Addi 21 marzo 2003, la Repubblica, quello che molti del Cdx considerano un quotidiano di tendenze poco meno che staliniste, ha pubblicato, nella pagina delle lettere dei lettori, un messaggio di aperto dissenso (non è il primo e non sarà l' ultimo) verso il movimento pacifista e a favore della guerra.
Quanto mi piacerebbe che l' araldo ufficiale dei sinceri democratici, la gazzetta nota per la sua indipendenza ed obiettività di giudizio, coloro che "cantano fuori dal coro" della stampa comunista, ossia il "Giornale", pubblicasse, una tantum, un uguale lettera di critica e garbato dissenso verso la linea ufficiale di quel quotidiano.
Ma è più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago ecc. ecc.
gianni
Ecco la lettera.
<E' vero nessuna guerra è giusta. Ma è anche vero che la nostra vita di agi la dobbiamo al fatto che gli USA hanno sempre vegliato su di noi. E facile condannare gli Stati Uniti e nello stesso tempo vivere una condizione "rassicurante" grazie all' influenza americana. Finora sono sempre stati gli altri paesi ad aver bisogno e gli USA sono sempre accorsi.
Adesso tocca a noi mostrare loro sostegno per questa battaglia. Girarsi dall' altra parte e far finta di non vedere quello che succede in Iraq è esattamente quello che successe prima e durante la seconda guerra mondiale con i campi di concentramento. La guerra non piace a nessuno, ma in alcuni casi, checché ne dica il Papa, discendente di una stirpe che nella guerra vedeva il mezzo per cristianizzare il mondo, è l' unica soluzione.
Mi rendo conto che le mie parole non convinceranno nessun pacifista, ma se con questa lettera avrò scalfito l' intransigenza anche di una sola persona, riterrò di aver vinto la mia battaglia.
E in ogni caso, il solo fatto di aver potuto esprimere liberamente la mia opinione fa del nostro paese un grande paese.>
Silvia T. via e-mail




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