Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
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    Predefinito Chi ha paura dei partitini?

    Come dice un nostro "amico" provocatore i micro partitini, i movimenti e le liste civiche contano lo 0,00001% ma allora perchè fanno tanta paura?

    Rassegna Stampa

    a me pare tanto la Legge Acerbi

  2. #2
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    Predefinito Rif: Chi ha paura dei partitini?

    Vi è una regola fissa in politica.

    Non si può trasformare una dittatura in democrazia fin quando non si possono fare i brogli elettorali e il popolo non se ne accorge.

    Perché se il popolo se ne accorge allora è ancora una dittatura.


    Purtroppo questa regola va benissimo, ma attualmente non è sufficiente.
    Non si riesce più a controllare il sistema, sono inutili i 70mila soldati che si possono mettere per le strade, ed allora è indispensabile affinché la partitocrazia non si sfilacci mettere degli sbarramenti.
    E' un arroccamento necessario quando non si può controllare il sistema.

    Una volta non vi era bisogno di sbarramenti perché vi era una capacità illimitata nel fare la somma dei voti. .

    I partitini con lo sbarramento, non fanno paura se hanno come sbocco quello di far eleggere qualcuno.
    Passate le elezioni tutto ritorna calmo.

    Quello che fanno paura sono i gruppi che non hanno come fine la raccolta di voti per una o più cadreghe.
    Sono pericolosi i gruppi che mantengono viva una idea che ha uno spazio immenso nell'immaginario della popolazione. I famosi gruppi di testimonianza.

    Se il fuoco resta acceso, prima o poi salta la polveriera. .

    Nel dubbio la partitocrazia vuole cancellare i piccoli.
    Non si sa mai.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Chi ha paura dei partitini?

    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    Come dice un nostro "amico" provocatore i micro partitini, i movimenti e le liste civiche contano lo 0,00001% ma allora perchè fanno tanta paura?

    Rassegna Stampa

    a me pare tanto la Legge Acerbi
    Nell'articolo che tu citi di Bertoncini si parla delle votazioni del 2001.

    Allora si votava per la Camera dei deputati con due schede, con una si votava per il collegio e chi nel collegio medesimo prendeva più voti veniva eletto. (l'italia era divisa in 475 collegi).
    Con la seconda scheda si votava per una altra lista di candidati ( in tutto 155) detta del proporzionale.

    La legge era anticostituzionale ma dato che siamo in italia si votò con quel sistema nel 1994, 1996, 2001.

    La incostituzionalità consisteva che il vincitore del collegio faceva diminuire, alla lista con cui era collegato al proporzionale, di tanti voti quanti ne aveva preso il primo escluso.

    Ossia nella legge vi era il concetto che un voto dato ad su una scheda poteva annullare il voto su una altra scheda.

    In nessun paese al mondo, neanche nelle dittature dichiarate, un voto può annullare un altro voto. .
    Ma in italia si.
    Così i voti dei vincitori dei collegi calavano i voti della propria lista.

    Per evitare questo nel 2001 si inventò il trucco delle liste civette.
    Ossia le sottrazioni di voti avvenivano su liste che non erano reclamizzate e pertanto non prendevano voti .
    In tal modo queste liste andavano in negativo, mentre le reali liste non aveva sottrazioni.
    Con la liste civetta la destra si avvantaggiò di 7.708.009 voti mentre la sinistra si avvantaggiò di 3.069.612.
    La sinistra ne ebbe minor vantaggio perché essendo stato stabilito che doveva vincere il Centrodestra, la Sinistra non fece collegare tutti i suoi candidati alle liste civetti facendo così meno brogli.

    Questo sistema di brogli era così grande che il centrodestra perse 13 deputati perché non aveva abbastanza candidati.
    La Casa delle Libertà fu avvertita da questa possibilità prima delle votazioni, ma i soloni di roma non riuscivano a capire.

    Tuttavia lo stato italiano è il primo stato al mondo nel fare una legge per aiutare a fare i brogli elettorali.
    E la lista che deve perdere già all'atto di presentare le liste si mette in condizione di perdere.
    I brogli ufficializzati furono pari al 29,03% su 37.122.176 voti validi.

    Alla faccia della democrazia.

 

 

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