggiunte dalla "commissione Mitchell" nel 2001,
    H. considerando che Israele dovrebbe ottemperare alle pertinenti convenzioni dell'UNESCO e alla Convenzione dell’Aia del 1954,
    I. considerando che i cittadini di fede cristiana devono poter accedere liberamente alla Chiesa della Natività di Betlemme, soprattutto durante le festività natalizie,
    1. condanna senza riserve qualsiasi atto di terrorismo e la perdita di vite umane;
    2. ritiene che la demolizione di luoghi storici della Palestina sia inaccettabile e rappresenti un'ulteriore forma di punizione collettiva nei confronti del popolo palestinese;
    3. è del parere che la distruzione del patrimonio culturale rappresenti un'ulteriore ostacolo al ripristino di un livello minimo di fiducia reciproca e dialogo tra le parti in causa, necessario al conseguimento di una soluzione pacifica del conflitto;
    4. esorta il governo israeliano a bloccare il piano annunciato di demolizione di parti del centro storico di Hebron e ad astenersi da qualsiasi ulteriore intervento inteso a compromettere il patrimonio culturale della Palestina;
    5. rinnova il proprio invito a congelare gli insediamenti, giacché la maggior parte di essi rappresenta un grave ostacolo sulla via della pace e una presenza minacciosa nella vita quotidiana dei palestinesi;
    6. rammenta che la dimensione culturale, in cui rientra la conservazione del patrimonio storico, è uno dei tre elementi fondamentali del Partenariato euromediterraneo;
    7. invita le autorità israeliane ad autorizzare l'accesso di tutti i credenti alla moschea Ibrahimi e alla Chiesa della Natività di Betlemme, come pure a tutti gli altri luoghi di culto significativi per le diverse religioni;
    8. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al governo e al parlamento di Israele, all'Autorità nazionale palestinese, al Consiglio legislativo palestinese, al Segretario generale dell'UNESCO, al Consiglio comunale della città di Hebron e al Comitato per il risanamento di Hebron, nonché al Centro per la conservazione architettonica (“RIWAQ”).

 

 

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