Sono rimasto senza parole. Si cerca di fermare l'Ulivo in ogni modo.
Domenica 16 Marzo 2003, 14:52
Gli abbattono la casa, rinuncia sindaco Ds siciliano
ROCCAMENA (Palermo) - Gli hanno abbattuto la casa di campagna della sorella, con una ruspa.
Un atto certamente meno efferato dei delitti di mafia ai quali, purtroppo, le cronache sono abituate, ma sicuramente più spettacolare, e soprattutto in grado di dimostrare determinazione e livello di minaccia alle istituzioni della malavita organizzata siciliana.
Anche perché, di fatto, questa partita sembra vincerla la mafia. Salvatore Ciaccio, infatti, esponente dei Ds, candidato a sindaco del paesino di Roccamena, località montana vicino Palermo, ha annunciato oggi, dopo aver appreso dell'abbattimento dell'abitazione, il proprio ritiro dalla competizione elettorale. "Non mi candiderò più - ha spiegato Ciaccio - è stato un grave segnale per bloccarmi. Qui può candidarsi solo la mafia".
Un episodio, sebbene circoscritto a un paesino di poche anime, certamente emblematico del clima che ancora percorre la Sicilia. Non a caso, il segretario regionale dei Ds in Sicilia ha parlato di "un atto clamoroso e inquietante".
"Purtroppo - ha spiegato - il segnale sembra inequivocabile: Cosa nostra ha scelto un gesto eclatante per lanciare un segnale intimidatorio nei confronti di quanti hanno intenzione di impegnarsi nella prossima campagna elettorale al servizio della legalità e della giustizia".
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Commissione antimafia Giuseppe Lumia: "La mafia è impegnata a non fare ritornare la stagione della legalità e dello sviluppo nei comuni dell'isola".




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Nobis ardua 