Clandestini, Maroni fa retromarcia
Nel 2008 a disposizione 10 aeroporti, quest’anno soltanto 3. E un pugno di agenti esperti
Frontex lancia una nuova operazione. Ma l’Italia si nasconde
Si è perso il conto delle critiche che l’Italia ha rivolto all’Unione europea sul fronte della lotta all’immigrazione. Gli archivi, anche quelli più recenti, sono pieni zeppi di dichiarazioni al vetriolo di, nell’ordine, presidente del consiglio, ministri vari, sottosegretari e giù fino alle seconde e terze linee dei partiti di governo. Tutti a chiedere aiuto all’Ue per blindare le frontiere italiane. Capita poi che l’Ue decida di intervenire, decida di dare il via a una massiccia operazione contro l’immigrazione clandestina e l’Italia risponde picche. Almeno così sembra da quanto denunciato dal sindacato di polizia Coisp che scomoda addirittura il «signor capo» della polizia, Antonio Manganelli per avere spiegazioni. Sembra, a leggere la lettera di Franco Maccari, segretario del Coisp, che quest’anno l’Italia non partecipi con l’entusiasmo dovuto e atteso alla nuova operazione organizzata da Frontex, ovvero l’agenzia dell’Unione europea sorta nel 2005 per la difesa delle frontiere esterne degli stati membri dell’Unione, ovvero quei confini colabrodo nelle cui falle si infilano i barconi di migranti.
Secondo quanto scrive Maccari, «quest’anno, visti i positivi risultati del 2008 è stata nuovamente pianificata l’operazione Hammer coinvolgendo numerosi aeroporti in tutta Italia». Per la precisione la cosiddetta operazione «martello» tra il settembre 2007 e il dicembre 2008 ha portato all’individuazione di 762 immigrati clandestini, 695 dinieghi e al sequestro di 71 documenti contraffatti, ha visto la partecipazione di 25 paesi con addirittura «una sorta di gara tra l’Italia e la Germania su chi partecipava con maggiore intensità in termini di risorse umane», ricorda il Coisp, e 115 aeroporti coinvolti, dei quali dieci quelli messi a disposizione dall’Italia, più una trentina di agenti della polizia aerea e marittima, tra i quali veri e propri segugi di documenti falsi. Visto l’entusiasmo, l’Ue è tornata a bussare alle porte del ministero dell’Interno, guidato dal leghista Roberto Maroni, ricordando che l’operazione sarà ripetuta anche quest’anno. Ebbene, secondo quanto risulta al Coisp, «sembrerebbe che ai primi di settembre il Frontex abbia inviato un sollecito all’Italia in quanto alla scadenza dello scorso 31 luglio non vi era stata alcuna conferma o risposta di partecipazione all’operazione né erano stati indicati gli aeroporti italiani coinvolti e i guest officers (gli agenti ospiti)». Maccari aggiunge che in effetti un contributo è stato assicurato. Minimo. Visto che per quest’anno si è passati da 10 aeroporti «a solamente tre (Roma, Milano e Bologna) e non già dalla prima fase che inizia oggi, ma dalle successive che si svolgeranno nei mesi di ottobre, novembre, gennaio e febbraio». Quanto alle risorse umane queste «si aggirano a poco meno di una decina». Maccari non si raccapezza e per questo chiede l’intervento al capo della polizia, Manganelli. Interpellato da ItaliaOggi, il Viminale, al momento di andare in stampa, non ha fornito spiegazioni sull’argomento.
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