8 febbraio 2003










"Se saremo costretti alla guerra, combatteremo per una causa giusta e risparmiando con giusti mezzi, in ogni maniera che possiamo, gli innocenti" - George W. Bush nel suo Indirizzo sullo Stato dell'Unione, 28 gennaio 2003.

Il Pentagono ha recentemente reso noto il suo piano per il primo giorno di bombardamento a tappeto dell'Iraq di Bagdad, in particolare. Nell' "Air Strikes Day" ("Giorno degli Attacchi Aerei" o "A Day) Gli USA e la Gran Bretagna lanceranno sull'Iraq dai 300 ai 400 missili Cruise "Cioè più missili di quanti ne furono lanciati nel corso di tutta la guerra del Golfo del 1991, durata 40 giorni", scrive sul "Villane Voice" James Ridgeway.

Il giorno seguente saranno lanciati altri 400 missili. "Prima di oggi non si è mai contemplato un attacco di tale entità", ha dichiarato a CBS News uno stratega del Pentagono. "Non ci sarà in tutta Bagdad un posto sicuro". In linguaggio militare questo piano viene chiamato "shock e sgomento".

L'idea è quella di stritolare la volontà di combattere del nemico.

Secondo lo stratega militare Harlan Ullman, l'attacco programmato sarà "del tutto simile alla bomba nucleare di Hiroshima". Air Strikes Day "distruggerà l'intera città", eliminerà gli approvvigionamenti d'acqua e di energia a Bagdad e lascerà gli iracheni "stremati sul piano fisico, emotivo e psicologico".

"Quello che Bush si ripropone", dichiara Ridgeway,"non è un danno collaterale, ma un livello di distruzione di obiettivi civili mai visto dopo la seconda guerra mondiale, con decine di migliaia di vittime civili".

Bush è unico nel suo desiderio di sangue? Niente affatto! E' l'ultimo di una lunga catena di filantropi desiderosi di macellare le masse in nome della democrazia. Nel 58° anniversario del bombardamento anglo-americano di Dresda il 13 febbraio torniamo al futuro! A metà del 1941 Arthur Harris, il Capo del Comando Bombardieri inglese decise di abbandonare l'illusione di attacchi aerei chirurgici. Harris , soprannominato "Bomber", aveva imparato i pregi e i difetti di macchiarsi di crimini di guerra dal suo subdolo maestro, Winston Churchill.

Correva l'anno 1919. La Royal Air Force (l'aeronautica britannica) chiese a Churchill il permesso di usare ordigni chimici "come esperimento contro gli Arabi recalcitranti". Churchill, all'epoca segretario di stato agli affari militari, acconsentì prontamente. "Sono molto favorevole all'uso di gas tossici contro tribù selvagge", spiegò. "Bomber" Harris, nel 1919 ufficiale emergente dell'aeronautica, era d'accordo: "[Arabi e Kurdi] ora sanno cosa significhi, in termini di vittime e di danni, un bombardamento".

Harris e Churchill 25 anni dopo fecero nuovamente squadra, per mettere in atto durante la seconda guerra mondiale una spietata campagna terroristica di bombardamenti per la quale non offrirono delle scuse né dimostrarono alcun scrupolo. "Oggi va così", disse Churchill a proposito del deliberato bombardamento di civili. "E' semplicemente una questione di moda: del tipo se vadano di moda i vestiti lunghi o corti".

L'atteggiamento di "Bomber" si rivelò molto bene quando, nelle ultime fasi della guerra, un poliziotto della stradale lo fermò per eccesso di velocità. "Signore. avreste potuto uccidere qualcuno", fu la reprimenda e "Bomber" Harris rispose: "Giovanotto, io uccido migliaia di persone ogni notte".

Per quanto riguarda gli americani nel teatro di guerra europeo, direttamente agli ordini del presidente Roosevelt, i bombardieri USA inizialmente tennero un comportamento leggermente più umano con bombardamenti di precisione alla luce del giorno. Diversamente dal loro corrispettivo britannico gli americani non avevano le immagini della Luftwaffe su Londra che dessero loro il motivo per uno sfrontato omicidio di massa. C'è voluto un po' più di tempo perché arrivassero al punto di assumere come norma di condotta il bombardamento di civili.

I rischi delle incursioni aeree alla luce del giorno non erano paganti in termini di precisione: solo il 50% delle bombe USA cadeva a meno di un quarto di miglio dal bersaglio. Gli americani presto si unirono agli alleati inglesi nell'esecuzione delle campagne di bombardamento notturno di obiettivi civili in Germania. In totale l'insieme dei bombardamenti di "Bomber" Harris e delle sue controparti USA ebbe alla fine come risultato la morte di 635.000 civili tedeschi.

Di giorno o di notte, il gran numero di proiettili che cadevano dove non erano indirizzati smentiva facilmente il mito della precisione.

Il 24 e il 25 luglio 1945 unn'operazione di bombardamento denominata COBRA concentrò 1.800 bombardieri USA per bombardare i difensori tedeschi di Saint Lo. Il primo giorno gli aerei arrivarono in anticipo e bombardarono in maniera così imprecisa che furono uccisi 25 americani e altri 131 furono feriti, costringendo alcune unità USA ad aprire il fuoco contro i propri aerei. Il giorno successivo, con i soldati americani ritiratesi di qualche migliaio di metri per evitare la ripetizione della performance, i bombardieri fallirono ancora il loro bersaglio e finirono con l'uccidere 111 soldati e sol ferirne quasi 500.

"Per invadere il continente", dice lo storico Paul Fussell, "gli Alleati uccisero 12.000 innocenti civili francesi e belgi, che avevano la mala sorte di abitare nella parte sbagliata della città, cioè, troppo vicino ai binari ferroviari".

Nel 1945 Gran Bretagna e America gettarono ulteriore benzina sul fuoco.

Il 13 e il 14 febbraio 1945 bombardieri alleati assediarono la città tedesca di Dresda -una volta conosciuta come la "Firenze dell'Elba"- . Con i russi che avanzavano rapidamente verso Berlino decine di migliaia di civili tedeschi fuggivano a Dresda, credendo di salvarsi dall'attacco. Come risultato la popolazione della città si era gonfiata dagli abituali 600.000 ad almeno 1 milione di abitanti.

Facendo seguito al più piccolo raid su Amburgo del luglio 1943, che aveva ucciso almeno 48.000 civili Winston Churchill utilizzò l'aiuto di scienziati britannici per inventare "un nuovo genere di atmosfera". Lo scopo era non solo il massimo di distruzione e di perdita di vite umane, ma anche di mostrare ai loro alleati comunisti cosa sarebbe stata in grado di fare la macchina da guerra capitalista nel caso Stalin avesse avuto qualche stravagante idea.

Un promemoria interno della Royal Air Force descriveva così i piani anticomunisti: "Dresda, per grandezza la settima città tedesca e non molto più piccola di Manchester, è anche di gran lunga l'area urbana non bombardata più ampia che abbia il nemico. In inverno inoltrato, con i rifugiati che affluiscono da est e le truppe che devono riposarsi, è difficile dare alloggio, non solo per offrire riparo, ma anche per ospitare i servizi amministrativi sfollati da altre zonel'intenzione dell'attacco è colpire il nemico laddove è più sensibile e mostrare ai russi, quando arrivano, cosa può fare il Comando Bombardieri."

Non c'è stato mai alcun dubbio da parte degli Alleati su chi avrebbero bombardato a Dresda. Brian S. Blades, macchinista di volo su un Lancaster del 460° squadrone (australiano), ha scritto che nel corso dei briefings ha sentito frasi quali "obiettivo vergine" e "l'intelligence riferisce che migliaia di rifugiati confluiscono dentro la città da altre zone bombardate".

Oltre che il flusso dei rifugiati, si conosceva Dresda per la sua porcellana e per la sua architettura rococò e barocca. Le sue gallerie ospitavano opere di Vermeer, Rembrandt, Rubens e Botticelli

La notte del 13 Febbraio nulla di questo avrebbe avuto importanza.

Usando lo stadio di calcio di Dresda come punto di riferimento, più di 2000 Lancaster inglesi e fortezze volanti americane gettarono tonnellate di bombe incendiarie per ogni 50 metri quadrati all'esterno al segnale. L'enorme incendio provocato era largo otto miglia quadrate con un fumo alto tre miglia. Per le diciotto ore successive normali bombe vennero gettate sopra questo insolito fornello. 25 minuti dopo il bombardamento i venti, che raggiungevano le 150 miglia orarie, risucchiavano ogni cosa nel cuore del turbine.

Siccome l'aria si era surriscaldata e spinta verso l'alto, il fuoco consumava moltissimo ossigeno, creando turbini di fiamme che risucchiavano l'aria dai polmoni umani.

Il 70% delle vittime di Dresda furono soffocate o morirono per effetto dei gas letali che colorarono di verde e rosso i loro corpi.

L'intenso calore sciolse alcuni corpi per terra come gomme da masticare o li ridusse in carcasse carbonizzate lunghe tre piedi. Le squadre di pulizia indossavano stivali di gomma per camminare sul "sapone umano" trovato nei rifugi vicini. In altri casi l'aria surriscaldata scagliò le vittime in cielo per farle poi ricadere a pezzettini fino ad una distanza di 15 miglia da Dresda.

"Le fiamme hanno consumato ogni materiale organico, ogni cosa che potesse bruciare" ha scritto il giornalista Phillip Knightley. "Migliaia di persone sono morte bruciate, incenerite o soffocate. Poi gli aerei americani sono ritornati il giorno dopo per mitragliare i sopravvissuti che si contorcevano sulle rive dell'Elba".

Il bombardamento incendiario alleato ha provocato più che shock e sgomento. Il bombardamento ha ucciso più di 100.00 persone -per la maggior parte civili-, ma l'esatto numero non si potrà mai conoscere a causa del gran numero di rifugiati nella zona.

Nelle sue memorie di guerra sembra che sir Winston Churchill sia stato incapace di qualsiasi minima emozione al ricordo dell'attacco a Dresda. Ha scritto: "Lo scorso mese abbiamo effettuato un pesante raid su Dresda, allora un centro di comunicazione del fronte orientale tedesco".

Ci mancano pochi anni per l'inevitabile uscita delle memorie di Dubya (Bush) sulla sua permanenza alla Casa Bianca. I capitoli finali di questa era potrebbero ancora essere scritti da noi!

(Il prossimo mese: a 58 dal bombardamento USA di Tokyo)