Fincantieri, le Rsu bocciano l’accordo a maggioranza assoluta
Venerdì 10 Aprile 2009 15:09
di Anna Maria Bruni
L’accordo separato firmato il 1° aprile dall’azienda e da Fim, Uilm e Ugl è stato bocciato da 65 Rsu su 125. Lo comunica il coordinamento nazionale Fiom-Cgil di Fincantieri riunitosi ieri 9 aprile a Roma. Il risultato delle mobilitazioni di questi giorni, una grande prova di democrazia
ROMA - La maggioranza assoluta delle Rappresentanze sindacali unitarie del gruppo Fincantieri ha respinto l’accordo del 1° aprile e chiede la riapertura immediata della trattativa per la definizione di una nuova intesa.
Questo è il risultato di una lotta che non si è mai arresa e che ha visto protagonisti i lavoratori di tutti gli stabilimenti del gruppo, e che anzi nel momento in cui avrebbero potuto cedere allo sconforto, il giorno della firma da parte di Fim e Uilm, ha reagito con più forza, provocando tra l’altro la solidarietà di altre Rsu, dalla Ferrari di Modena alla Wärtsilä di Trieste, e addirittura dall’arcivescovo di Gorizia De Antoni, che il giorno prima del coordinamento si è recato nello stabilimento di Monfalcone. “Come credenti noi pensiamo che prima viene l’uomo, poi il lavoro e infine il capitale”, ha detto ai 200 lavoratori che lo hanno accolto.
Già dal giorno dopo la firma, il 2 aprile, da Monfalcone a Palermo, passando per Marghera, Muggiano, Riva Trigoso, Ancona, Castellammare di Stabia, Bari tutti gli stabilimenti sono scesi in sciopero superando le due ore indette dalla Fiom, con assemblee, presidi ai cancelli, sit in. Mobilitazione che è proseguita anche nei giorni successivi, con la presenza consistente di lavoratori della Fim, i cui rappresentanti a Monfalcone, Marghera e Ancona si sono rifiutati di sottoscrivere l’accordo. A Monfalcone in particolare il coordinatore Michele Zoff (intervistato da Dazebao il 2 aprile) ha dato le dimissioni durante l’assemblea immediatamente successiva all’accordo, dimissioni poi respinte dalla Fim di cantiere, provinciale e regionale che ha riconosciuto a Zoff il suo peso fra i lavoratori. Ma anche molti operai Uilm hanno partecipato alle mobilitazioni, mandando così un chiaro segnale di disaccordo al loro sindacato. Risultato, il 90% dei lavoratori ha chiarito il suo punto di vista all’azienda e ai sindacati firmatari.
A Castellamare di Stabia, sempre nell’arco di queste giornate, è inoltre partita la raccolta delle firme per il referendum sulla piattaforma contrattuale, richiesta partita dalla Fiom dopo la firma e che Fim e Uilm nazionali aveva provato ad ostacolare. Anche qui il risultato è stato che in poche ore sono state raccolte 300 firme, provocando la stessa iniziativa in altri stabilimenti. Le firme sono state poi consegnate ieri al coordinamento nazionale.
Nel frattempo lo stesso 1° aprile la procura di Venezia ha aperto un’inchiesta su alcune ditte d’appalto che lavorano per Fincantieri ipotizzando assunzioni completamente fuori dalle regole e condizioni disumane, fra cui la stessa “paga globale” denunciata da lavoratori e delegati e diventata uno dei punti sostanziali di critica dell’accordo da parte della Fiom, che “lascia all’Azienda mano libera sulla gestione del modello produttivo, degli appalti e degli organici” senza alcuna garanzia sul mantenimento del livello degli addetti. Il 6 aprile i lavoratori di Riva Trigoso, Genova, hanno indetto 3 ore di sciopero “contro la mancanza di investimenti dedicati al cantiere – dice il comunicato della Fiom Tigullio – e l’affidamento di diverse lavorazioni alle ditte di appalto”. Un altro sciopero di 2 ore è stato indetto il 3 aprile dalla Fiom a Sestri Ponente contro la definizione di ruoli per i lavoratori “in evidente contraddizione con le mansioni svolte attualmente a bordo”. In parole povere, se lavoratori esposti a rischi fisici e chimici come inalazione e contratto con polveri, fibre e fumi, vengono definiti lavoratori di concetto, l’azienda ha già trovato il modo per aggirare il Testo unico sulla sicurezza. Anche questo fra i punti contestati dalla Fiom, che chiede Rls di sito e regole certe. Altri punti di contestazione riguardano l’aumento salariale “incerto e irrisorio”, oltre che “discriminatorio” e tutto vincolato all’ “aumento della produttività del 20%, con taglio dei tempi ed aumento dei ritmi”.
La conclusione di queste giornate è che 65 Rsu su 125, la maggioranza assoluta “considerano non accettabile e respingono l’accordo di Gruppo del 1° aprile 2009” e “chiedono la riapertura immediata della trattativa per la definizione di una nuova intesa”, recita il comunicato conclusivo del coordinamento nazionale Fiom di Fincantieri del 9 aprile, inoltre “tale intesa dovrà essere sottoposta ad un referendum vincolante tra le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo”. Ma non è finita qui. Il Coordinamento, oltre alle ore già decise dai cantieri, prevede 8 ore di sciopero per “un’iniziativa nazionale di tutto il Gruppo” da decidere in segreteria nazionale, e inoltre organizzerà, subito dopo Pasqua “assemblee in tutti i siti”, “per decidere, assieme ai lavoratori, le iniziative necessarie per la vertenza”.
da dazebao.org




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