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    Predefinito Sei mesi di Bossi-Fini: i (tragici) risultati dell'immigrazione nell'era Berlusconi

    SEI MESI DI BOSSI-FINI
    Cinquantamila ingressi clandestini, appena un migliaio quelli regolari. E' accaduto negli ultimi sei mesi, da quando la Bossi-Fini è entrata in vigore. Il bilancio tragico della nuova normativa è dell'«Ares 2000 Onlus», nel cui rapporto traccia un quadro generale sullo stato dell'immigrazione nell'era berlusconiana.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

    Partigiano antifascista, Venezia, 1943





  2. #2
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    Predefinito Tutti i dati dell'Ares

    50 MILA CLANDESTINI
    «Le procedure farraginose ed insensate - afferma l'Ares - che dovrebbero garantire l'afflusso di manodopera in Italia e l'impossibilità per l'immigrato, una volta giunto, di contrattare liberalmente il suo ingresso nel mondo del lavoro, hanno incentivato, in carenza di altra via legale praticabile, l'afflusso di clandestini». Facendo riferimento a «notizie filtrate» attraverso le associazioni di immigrazione, l'Ares stima che gli arrivi clandestini in Italia «nonostante i blocchi navali e gli accaniti rastrellamenti» abbiano superato negli ultimi 6 mesi le 50.000 unità, (più 35% rispetto all'altranno), mentre gli ingressi regolari non siano superiori al 2% di tale cifra.

    SALARI PIU' BASSI
    Il salario degli immigrati irregolari, secondo l'Ares, sarebbe inferiore del 20-30% rispetto a quello di un regolare. Allo stesso tempo, aggiunge, sarebbe salito da 3.000 a 4.000 euro il prezzo che gli immigrati privi di permesso devono pagare per trovare un «datore di lavoro» compiacente, disponibile a certificare un contratto.

    PERMESSI PILOTATI
    Delle 697.000 domande di emersione presentate, circa 120.000 sono state quelle definite, dice l'Ares, sottolineando che «le pratiche di regolarizzazione vanno avanti con il contagocce. Il tutto - aggiunge - sembra un «flop annunciato, pilotato». Se continuerà così l'espletamento di tutte le pratiche «si realizzerà fra 19 anni».

    LAVORO SEMPRE PIU' NERO
    Nel frattempo, secondo l'Ares, il 20% del totale degli extracomunitari continua a lavorare in nero. Sull'altro fronte, nonostante siano circa 184.000, di cui 47.000 donne, gli immigrati imprenditori (il 10% della forza lavoro straniera), la legge Bossi-Fini «ignora» ciò e «solo incidentalmente parla di lavoro autonomo».

    FLUSSI BLINDATI
    La politica, sottolinea ancora l'organizzazione, «continua a varare annualmente dei decreti-flussi virtuali e blindati, che prevedono molto meno della metà degli ingressi richiesti dalle imprese italiane». Intanto, ad oggi, sono circa 93.000 le espulsioni intimate, di cui 60.000 non eseguite.

    I CHARTER DELLA VERGOGNA
    Secondo l'Ares, nei sei mesi di applicazione della Bossi-Fini, gli sbarchi sono aumentati del 35% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. A fine settembre 2002, dice, erano sbarcati 16.500 clandestini rispetto ai 12.000 del 2001. Contemporaneamente, prosegue l'Onlus, ci sono stati circa 22 «voli della vergogna»: una procedura di espulsione collettiva «vietata dalla Convenzione dei diritti umani».

    IL MIRAGGIO DELLA CASA
    Sarebbero 500.000 secondo l'Ares gli immigrati in cerca di casa, mentre è del 10-20% in più l' affitto pagato dagli extracomunitari rispetto agli italiani. Circa 50.000 sono gli extracomunitari proprietari di una casa.

    PIU' TASSE STRANIERE
    La percentuale del Pil prodotta dal lavoro degli immigrati, rileva l'Ares, nel 2002 è stata del 3,5%, con un incremento dello 0,3% rispetto al 2001. In aumento anche le rimesse, i risparmi cioè che gli immigrati inviano nel paese di origine: il totale ammonta a circa 700 milioni di euro all'anno, di cui il 43,9% va all'Asia, 6% all'Africa, il 16% all'America.
    "Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"

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  3. #3
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    Predefinito paddy mi fai un baffo!

    ieri sono tornato a casa alle cinque del mattino! Purtroppo non avevo le forze per scrivere su internet, ma sai che smacco per un nottambulo come te!
    In merito al thread ho purtroppo poco da dire. Temo che non si governi il problema dell'immigrazione clandestina nè con la Bossi Fini che con la jervolino napolitano! piuttosto mi colpiscono le sessantamila espulsioni non eseguite. Voi come le interpretate?

  4. #4
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    Predefinito Faccio tardi

    Solo quando c'è da fermare i treni della morte

    Sulle espulsioni non eseguite è chiaro che se da una parte la Bossi Fini usa in modo populista il pericolo dell"uomo nero" (bao-bao) dall'altra le imprese (soprattuto del nord-est) non possono farne a meno (da qui il famoso verso "quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie, quella di notte stabilisce il prezzo delel tue voglie").
    In questo modo i clandestini rimangono tali (non vengono nè regolarizzati nè espulsi) perchè servono alle imprese. Anzi, se lavorono al "nero"è ancora meglio, per i padroncini.

    P.G.
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  5. #5
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    Predefinito e' un' analisi

    la tua, un po tendenziosa, ma pertinente. Immagino che si aggiunge una bella fetta per la manovalanza delle varie tipologie criminali. Non vorrei da vecchio libertario democratico, che si faccesse poi largo l'idea di irrigidire i controlli, con proposte, come dire poco apprezzabili, che so le impronte digitali e altro.

  6. #6
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    Predefinito Da noi

    Le impronte non troveranno inchiostro.
    Credo che l'integrazione (che brutta parola, preferisco contaminazione) è l'unica soluzione possibile. Battersi per i diritti fondamentali di cittadinanza per i migranti significa battersi contro la clandestinità e l'emarginazione che può portare su cattive strade. Per sconfiggere la cladenstinità dobbiamo negare che ci sia una clandestinità.

    P.G.
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  7. #7
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    Predefinito il principio è giusto

    il problema è l'accoglienza per chi un lavoro non lo trova. Questo è un paese che non mi sembra in grado di permetterselo. Diritti e regole per tutti quelli che si possono inserire. Insomma io sono per un tetto da fissare agli ingressi nell'immigrazione e mi preoccupa che sessantamila che sono considerati non ospitabili, restino lo stesso nei nostri confini. Poi è mia convinzione che le cifre siano carenti ed approssimative. La contaminazione, credo che sarà inevitabile, considerando che noi facciamo meno figli e gli immigrati ne fanno e sono di più. E' chiaro che gli idealisti del popolo italico, soffrano a sapere che noi, ci estingueremo in quanto tale nel nuovo crogiolo extracomunitario. A me personalmente non importa gran che. La civiltà futura è sempre diversa, non è detto poi, anche migliore di quella passata. Ma gli extracomunitari sono il nostro futuro come nazione, visto le proporzioni. Il problema è se loro diventeranno occidentali o noi terzo mondo!

  8. #8
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    Predefinito Nessun tetto

    Nessun tetto può servire a quello che sta accadendo: con la prossima guerra in Iraq arriveranno un milione e duecentomila profughi alle nostre frontiere. Profughi. Spero che i nostri governanti non abbiano la faccia di tolla di non volerli o peggio mettino dei tetti su chi sta scappando da una guerra.

    Comunque sulla visione cosmopolita del mondo siamo d'accordo. Nemmeno a me frega molto del popolo italico. Il futuro sarà meticcio, altro che padano!

    P.G.
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  9. #9
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    Predefinito caro paddy

    io credo che gli iracheni staranno molto più volentieri in Iraq se si rovescerà Saddam, in breve tempo, visto che già nel '91 i suoi valorosi soldati si arrendevano alle troup della bbc ed i villaggi erano in rivolta. La colpa degli americani, grave ed imperdonabile, fu di riconsegnarli al tiranno, come voleva l'Onu.

  10. #10
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    Predefinito Sono dati della Caritas!

    La guerra ha i suoi profughi è ovvio!
    Invece secondo l'Unhcr (Alto commissariato dell'Onu per i profughi) una guerra in Iraq porterebbe senza dubbio a una catastrofe umanitaria e a circa 600 mila profughi, ma la cifra potrebbe essere molto più alta secondo dove avverrà lo scontro principale fra le forze armate.

    P.G.
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