Il tribunale di Cuneo decreta che la manifestazione anti moschea della Lega Nord del 15 gennaio 2001 fu xenofoba e razzista. L'affermazione sta nella sentenza con cui il giudice unico Silvia Casarino ha dato ragione al direttore di un periodico cuneese (il "Caragliese") e torto al gran capo dei lumbard Umberto Bossi che aveva aperto una causa civile per 200 milioni di danni per diffamazione nei confronti del giornale che aveva accusato di razzismo il movimento leghista proprio per la manifestazione di Lodi. Le motivazioni della sentenza sono esplosive e non mancheranno di far discutere. Viene citato lo striscione esposto durante la messa sull'area di via Grandi che informava che il terreno era stato concimato con sterco di maiale. «Sulla base di questi avvenimenti è del tutto legittimo - dice la sentenza -, per un osservatore che voglia esprimere un punto di vista critico, definire tale comportamento come "guerra religiosa, ideologica e razziale" ed espressione di una visione "razzista e xenofoba" del partito».
Il tribunale di Cuneo ha assolto Livio Giordano, direttore del Caragliese e autore dell'articolo che in seguito alla marcia anti moschea accostava Bossi ad Haider e accusava la Lega di razzismo e di usare slogan degni dei naziskin, e ha condannato Bossi a pagare le spese processuali, pari a 7.780,90 euro. Se al ministro per la Devolution la mini stangata non creerà nessun problema finanziario, la querela al periodico piemontese può essere un bel boomerang. Dar ragione a chi ha scritto a chiare lettere che la Lega Nord è «xenofoba e razzista», se non equivale a sostenere che i lumbard nella circostanza si sono dimostrati «xenofobi e razzisti», poco ci manca.
A dare un colpo decisivo alla causa intentata da Umberto Bossi è stato il sindaco di Lodi Aurelio Ferrari, chiamato a testimoniare al processo il 28 maggio dello scorso anno insieme allo stesso ministro leghista e a Bobo Maroni (nessuno dei due però si è presentato). È stato lui a confermare la campagna anti islamica scatenata dai lumbard: «È vero che la Lega Nord - si legge nella sua deposizione al tribunale - ha fatto tale campagna, consistita in un corteo lungo la città, un comizio in piazza Castello e nella celebrazione di una messa nel luogo dove dovrebbe costruita la moschea. Nell'area interessata erano presenti degli striscioni che recavano la dicitura "area cosparsa o concimata da sterco di suino" o simili». Ferrari ricorda il giorno della deposizione: «Mi fu chiesto solo se avevo visto quello striscione, e risposi di sì. Siccome avevo l'impressione che mi volessero liquidare in pochi secondi e dato che mi ero sobbarcato più di 200 chilometri per rispondere a quell'udienza ho aggiunto qualcosa d'altro, informando il giudice che quelle scritte anti islamiche non solo erano state notate da tutti, ma anche fedelmente riportate dai giornalisti e dalle televisioni presenti». L'avvocato di Giordano, Mauro Mantelli, ha definito la sentenza «una vittoria della giustizia». E la giustizia ha decretato che i leghisti a Lodi sono stati razzisti.
Francesco Castaldi![]()
![]()
![]()


Rispondi Citando



