Originally posted by ZENA
C'è democrazia?Io non la vedo. La democrazia è stata la grande illusione del dopoguerra. Il voto popolare non è che la paratia di legittitimità dietro cui si nascondono poteri economici non rappresentativi, che detengono il POTERE in quanto il denaro ne rappresenta la forma principale.
Certamente, ho usato il termine democrazia dopo una serie di sostantivi negativi proprio per darle un significato negativo. La democrazia non è negativa in sè, ma in quanto imperniata sull'economia invece che sul volere della comunità, come giustamente sottolineavi.
C'è, piuttosto, un liberalismo sostenibile e necessario alla cultura del mercato, del consumo, ma come sappiamo anche in questo caso sono guai per chi spinge la propria libertà d'espressione fuori dalle colonne d'ercole del politicamente corretto. Ecco, io credo che questa finta democrazia liberale possa essere superata verso forme di governo tradizionali dove l'interesse comunitario non venga subordinato agli interessi lobbistici e dove la società non venga pensata come anomico insieme di atomi, solo attraverso una spinta localista accompagnata da interventi di vertice, ossia da delibere del consesso europeo.
Benissimo, ma la domanda è come realizzare queste spinte localistiche e l'appoggio dei vertici europei. E' facile accorgersi come interessi lobbistici (leggi vertici europei) e volontà locali collidano tra loro.
L'importante è capire per tempo che dopo il 20 marzo 2003 il mondo è cambiato (i mutamenti non sono spesso frutto di avvenimenti sensazionalistici come l'11 settembre), e che nuovi obiettivi politici sono essenziali alle forze identitarie.
Probabilmente questa guerra non stravolgerà nulla. E' senz'altro una fase oltremodo visibile delle politiche mondialiste, poichè implica un attacco militare tangibile, verificabile fisicamente (come l'11 settembre). Resta da riscontrare se e quanto questi episodi siano determinanti per il cambiamento di rotta Europeo che insieme auspichiamo. La delegittimazione poitica dell'ONU sarebbe un passo avanti in questo senso.
L'Europa deve cessare d'essere vista come minaccia per la libertà dei popoli, bensì deve diventare una nuova speranza di libertà. Come fronteggiare l'immigrazione se non all'interno di una politica comune?Come alzare la testa di fronte agli Stati Uniti se non come Confederazione di 300.000.000 di persone? Come superare gli Stati-nazione, massonici, burocratici, anti-identitari se non con un' istituzione capace di ergersi al di sopra della loro arroganza? Come poter "pensare localmente e agire globalmente" se siamo privi di un "format" capace d'azione globale e garantista del pensiero locale da cui sgorga la propria forza?