Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 26
  1. #1
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Anniversari: 50 anni senza Stalin

    chi ne sente la mancanza? chi sono i suoi orfani? chi sono i suoi eredi? fu solo un grande criminale comunista o anche un grande statista? Le due cose sono incompantibili? E' esistito davvero uno "stalinismo" o questo era solo un momento della storia del comunismo che aveva le sue premesse in Marx, Engels e Lenin?
    Chi sono i suoi nostalgici?
    Sono domande che meriterebbero tutte delle risposte, come moltissime altre che si potrebbero fare.

    da www.lastampa.it

    " Stalin, l´anniversario che imbarazza la sinistra italiana
    Le Monde dedica alla ricorrenza un supplemento di 24 pagine «per un dovere di pedagogia», ha spiegato il direttore. Nel nostro Paese i giornali di area «comunista» si preparano a celebrare senza entusiasmo

    27/2/2003



    ROMA

    Come usava spiegare Vladimir Ilic Lenin, a un certo punto la quantità si trasforma in qualità. E decidere di dedicare un supplemento di ben 24 pagine al cinquantesimo anniversario della morte di Stalin (che cadrà il prossimo 5 marzo) e senza avere nulla di nuovo di aggiungere, come ha fatto il rispettatissimo quotidiano francese «Le Monde», significa prodursi, sempre per citare un concetto del padre della rivoluzione bolscevica, in un salto qualitativo notevole. E' forse venuto il momento di rivalutare con una funambolica operazione revisionistica anche «il piccolo padre dei popoli»? La sinistra, europea e italiana, è preda di questa tentazione? Nell'editoriale con cui presenta l'inserto ai lettori, il direttore di «Le Monde», Jean-Marie Colombani, spiega che la decisione è stata presa per «un dovere di pedagogia». Pedagogia su cosa? Su «una storia pervertita», sulla «storia di un accecamento». Non sono le parole di chi intende condonare i crimini di un uomo che, secondo le stime più accreditate, come quella di Robert Conquest, è responsabile della morte di 20 milioni di persone. Eppure le 24 pagine di «Le Monde» non si sforzano particolarmente di comprendere come si sia verificato quell'«accecamento» da parte di tanti intellettuali europei, e soprattutto francesi, del tempo. Solo voglia di stupire oppure nostalgia gallica di antiche contrapposizioni, come quella della «Guerra Fredda»? Lunedì scorso, sulle pagine del «Foglio», Giuliano Ferrara si è abbandonato a quello che lui chiama «un gioco un po' barocco», insomma una piccola provocazione. Ferrara, cresciuto in una famiglia comunista e allevato a Mosca nei primi anni dell'infanzia, si è lanciato in un'ironicamente nostalgica rievocazione del dittatore georgiano per poi affermare: «Il mio vaccino fu Stalin e le terze vie mi fanno ridere». Era un attacco obliquo ai cosiddetti «compagni di strada», amici dei comunisti pur senza esserlo essi stessi. Ferrara si diverte a ricordare che un giorno Corrado Guzzanti lo accusò di essere uno «stalinista frivolo». E racconta anche come, dopo l'uscita del suo pezzo para-nostalgico su Stalin, Valentino Parlato, del «Manifesto», lo abbia chiamato per sfotterlo: «Questa volta hai finalmente detto la verità». Sta di fatto che, come nessuno poteva ragionevolmente accusare Ferrara di revisionismo filo-staliniano, nessuno nella sinistra più tradizionalista ha abboccato alla sua provocazione per tentare una rivalutazione surrettizia di Stalin. Può ancora succedere?. «Stiamo preparando il nostro inserto per l'anniversario del 5 marzo, c'è proprio adesso una riunione in corso», informa il direttore di «Liberazione», Sandro Curzi. Curzi, nel vecchio Pci, era legato a Gian Carlo Pajetta, un dirigente spesso associato con lo stalinismo. E adesso dice: «Un bilancio di Stalin è molto difficile da fare. In Italia c'era un partito comunista molto forte e il dibattito diventerebbe immediatamente politico. Comunque io una mia idea generale ce l'ho ed è che, su Stalin, ci sono tantissime cose da rimettere a punto». «Innanzitutto il passaggio dalla dittatura del proletariato alla dittatura di partito avvenne già prima, con Lenin. E fu causata dalla paura dell'accerchiamento. Poi c'è l'involuzione di Stalin negli Anni '30, in cui, mentre scatenava la repressione all'interno, all'estero combattè il settarismo con la linea aperta dei "fronti popolari". Ancora la paura dell'accerchiamento, così come durante gli anni della Guerra Fredda, in cui lo stalinismo perde letteralmente la testa». Insomma il direttore dell'organo del Partito di Rifondazione Comunista ritiene che gli orrori dello stalinismo siano stati accentuati dall'ostilità esterna, ma li considera pur sempre orrori e non pensa che oggi dallo stalinismo «ci sia alcunchè da imparare». Anche «il Manifesto» sta preparando le sue pagine per l'anniversario di Stalin, con scarso entusiasmo, a quanto pare, da parte dei componenti più giovani della redazione. Parlato non ha alcuna voglia di parlare di Stalin perché, amando le discussioni problematiche, teme una speculazione. Ma il Manifesto è nato come avversario dello stalinismo, dietro l'impulso generato dalla protesta per l'invasione di Praga da parte dei carri brezneviani. Non sembra il candidato più probabile a iniziare un'operazione revisionistica di Stalin, anche se Parlato confessa di essere stato colpito dalle 24 pagine di «Le Monde». All'«Unità» il direttore Furio Colombo ha già dato ordine di preparare il supplemento su Stalin: «Cercheremo di essere presenti nel modo dovuto». Colombo trova «importante» l'iniziativa del quotidiano francese, anche se precisa di appartenere a una cultura politica «che non ha avuto bisogno di aspettare il rapporto Kruscev per conoscere e denunciare i crimini di Stalin». Il giudizio della storia su Stalin è stato troppo passionale, nel bene e nel male? «Stalin - risponde Colombo - viene visto in un modo giustamente passionale quando si pensa agli orrori che ha commesso. Ma sarebbe improprio usare quegli orrori per cancellarne i meriti nella lotta contro il nazi-fascismo. Non si può usare una cosa contro l'altra». Tutti ricordano il sacrificio di milioni di russi a Stalingrado, tutti l'hanno sempre ricordato, e questo non significa ancora revisionismo. I comunisti italiani sono stati certamente coinvolti nello stalinismo, e non superficialmente. Ma il fascino che Stalin ha continuato a esercitare per molto tempo in Francia (basti pensare al caso di Jean-Paul Sartre) è probabilmente senza paragoni in Europa. In Italia, l'altra domenica gruppi di tifosi del Livorno hanno innalzato sugli spalti dello stadio striscioni inneggianti a Stalin. Voleva essere una provocazione estrema: un omaggio a quello che tutti considerano il diavolo, proprio per testimoniare la volontà di essere contro tutti, anti-sistema. Nessuno in Italia, magari per opportunismo, sembra essere veramente interessato a rivalutare Stalin. Che poi lo stalinismo prosperi ancora da qualche parte «en travesti», questo è tutto un altro discorso. IL 5 MARZO DI CINQUANT´ANNI FA MORIVA IL DITTATORE SOVIETICO


    Paolo Passarini
    "


    Cordiali saluti

  2. #2
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da un vecchio dialogo:

    " Una domanda per Pieffebi Post #1 di 42

    Per quale motivo definisci Stalin un grande statista? Costui è stato solo la versione modificata della vecchia autocrazia zarista: aveva, infatti, tutti i tratti del despota orientale, con, in più, molti elementi di ideologia piccolo borghese, ben evidenziati da Vladimir Majakowskij in una sua poesia. Forse lo definisci tale perchè sconfisse i tedeschi? Anche lo zar, con l'aiuto dell'inverno russo, riuscì a fermare l'esercito napoleonico. In più, Stalin aveva anche, del'ideologia zarista, pesanti connotazioni antisemite, come si vede dai "processi di Mosca". Mi spieghi, allora, perchè lo consideri un grande statista?

    09-08-2002 12:47



    Pieffebi []


    Un grande statista è tale, a mio avviso, a prescindere da ogni valutazione di tipo ideologico e morale. Per me Stalin è da sempre, innanzi tutto, come detto, un grande criminale.
    Occorre tuttavia riconoscere a Stalin di aver quasi sempre ottenuto quello che voleva, di aver costruito una potenza militare e industriale da una nazione di contadini semi-distrutta da anni di guerra e da anni di guerra civile, di aver vinto la seconda guerra mondiale. Stalin fin dal 1924 ha messo lo Stato Sovietico ed i suoi interessi davanti all'ideologia, ritenendo che quello fosse il mezzo migliore per servire l'ideologia stessa. La storia gli ha dato ragione. Questo ne fa un grande statista. Tutto ciò è stato realizzato ( in applicazione dell'ideologia intrinsecamente totalitaria e nel suo adattamento peggiorativo alla tradizione autocratica russa), con metodi dispotici, sanguinari, radicalmente immorali, profondamente contrari ad ogni concezione dello Stato di Diritto, della democrazia, del rispetto dei diritti dell'uomo più elementari, facendo milioni di schiavi e milioni di morti, sterminando i suoi stessi compagni : ciò ne fa un grande tiranno e un grande criminale.

    Saluti liberali


    09-08-2002 13:05

  3. #3
    Makeru ga, katta
    Data Registrazione
    07 Sep 2002
    Località
    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
    Messaggi
    35,439
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Pieffebi Un grande statista è tale, a mio avviso, a prescindere da ogni valutazione di tipo ideologico e morale. Per me Stalin è da sempre, innanzi tutto, come detto, un grande criminale.
    Occorre tuttavia riconoscere a Stalin di aver quasi sempre ottenuto quello che voleva, di aver costruito una potenza militare e industriale da una nazione di contadini semi-distrutta da anni di guerra e da anni di guerra civile, di aver vinto la seconda guerra mondiale. Stalin fin dal 1924 ha messo lo Stato Sovietico ed i suoi interessi davanti all'ideologia, ritenendo che quello fosse il mezzo migliore per servire l'ideologia stessa. La storia gli ha dato ragione. Questo ne fa un grande statista. Tutto ciò è stato realizzato ( in applicazione dell'ideologia intrinsecamente totalitaria e nel suo adattamento peggiorativo alla tradizione autocratica russa), con metodi dispotici, sanguinari, radicalmente immorali, profondamente contrari ad ogni concezione dello Stato di Diritto, della democrazia, del rispetto dei diritti dell'uomo più elementari, facendo milioni di schiavi e milioni di morti, sterminando i suoi stessi compagni : ciò ne fa un grande tiranno e un grande criminale.


    Azz, mi trovo proprio d'accordo con PFB

  4. #4
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da un mio vecchio post:
    " Lo Stalinismo è un fenomeno storico complesso che trova le sue radici nei processi storici sociali che hanno seguito la rivoluzione d'ottobre, ossia il colpo di Stato comunista del 7 novembre 1917 guidato da Lenin e Trotzky, la successiva guerra civile, il tentativo di legare insieme in un unico processo la rivoluzione democratico-borghese e nazionale e la rivoluzione socialista in un paese capitalisticamente arretrato e contadino, inteso come "anello più debole della catena imperialistica", come momento iniziale della rivoluzione comunista mondiale.
    Lo Stalinismo non è spiegabile semplicemente con la figura di Giuseppe Stalin e dei suo complici, e non è spiegabile senza Lenin e il leninismo e la sua concezione della dittatura rivoluzionaria, (con la più ampia giustificazione politica, teorica e morlae del "terrore rosso" ) del ruolo del partito comunista e della formazione della coscienza politica di classe.
    Lo Stalinismo non è inoltre spiegabile senza le trasformazioni della formazione ideologica del comunismo bolscevico russo in rapporto con l'esplodere delle contraddizioni di uno stato arretrato devastato dalla guerra e poi dalla guerra civile, e rimasto isolato politicamente (Totalitarismo politico, totalitarismo economico tendenziale, sindrome della fortezza assediata).
    Lo Stalinismo non è neppure spiegabile senza la lotta per il potere fra i dirigenti bolscevichi durante la fase finale della malattia di Lenin e dopo la sua morte, e la sua conduzione all'interno di una struttura politica fortemente autoritaria e centralizzata, con margini sempre più ridotti di libertà di critica anche per i dirigenti comunisti più in vista.
    Lo Stalinismo non è infine spiegabile senza la figura criminale di Giuseppe Stalin, la sua brutalità, la sua mancanza di scrupoli, il suo opportunismo, il suo attaccamento al potere, il suo fanatismo comunista unito a un pragmatismo tattico sfacciato, la sua paranoia. Tuttavia molti altri dirigenti comunisti (ad iniziare dai suoi complici Kaganovic, Dzerzinsky, Molotov, Berja.....) avevano identiche propensioni criminali, seppure modulate attraverso caratteristiche personali diverse.
    Inoltre seppure sul piano personale più colti e raffinati e meno brutali (relativamente s'intende), i suoi nemici all'interno del partito bolscevico, ad iniziare da Zinoviev e Trotzky, e lo stesso Bucharin, condividevano il fanatismo ideologico rivoluzionario di matrice leninista e una concezione della politica che ammetteva la violenza, il terrore, la repressione come mezzi necessari e spesso indispensabili per il perseguimento dei propri fini politici. Tutto il gruppo dirigente leninista precedente allo stalinismo era sostanzialmente autoritario, terrorista (nel senso giacobino), radicalmente avverso alla concezione liberal-democratica della lotta politica e dello Stato rappresentativo, che invece veniva sempre più accolta, naturalmente in modo contraddittorio, da "marxisti ortodossi" come Karl Kautsky, padre e teorico della coeva socialdemocrazia tedesca.
    03-01-2003 at 192
    "



    Saluti liberali

  5. #5
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Tra gli antichi dogmatici ammiratori italiani dell'URSS di Giuseppe Stalin c'era anche il buon Giuseppe Di Vittorio , il leader comunista della CGIL negli anni quaranta e cinquanta, a cui Sergio Cofferati, il capo della sinistretta più massimalista attuale, ha intotolato la sua fondazione.

    "Le genti oneste di qualsiasi PaEse, grande o piccolo, comprenderebbero che non solo non hanno nulla da temere dalla grande e prospera ( ) Unione Sovietica, ma che avrebbero grande interesse a studiare e ad utilizzare ( ) la sua grandiosa esperienza, per trarre i maggiori vantaggi possibili, in vista di realizzare quello che dovrebbe essere lo scopo supremo d'ogni società e aggruppamento umano:rendere libero ( ) e felice l'uomo, in pace perpetua con gli altri uomini della terra (...)
    L'uomo sovietico (...) essendo liberato dalla miseria ( ) e anche da qualsiasi prospettiva di cadere in miseria, è l'uomo più libero del mondo( )"


    G. Di Vittorio : in "L'Urss è il paese del benessere crescente e della pace" da "Noi siamo stati in URSS". pagg. 209-210, 212.


    Saluti liberali

  6. #6
    Socialcapitalista
    Data Registrazione
    01 Sep 2002
    Località
    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
    Messaggi
    89,492
     Likes dati
    7,261
     Like avuti
    6,458
    Mentioned
    341 Post(s)
    Tagged
    30 Thread(s)

    Predefinito 50 anni senza Stalin .....

    ...50 anni in cui il mondo è andato alla deriva.....

    è riapparsa la schiavitù, il progresso dell'occidente non impedisce a miliardi di persone di morire di fame, strane guerre dappertutto,
    regimi finti e ridicoli come quelli cubano e coreano,
    USA e italia nelle mani di mafiosi da 4 soldi......

    Addavenì Baffone....

  7. #7
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Eh sì, il mondo stava meglio 50 anni fa....... come no.

    Shalom!

  8. #8
    Socialcapitalista
    Data Registrazione
    01 Sep 2002
    Località
    -L'Italia non è un paese povero è un povero paese(C.de Gaulle)
    Messaggi
    89,492
     Likes dati
    7,261
     Like avuti
    6,458
    Mentioned
    341 Post(s)
    Tagged
    30 Thread(s)

    Predefinito

    50 anni fa....... c'erano grandi speranze....

    Una vera pace, sviluppo per tutti, l' ONU, l'alleanza fra russia e America,fatta fallire dai mafiosi del berlusconi dell'epoca, il piccolo truman.

    Addavenì Baffone....

  9. #9
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sì è vero, c'erano speranze e c'erano i mafiosi rossi che dominavano in certi ambienti con arroganza, violenza....c'erano i gulag, milioni di persone soggiogate da dittature comuniste criminali, un'ideologia criminogena e infame che drogava altri milioni di persone nel resto del mondo nel credere all'esistenza di paradisi quando si trattava di schifosi inferni.....

    Shalom!!!!

  10. #10
    Makeru ga, katta
    Data Registrazione
    07 Sep 2002
    Località
    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
    Messaggi
    35,439
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Pieffebi
    Sì è vero, c'erano speranze e c'erano i mafiosi rossi che dominavano in certi ambienti con arroganza, violenza....c'erano i gulag, milioni di persone soggiogate da dittature comuniste criminali, un'ideologia criminogena e infame che drogava altri milioni di persone nel resto del mondo nel credere all'esistenza di paradisi quando si trattava di schifosi inferni.....

    Ehm... caro PFB, okkio, che anche il berluska ha promesso il paradiso a tutti noialtri e molti pollisti sono convinti di quel che dice quasi allo stesso modo con cui i comunisti erano convinti del paradiso socialista.
    Almeno il silvio non mette la gente nel gulag. Un punto a favore, va!

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. ANNIVERSARI / Trent'anni fa, l'audacia della Thatcher
    Di Florian nel forum Conservatorismo
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 09-05-09, 09:52
  2. Risposte: 94
    Ultimo Messaggio: 10-02-07, 19:34
  3. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 02-11-06, 15:25
  4. 50 anni fa moriva Stalin
    Di Herr Mann nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 09-03-03, 02:42
  5. Nel nome di Stalin e del Duce. Ma almeno senza incidenti
    Di Gianmario nel forum Termometro sportivo
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 26-09-02, 10:09

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito