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    Predefinito Ricorrenza fondazione dei Fasci di Combattimento

    22/3/2003 - Firenze

    84ª ricorrenza dei Fasci di Combattimento

    Il Segretario provinciale, Romolo Paolinelli, comunica che, alle ore 16,30 presso la Federazione Fiorentina della Fiamma Tricolore, verrà commemorata la data storica del 23 marzo 1919 in cui vennero fondati, in Piazza San Sepolcro a Milano, i Fasci di Combattimento. Seguirà la proiezione di filmati dell’epoca e, alle ore 20,00, il “Rancio Tricolore” per autofinanziamento. Federazione Provinciale Movimento Sociale Fiamma Tricolore - Via della Scala n° 53 - 50123 Firenze – e-mail: “fiammafirenze@virgilio.it”

  2. #2
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    Predefinito

    Il « programma dei fasci italiani di combattimento »

    (1919)

    --------------------------------------------------------------------------------

    Italiani!
    Ecco il programma nazionale di un movimento sanamente italiano. Rivoluzionario perché antidogmatico e antidemagogico; fortemente innovatore, perché antipregiudizievole. Noi poniamo la valorizzazione della guerra rivoluzionaria al di sopra di tutto e di tutti. Gli altri problemi: burocrazia, amministrativi, giuridici, scolastici, coloniali ecc. li tracceremo quando avremo creato la classe dirigente.
    Per questo noi vogliamo per il problema politico:
    a) Suffragio universale a scrutinio di lista regionale con rappresentanza proporzionale, voto ed eleggibilità per le donne.
    b) Il minimo di età per gli elettori abbassato ai 18 anni; quello per i deputati abbassato ai 25 anni.
    c) L'abolizione del Senato.
    d) La convocazione di una Assemblea Nazionale per la durata di tre anni, il cui primo compito sia quello di stabilire la forma di costituzione dello Stato.
    e) La formazione di Consigli nazionali tecnici del lavoro, dell'industria, dei trasporti, dell'igiene sociale, delle comunicazioni ecc. eletti dalle collettività professionali e di mestiere, con poteri legislativi, e col diritto di eleggere un Commissario generale con poteri di Ministro.

    Per il problema sociale noi vogliamo:
    a) La sollecita promulgazione di una Legge dello Stato che sancisca per tutti i lavoratori la giornata legale di otto ore di lavoro.
    b) I minimi di paga.
    c) La partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori al funzionamento tecnico dell'industria.
    d) L'affidamento alle stesse organizzazioni proletarie (che ne siano degne moralmente e tecnicamente) della gestione di industrie o servizi pubblici.
    e) La rapida e completa sistemazione dei ferrovieri e di tutte le industrie dei trasporti.
    f) Una necessaria modificazione del progetto di legge di assicurazione sull'invalidità e sulla vecchiaia, abbassando il limite di età proposto attualmente da 65 anni a 55 anni.

    Per il problema militare noi vogliamo:
    a) L'istituzione di una milizia nazionale con brevi periodi d'istruzione e compito esclusivamente difensivo.
    b) La nazionalizzazione di tutte le fabbriche di armi e di esplosivi.
    c) Una politica estera nazionale intesa a valorizzare nelle competizioni pacifiche della civiltà la nazione italiana nel mondo.

    Per il problema finanziario noi vogliamo:
    a) Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo, che abbia la forma di vera e propria espropriazione parziale di tutte le ricchezze.
    b) Il sequestro di tutti i beni delle Congregazioni religiose e l'abolizione di tutte le mense vescovili, che costituiscono una enorme passività per la Nazione, e un privilegio di pochi.
    c) La revisione di tutti i contratti di forniture di guerra ed il sequestro dell'85% dei profitti di guerra.

  3. #3
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    Felix, tu come lo giudichi questo programma?

  4. #4
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    il programma riflette l'originale colocazione nazional-sindacalista del fascismo, evidente nella proposta di autogestione delle fabbriche da parte dei sindacati (!) e nell'espropriazione parziale di tutte le ricchezze (!). Una posizione ancora fortemente ancorata a sinistra, nell'orbita del socialismo italiano, di cui il fascismo è una derivazione sui generis.
    Ma il fascismo già nel 1921 aveva subito un'evoluzione che lo portava verso destra, anche per il fortissimo scontro con le organizzazioni socialiste e comuniste, e per il convergere verso il neonato movimento di forze borghesi e agrarie.

  5. #5
    Paul Atreides
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    Diciamoci la verità. Se il fascismo fosse rimasto legato al programma diciannovista non sarebbe mai andato al potere. O ci sarebbe andato solo con un putsch militare e violento, come quello di Lenin in Russia e con le stesse e inevitabili conseguenze [guerra civile, gulag, terrore poliziesco, repressioni mostruose ecc]

  6. #6
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    Originally posted by Paul Atreides
    Diciamoci la verità. Se il fascismo fosse rimasto legato al programma diciannovista non sarebbe mai andato al potere. O ci sarebbe andato solo con un putsch militare e violento, come quello di Lenin in Russia e con le stesse e inevitabili conseguenze [guerra civile, gulag, terrore poliziesco, repressioni mostruose ecc]
    concordo. Il programma diciannovista non aveva uno spazio politico sufficiente, incastrato com'era in una sinistra socialista in piena espansione (occupazione delle fabbriche del '20, giunte comunali rosse...). ll fascismo DOVEVA spostarsi verso destra ed incorporare, oltre al nucleo nazional-sindacalista, anche il movimento amorfo degli ex-combattenti, le formazioni agrarie anticomuniste (il "fascismo rurale" alla "Italo Balbo") e i nazionalisti.
    L'opzione del colpo di stato non era possibile nell'Italia del dopoguerra.

  7. #7
    Paul Atreides
    Ospite

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    Originally posted by Felix
    concordo. Il programma diciannovista non aveva uno spazio politico sufficiente, incastrato com'era in una sinistra socialista in piena espansione (occupazione delle fabbriche del '20, giunte comunali rosse...). ll fascismo DOVEVA spostarsi verso destra ed incorporare, oltre al nucleo nazional-sindacalista, anche il movimento amorfo degli ex-combattenti, le formazioni agrarie anticomuniste (il "fascismo rurale" alla "Italo Balbo") e i nazionalisti.
    L'opzione del colpo di stato non era possibile nell'Italia del dopoguerra.
    Infatti. Lo spazio di agibilità politica ''a sinistra'' era già totalmente occupato. Senza dimenticare che il sindacalismo rivoluzionario era dotato di ottimi intellettuali ma di scarsissimo seguito tra le masse, tant'è che la stessa ''Carta del Carnaro'' la vararono a Fiume [che tutto era, tranne una ''Comune operaia''].

    Le forze da assorbire erano quelle da te indicate, c'è poco da dire. Così come la base sociale del fascismo non poteva non
    essere, dato il contesto, che il ceto medio

    Il colpo di stato l'ho messo solo come alternativa teorica

    PS. sono comunque totalmente contrario a ricorrenza di tal genere che mi sanno di nostalgico lontano un miglio

  8. #8
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    nemmeno io vedo di buon occhio la celebrazione di questa ricorrenza. Siamo troppo lontani dal programma socialisteggiante di San Seplcro oggi: il fascismo dal '21 in avanti diviene un movimento politico di destra o di centro-destra (qualcuno direbbe: nè destra nè sinistra o "oltre la dx e la sx"). Le origini sindacaliste rivoluzionarie contano solo in quanto filologia, ma sono sterili per qualsiasi ipotesi di recupero in chiave contemporanea.
    Il sansepolcrismo e il fiumanesimo, per quanto contengano elementi interessanti, ci sono ormai lontani. Non per nulla l'esperienza fiumana è recuperata oggi piuttosto dai centri sociali (!), rapprensentando un'utopia anarco-socialista a noi ormai estranea.

    saluti

  9. #9
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    Mi trovo in disaccordo. Il Fascismo di p.zza S.Sepolcro è l'aspetto più nobile e genuino del Fascismo, a mio modo di vedere. E non è vero che sia un fenomeno "lontano" dai giorni nostri, anzi. Dopo il crollo del marxismo e la crisi del liberalcapitalismo, chi ha le carte in regola per parlare di Socialità, oggi? Sicuramente non le sinistre. Ecco quindi che quei valori e quei programmi di allora sono validi oggi più che mai (certo, ripuliti di alcuni aspetti superati). Anche se la forma di quel programma può sembrare un po' "antica", i contenuti sono attualissimi. Si parla di Corporativismo e Socializzazione, di Salari Minimi, di Stato Sociale. Sono cose vecchie queste? Secondo me sono più attuali oggi di allora.

  10. #10
    Paul Atreides
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    Un problema, netdepa88, è che io trovo già sospetto che piaccia tanto non il fascismo vincente ma quello perdente

    Un altro problema è che al di là delle belle parole sarei davvero curioso di conoscere l'applicabilità di tali idee

    Esempio: come realizzare OGGI il corporativismo? E la socializzazione?

    Comunque, su questi temi c'è già una discussione in atto, nel thread sul poster di Che Guevara

    PS. scusami ma la ''crisi del liberalcapitalismo'' lo trovo un concetto esilarante

 

 
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