I militari deceduti si trovavano in Afghanistan per un'operazione di soccorso medico. Il Pentagono: ancora da accertare le cause del disastro, ma l'elicottero non è stato abbattuto
NEW YORK – Non c’è solo il fronte iracheno per le truppe americane: in Afghanistan l’esercito degli Stati Uniti continua a essere impegnato in operazioni militari e oggi un elicottero Black Hawk con sei militari a bordo, che sono tutti morti, è stato abbattuto. Il velivolo dell’Air Force è precipitato durante un’operazione di soccorso medico e il Pentagono non ha fornito le cause del disastro, ma precisa che non è stato abbattuto. I sei militari si vanno ad aggiungere alla dozzina di marine che la Casa Bianca dà per “dispersi” nel conflitto in Iraq.
Intanto oggi sono stati liberati, e rimpatriati in Afghanistan, 19 prigionieri detenuti nella base statunitense di Guantanamo. I detenuti sono tutti di nazionalità afghana ed Erano a Guantanamo da più di un anno, ha detto il portavoce della presidenza di Kabul, Fazel Akbar, precisando che secondo le indagini delle autorità americane, i prigionieri liberati non costituivano più una minaccia. Il portavoce ha aggiunto di non avere informazioni né sull'identità, né sulle circostanze dell'arresto dei 19 rimpatriati, arrivati alla base militare americana di Bagram (a 40 km da Kabul). Attualmente sono circa 650 i detenuti a Guantanamo, che gli americani hanno privato dello statuto di prigionieri di guerra, dopo averli catturati durante la guerra in Afghanistan.
(23 MARZO 2003, ORE 220)




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