Allora, bando ad inutili commenti e sfoghi emotivi, ricapitoliamo cosa di interessante abbia portato la recente sequenza di vicende bellico-politiche:
1) ONU momentaneamente esautorata (ma non escluderei ancora una ripresa di vigore della stessa, con gli USA che fanno un passo indietro e tutti che si torna d'amore e d'accordo ...)
2) anti-americanismo in crescita esponenziale tra la popolazione europea: in pratica si sentono in bocca alla gente discorsi che prima facevamo solo "noi", e che mai un moderato o un antifascista (perennemente "riconoscente" per la "liberazione") avrebbe creduto di pronunciare.
3) sono sulla bocca di tutti diversi discorsi anti-mondialisti che prima facevamo solo noi, del tipo "dietro alle guerre usa/occidentali c'è l'Alta Finanza" etc.
Per contro:
1) Vi è il pericolo che il mondialismo presenti sempre più agli occhi della parte propestataria del pubblico, come alternativa allo strapotere unilaterale delle junte insediate a washinton, l'istituzione mondialista per eccellenza, l'ONU, fino magari a fare della UE un paladino della stessa ONU. Ciò che deve avvenire è l'unificazione mondiale, poco importa al Mondialismo se avvenga manu militari o burocraticamente.
2) l'opposizione della gente agli USa e al mondialismo non è giocata su un piano politico, ma su uno puramente sentimentale. In pratica, non vi è niente che si opponga alla politica del borghese, ma solo il disfattismo "pacifista", che è proprio uno dei tratti "culturali"con cui i vincitori hanno lavato il cervello della vecchia Europa dopo la conquista del 1945 (si pensi alla Germania).
3) contro i pescecani finanziari viene invocato come soluzione ciò che omologa, unifica dal basso, democratizza, anziché invocare la tutela della forma e delle qualità.
Personalmente sono ormai pessimista sulla possibilità di un'azione di raddrizzamento da parte umana.
Per questo credo sia totalmente inutile per noi agitarsi, dato che qualunque cosa si faccia si rischia di favorire un aspetto della Sovversione o l'altro. Molto meglio cercare di capire quale sarà il momento del trapasso dal "punto più basso" a quello "più alto"; in quali aspetti il caos della fine va a trasmutarsi nella materia prima del nuovo inizio.




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