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    Predefinito Aggressione contro l'Iraq

    3d permanente sulla guerra di aggressione angloamericana contro l'Iraq.

    AL FIANCO
    DEL POPOLO IRACHENO
    E DEL SUO GOVERNO
    CONTRO L'ENNESIMA AGGRESSIONE
    DEI BANDITI YANKEE
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
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  3. #3
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  4. #4
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    RAGIONI DELLA GUERRA

    1. La prima precisazione è che non possiamo adottare lo slogan "No blood for Oil" come rappresentazione esclusiva delle cause della guerra. Il petrolio è una delle ragioni, importante sì, ma solamente una di esse.
    Prima di tutto, recenti rapporti sull'industria petrolifera indicano che le riserve dell'Iraq sono molto più grandi di quanto stimato finora. Un'approssimazione le da più vaste di quelle dell'Arabia Saudita, che oggi giorno forniscono il 25% del greggio mondiale.
    In seconda battuta, l'Europa occidentale riceve il grosso del suo petrolio proprio dall'Arabia Saudita e dall'Iraq. Di conseguenza, se entrambi i paesi fossero sotto il controllo americano, la politica estera europea sarebbe compromessa perchè assoggettata ai voleri statunitensi. E' fuor di dubbio, quindi, che l'interesse alla pace di Francia e Germania è anche economico.

    2. Il grande motivo per un attacco resta comunque il rapido incremento del debito pubblico americano che, al momento, è di circa 325 Trilioni di dollari e richiede un interesse di 2 miliardi di dollari al giorno. Dal 2000 ad oggi la Borsa americana ha perso 8 trilioni di dollari con il risultato che moltissimi fondi di investimento pensionistici sono stati inghiottiti per sanare i debiti. Molte delle maggiori società americane, tra cui la Disney, la Xerox, General Motors, Ford, Microsoft ecc., sono sommerse dai debiti e molte devono versare più della metà del loro prodotto lordo solo per pareggiare gli interessi! E' per questa ragione che molte di esse non hanno "credit rating" e le loro azioni sono totalmente prive di valore. Con il petrolio iracheno la Federal Reserve potrebbe mantenere la stampa di banconote a livelli accettabili. Tanto per chiarire, sappiamo che l'economia occidentale è basata sull'usura e che ad ogni banconota non corrisponde un effettivo valore reale, però i distinguo in questo caso vanno fatti tra nazioni che producono qualcosa e quelle che non lo fanno. In poche parole il petrolio aiuterebbe la Federal Reserve a mantenere i tassi di interesse ad un valore accettabile. Aiuterebbe cioè a prolungare la vita di questo sistema di usura capitalista.

    3. La "corporate America" (tutte le società americane, n.d.t) è anch'essa divisa. Da una parte le società petrolifere, farmaceutiche e belliche premono per l'inizio della guerra, che risolleverebbe le loro sorti, dall'altra si teme quel clima di tensione mondiale che fa precipitare le azioni in borsa. Il presidente Bush, seppur criticato da una grossa parte di azionisti danneggiati da questo clima di guerra, vuole comunque attaccare l'Iraq per avere benefici per l'economia americana in breve tempo. Comunque sia, i costi si aggireranno attorno ai 200 miliardi di dollari.

    4. Non c'è solo questo in gioco. Il dollaro sta subendo forti pressioni nel mondo. Visto il suo ribasso, molti investitori preferiranno l'Euro e molti altri passeranno dallo Yen allo Yuan. E' in pericolo quindi la supremazia del dollaro nell'economia mondiale, c'è quindi il bisogno di esercitare delle pressioni sull'Europa, seppur indirettamente. Nel Sud Est Asiatico inoltre, lo Yuan cinese ha raggiunto i livelli del dollaro in quanto accettabilità e, presto, lo supererà in termini di influenza in tutta la regione. Può dunque essere questa la ragione per provocare una crisi di Corea e giustificare la presenza di truppe americane a discapito di quelle cinesi.

    5. Israele ha preparato le fondamenta di questa guerra. L'intifada palestinese ha gravato pesantemente sull'economia israeliana. Prima di tutto perchè il sentimento anti-israeliano è cresciuto negli ultimi due anni in maniera esponenziale, viste le brutalità inflitte ai palestinesi. Secondariamente l'economia israeliana ha registrato il terzo anno di passivo con il risultato che molte industrie stanno fallendo (per di più high tech, comunicazioni, ecc.) e la disoccupazione sta galoppando. Anche il turismo, gran risorsa del paese , ha registrato un calo sensibile, da oltre 2,4 milioni di visitatori nel 2000 agli appena 860 mila del 2002; difficilmente si potranno ristabilire le sorti di questa risorsa in breve tempo.
    Per terzo c'è il problema israeliano dell'acqua. Non dimentichiamo che quando il governo libanese chiese il 5% dell' acqua di un fiume che nasce in Libano ma per due terzi scorre in Israele in tutta risposta subì minacce di bombardamenti. Con il controllo americano però sarebbe più semplice arrivare ad un sistema di pompaggio dalla regione curda, passando per la alleata Giordania. In tal senso si possono anche ricondurre le motivazioni del tentativo americano di ristabilire le monarchie di Giordania, Iraq e Siria: è molto più facile "ammorbidire" un monarca che un intero governo.

    6. Infine c'è il fenomeno del "Sionismo Cristiano" negli Stati Uniti, che non può essere sottovalutato. E' variamente descritto come Destra Religiosa, Maggioranza Morale o Cintura Biblica. E' una forza politica che dirotta il voto di 10 milioni di americani sul partito repubblicano. Bush stesso è parte dell'ala metodista, benchè i leaders di questa formazione, incontrando il Papa, abbiano denunciato l'aggressione americana.
    Come è possibile l'esistenza di un Sionismo Cristiano? Non è forse una contraddizione in termini? Come possono i cristiani in America appoggiare così decisamente i sionisti se questo significa la morte per i cristiani della Palestina o dell'Iraq? La risposta risiederebbe in una traduzione errata e fraudolenta della Bibbia, fatta da Scofield nel diciannovesimo secolo in America. Secondo Chack Carlson, un leader del movimento Evangelico Protestante, il problema va ricondotto al cosiddetto "Dispensalismo"( dispensare, amministrare), cioè all'arrivo del Messia per la seconda volta solo dopo che gli ebrei saranno tornati in Palestina. Questo fa capire quanto assurdo può essere il ragionamento di questi Evangelici Protestanti che adottano il testo di Scofield.
    Queste sono dunque le motivazioni della guerra, alle quali possono esserne aggiunte altre di minor importanza come l'esigenza di nuovi mercati, la capacità degli armamenti, il fatto che l'America sia l'unica superpotenza e così via.

    PARTE B

    LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA

    1. Il possesso di petrolio iracheno darebbe all'economia americana una sostanziale accelerazione e permetterebbe agli statunitensi di proporsi per un'ulteriore egemonia, sia nel Caucaso che nel sud-est asiatico.

    2. Con la scusa della guerra all'Iraq gli israeliani potrebbero deportare i palestinesi in Egitto, Giordania e Libano garantendosi poi maggiori prospettive economiche e garantendo un supporto all'America in quella regione mai visto prima.

    3. Obiettivo dell'America è anche quello di esautorare le varie organizzazioni internazionali (che nel passato sono servite da filtro agli americani) contrarie alla politica statunitense.

    4. E' altamente probabile che forti pressioni sugli Indiani saranno esercitate dagli USA per eliminare il Pakistan in caso di bisogno. Ciò garantirebbe una maggior facilità nella rimozione del governo di Teheran ed enormi vantaggi per gli Hindu nel sub-continente asiatico.

    5. Un appoggio della Turchia agli USA darebbe il via alla rinascita dell'Impero Ottomano in espansione verso occidente nei Balcani, attraverso anche l'Unione Europea e ad est nel Medio Oriente, attraverso l'Iraq. Collegamenti tra America, Israele e Turchia non sono solamente finanziari, ma strategici ed ideologici. La Turchia è un vitale elemento in tutta la faccenda. Qualora i sentimenti della popolazione impedissero un appoggio palese del governo turco all'operazione americana, l'esercito interverrebbe militarmente ed imporrebbe il diktat filo americano ad ovest in Europa e ad est con il Medio Oriente.

    6. Una rapida vittoria darebbe modo agli americani di orientare nuovamente la linea d'attacco verso la Corea; occupando la penisola avrebbero una valida scusante per giustificare la presenza di truppe al confine con la Cina.

    PARTE C

    POSSIBILI CONTRAPPOSIZIONI

    1. I russi devono opporsi agli americani perchè devono tutelare i loro interessi in Iraq e gli accordi con i francesi, anch'essi direttamente interessati alla faccenda. La Renault ha infatti annunciato una politica di incremento della produzione degli autoveicoli proprio nella zona di Mosca. Inoltre Putin si sta riavvicinando a Schroeder per un rientro in Europa.

    2. Se la guerra va avanti è ipotizzabile una contrapposizione forte all'America per almeno tre generazioni a venire.

    3. Anche il sentimento anti-israeliano crescerebbe esponenzialmente.
    4. Abbiamo visto come la crisi ha già raggiunto un certo numero di disagi:
    a) Sta distruggendo il sistema bi-partitico e conseguenzialmente, quello di libero pensiero. Ha aumentato le distinzioni etniche e di classe sociale.
    b)Tutto ciò porta a situazioni dove è difficile osteggiare gli americani senza un buon esercito, almeno sulla carta.
    c)In Italia, in Spagna ed in Inghilterra, ad esempio, i leader non hanno rappresentato i voleri e le speranze degli elettori, abbassando il livello di espressione democratica parlamentare e di credibilità pubblica.
    L'opposizione alla Pax Americana sarà il fatto politicamente rilevante dei prossimi anni. Non potendo essere questa opposizione solamente di carattere militare , prenderà forme differenti. Sarà politica, culturale ed economica.
    Bisognerà informare l'opinione pubblica sulle mire geo-politiche americane da un'ottica cristiana a nazionalista negando spazio ad un nuovo deforme internazionalismo.
    b. Culturalmente parlando l'azione è evidente. Prima di tutto c'è il rifiuto di quello che è la cultura americana: musica, modi di vita, letteratura, moda e così via.; secondariamente aumenta l'orgoglio del " Io non sono americano"; terzo, ci possono essere più prospettive per i popoli che non cedono al "melting pot" di razze, idee o religione.
    c. Economicamente prenderà due forme: quella positiva e quella negativa. Significherà boicottare l'America e i suoi prodotti. Facili bersagli saranno Disney, CocaCola, TimeWarner, American on Line, McDonalds, Burger King, Ford ecc.. Rifiutando questi prodotti su larga scala incrementeremo i problemi economici interni agli USA. Il lato positivo consisterà nell'immettere sul mercato prodotti squisitamente europei, ma estranei al mondo delle multinazionali. Ciò seguirà la filosofia Contro Potere, dove il nemico non viene affrontato ma semplicemente aggirato e schivato. Si dovrebbero, inoltre, organizzare manifestazioni dissuasive contro il turismo in America e Israele, così come boicottare l'importazione di vestiario tipo Calvin Klein e affini. In poche parole, promuovere in ogni campo l' identità europea. Qualora non vi fosse alternativa ai prodotti americani, dovrà essere incentivato lo studio per colmare il disavanzo. Volendo cercare un'analogia la possiamo trovare nei viaggi di Gulliver, dove il gigante è trattenuto giù dai Lillipuziani. Così ogni genere non acquistato o boicottato, ogni alternativa creata, ogni persona con nuove idee, contribuirà ad abbattere il mostro americano fuori controllo.


    Tradotto da articolo pubblicato da Final Conflict
    Derek Holland
    Dublino Irlanda
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
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    Predefinito Ma non gli bastavano gli stracci arcobaleno????!!!???

    C'è a chi non basta lo straccio arcobaleno e chi, non pago di quello origano-mozzarella-pummarola, sente la necessità di affiancare ad esso le stelle e le strisce. Mi riferisco a certi militanti "milanesi" di Alleanza Terùnale che hanno esposto fuori dal balcone sia la bandiera nazziunale, sia quella del loro badrone amerigano. Sono peggio i lerci dei cessi asociali o gli italo-americani della P2, gli ipocriti pacifisti rossi o i servili leccapiedi azzurri, gli ulivomani o i pollisti? Difficile a dirsi, visto che si tratta comunque di "fratelli d'itaglia". Personalmente ho appeso fuori dal balcone di casa la bandiera nazionale lombarda, come hanno fatto in parecchi dalle nostre parti. Sono contro questa guerra, che col contenimento dell'espansione islamica centra proprio nulla, con la lotta al "terrorismo" ancora meno, ma è semplicemente l'ennesima tappa verso il 'nuovo ordine mondiale', un regime internazionale che non tollera quei popoli che non sian disposti a cedere agli USA la propria sovranità.

    Sulla presunta anti-islamicità di questa guerra è meglio stendere un velo pietoso, visto che il Kurdistan Iraqeno è ormai occupato proprio... dai Turchi, che l'hanno avuto in regalo da Bush in cambio dello spazio aereo: sì, l'esercito inviato dal nuovo governo islamista di Erdogan e Gul. Non è un caso che tutti i principali sostenitori italioni di questa petrol-guerra siano gli stessi identici personaggi che in parlamento stanno proponendo un concordato fra comunità islamiche e repubblica italiana. Gli stessi che lavorano per l'adesione della Turchia alla UE. Gli stessi che esultavano quando i Talebani dell'Uçk cacciavano dal Kosovo gli ultimi cristiani rimasti. Gli stessi italianissimi servi del presidente yankee di turno, insomma. E proprio il ministro Frattini (che si è piegato a 90 gradi per sottolineare quanto l'itaglia sostenga gli USA in questa vile aggressione), all'indomani della vittoria del Partito Islamico in Turchia, è corso ad Ankara a garantire che l'itaglia farà tutto il possibile, durante il proprio turno di presidenza dell'Unione, per accelerare l'adesione di 60 milioni di turchi alla UE. Senza dubbio nel 2004 Bush tornerà a chiedere con ancora più arroganza di prima che la sua fedelissima Turchia entri nell'Unione e gli italioni faranno di tutto per accontentarlo, come già alcuni mesi fa, quando a opporsi a tale prospettiva si erano schierate Francia e Germania.

    Gli americani vogliono la Turchia in Europa e la guerra all'Iraq... Chi si oppone ad entrambe le maialate? Francia e Germania, a cui si sono aggiunti Belgio ed Austria: il tutto reso ancora più interessante dalla forte comunione d'intenti con la Russia. Insomma, anche se goffamente, si sta delineando un fronte europeo che ha intenzione di contrastare l'asse USA-Turchia. I partiti italianisti, in tipico stile terùnico, hanno già fatto la loro scelta di sudditanza, sinistra inclusa, nonostante le ipocrite manifestazioni degli ultimi giorni. Gli italiani la chiamano "fedeltà agli USA"... già, fedeli come cani. E noi? Con Parigi-Berlino-Vienna-Mosca o con Washington-roma-Ankara-Tel Aviv? Beh, una Padania indipendente non potrebbe che trovare collocazione naturale nel primo blocco. Se parliamo di Padania. Invece noto con dispiacere che nel nostro mondo si tende sempre più a sostituire questa parola con l'insignificante "nord", quando non direttamente "italia", Padani con "cittadini del nord" o "italiani". E l'ambiguo termine "occidente" prende sempre più il posto di Europa dei Popoli.

    Inoltre da alcuni mesi Aznar, col supporto logistico della CIA e il (non casuale) silenzio dei media internazionali, sta cancellando l'indipendentismo basco con incarcerazioni e torture; piu a est, con l'occupazione turca dell'intero Kurdistan iraqeno, sarà la fine dei sogni, non dico di indipendenza, ma almeno di sopravvivenza, del popolo kurdo. Fra l'altro i turchi hanno colto l'occasione della confusione degli ultimi mesi per far scomparire Oçalan, il leader del PKK di cui non si hanno più notizie. E' anche per questo che gli indipendentisti d'Europa si son apertamente schierati contro questa aggressione, dal SNP al Vlaams, da Batasuna al Sinn Fèin, dall'Union fur Sudtirol a Sardigna Natzione.

    Se è vero poi che ci sono parecchie persone che in buona fede si illudono che gli USA abbiano una qualche intenzione di difendere l'Europa dall'islam, ci sono anche tanti mentecatti (basta dare un'occhiata ai più rinomati talk show italioni) che brandiscono l'accusa di "antiamericanismo" contro chiunque si permetta di criticare il terrorismo genocida di Bush, un po' come certi sinistroidi quando danno del "razzista" a chi osi chiedere l'espulsione dei clandestini. Stessa ipocrisia, stessa vigliaccheria.

    NE' AMERICANI, NE' MUSSULMANI
    EUROPEI E INDIPENDENTISTI PADANI !

    lorenzo
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    Der Wehrwolf

  7. #7
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