STORIA DI SANTA MARGHERITA LIGURE
(cenni storici)
"Fra storia e curiosità"
200 anni fa, esattamente il 18 luglio 1798, si installarono nella nostra città, fino ad allora chiamata Pescino, i Funzionari, ovvero i Municipalisti che presiedettero il Cantone di Santa Margherita ed il Cantone di San Giacomo, posti sotto la giurisdizione del Golfo Tigullio, gestito dal Direttorio di Rapallo.
Al Cantone di Santa Margherita furono annessi, oltre alla parte orientale della città, le Minicipalità semplici di San Siro e San Lorenzo; al Cantone di San Giacomo l'altra parte di città, con le Municipalità Semplici di Portofino e Nozarego.
Le rivalità erano molto esasperate: San Giacomo chiese ai Giudici di Rapallo di proibire ai "Margheritini" di oltrepassare i limiti del suo territorio e scambiò i nomi delle Contrade annesse, alimentando ulteriori discordie: la Contrada Magistrato fu mutata in Contrada della Fratellanza, provocando la rottura dei rapporti già tesi: nella notte successiva all'installazione della lapide con la nuova denominazione, i Margheritini, con un'incursione "piratesca", la ricoprirono di immondizie, trasformando la scritta in "Cantone delle carogne".
I "Cortesi", o "Giacomini" cambiarono ancora nome alla Contrada della Fratellanza, ribattezzata Contrada della Moderazione. I Margheritini però, esercitarono pressioni sul Commissario del Direttorio Esecutivo di Rapallo, sig. Gambini, affinché questi ordinasse ai rivali di modificare ancora il nome della Contrada della Moderazione in Contrada della Concordia.
Dal canto loro i Margheritini mutarono il Giuncheto in Vico della Benevolenza.
Ancora altri attriti per le Processioni Religiose: il Comissario di Rapallo si recò in visita alla Canonica di Santa MArgherita, restandovi a lungo, mentre dedicò solo pochi minuti all'inaugurazione, nello stesso giorno, della Residenza Municipale di San Giacomo: intimò ai Cortesi che, in occasione della Processione di Santa Margherita che avrebbe dovuto raggiungere la Chiesa dei Cappuccini, concedessero il diritto di transito su un luogo che, intersecando quello della loro giurisdizione, non avrebbe lasciato altra via che il mare.
Nei mesi successivi nuove leggi precipitarono addosso ai Municipalisti di Corte: furono soppresse d'autorità alcune corporazioni religiose, tra cui la Cervara e l'Oratorio di Sant'Antonio: il Convento della Cervara restò affidato ai Giacomini, ma i frati ospitati da secoli nella costruzione, offesi dall'atto di soppressione, si diedero a spogliarlo di tutti i beni e solo uno di essi, tale Torre, vi restò ad abitare.
Un'altra questione "spinosa" fu quella della Tonnara: la Municipalità di Santa Margherita, trovandosi a corto di disponibilità economiche, chiese all'affittuario, sig. Leverone, di presentarsi alla Casa Municipale per definire le nuove tasse; i Cortesi, saputa la cosa , intimarono al loro cittadino Leverone di non andare. Questi si adeguò ubbidendo all'intimazione, con grande disappunto dei Margheritini.
Non solo: San Giacomo, in accordo con Nozarego, ricorse anche al Direttorio Esecutivo, ma, in risposta a questa manovra, i Margheritini strinsero strategica alleanza con Portofino, chiedendo al Direttorio la riforma dei limiti del territorio di San Giacomo di Corte. Nel frattempo i Giacomini elessero i loro rappresentanti ugualmente nei loro uffici, seguitando ad esercitare tutte le loro funzioni, tra cui, una delle più importanti era quella della Pubblica istruzione.
Il 5 aprile 1799 furono abolite le Municipalità Semplici di San Siro e San Lorenzo per Santa Margherita e di Nozarego e Portofino per San Giacomo, demandando le competenze alle sole Municipalità di Santa Margherita e San Giacomo.
Il 1799 e il 18000 furono anni tremendi, segnati da rivalità intestine, fino alla data del 27 aprile 1800, quando Margheritini e Giacomini stesero un documento congiunto in cui si intendeva saldare finalmente tra loro, rapporti di fratellanza.
Il 22 dicembre 1812, Napoleone, con un decreto Imperiale, univa definitivamente Santa Margherita e San Giacomo in un solo Comune con il nome di Porto Napoleone, ma dopo la caduta dell'Impero Napoleonico, il 16 aprile 1814 si insediò a Genova il Governatore Provvisorio della Repubblica Ligure, e i singoli comuni furono affidati ad Amministrazioni Provvisorie: finì così la breve gloria di Porto Napoleone.
La storia ci narra di un ulteriore tentativo di separazione, datato 1817, voluto dai Giacomini che però non ebbe alcun esito.
Sorse quindi, nel 1818, per volontà del Governatore, la Città di Santa Margherita di Rapallo, gestita da un "Consiglio degli Anziani", guidati da Gerolamo Costaguta.
Dopo 45 anni, nel 1863, un Decreto Reale di Vittorio Emanuele II°, sancì definitivamente l'attuale denominazione di
Santa Margherita Ligure
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