BASSORA (IRAQ DEL SUD)- Proprio mentre Blair parlava al Parlamento inglese di "Bassora circondata", le truppe speciali britanniche, secondo quanto riporta la Bbc, erano costrette a ripiegare dalle posizioni conquistate intorno alla città. Le squadre dei "Desert rats" (Topi del deserto) si sono ritirate dopo essere finite sotto il fuoco iracheno. In particolare è finito nel mirino un posto di polizia militare britannico 20 chilometri a sud della città, che è stato smantellato in fretta e furia dopo una violenta esplosione a 200 metri di distanza e dopo che in tre diverse occasioni i soldati erano stati presi di mira da fuoco iracheno ravvicinato. Intanto proprio a Bassora, stamattina, è rimasto ucciso in combattimento un soldato britannico.
Elicottero. La quinta giornata di guerra in Iraq si apre con le immagini della televisione araba Al Jazeera che mostra un elicottero "Apache" dell'esercito Usa, abbattuto a Karbala e circondato da iracheni festanti armati di kalashnikov. Le immagini del velivolo, intatto, in un prato vicino alla città, arrivano poco prima della conferma della perdita data dal quartier generale Usa. Nessuna notizia dei piloti.
Si combatte ancora a Nassiriya. Sono intensi gli scontri nella città strategica nel sud dell'Iraq a 375 chilometri dalla capitale Bagdad. I marines americani hanno lanciato un nuovo pesante attacco sulla città, dove ieri si sono registrate le prime "significative" perdite tra le truppe alleate. Le truppe angloamericane non sono riuscite a impadronirsi completamente dei due ponti sul fiume Eufrate, anche se gli ingressi delle due infrastrutture sarebbero ormai conquistati. I soldati fedeli a Saddam, comunque, continuano a difendere la città. Per forzare la resistenza adesso le forze alleate stanno lanciando intensi bombardamenti, dopo che, secondo quanto riporta la Afp, una colonna di carri Abrams e due di carri d' assalto anfibi hanno preso posizione intorno al perimetro del centro abitato. "E' l' inizio dell'attacco - ha detto un ufficiale - siamo già in ritardo".
Hoon: "Per le città bisogna aspettare". Il ministro della Difesa britannico Geoff Hoon, secondo il quale "la resistenza irachena non va sottovalutata", spiega che "il sud dell'Iraq è sotto il generale controllo delle forze alleate", aggiungendo però per la "liberazione" delle città bisognerà aspettare ancora.
Più tardi il premier inglese dirà al Parlamento che "quelli vicino a Saddam stanno resistendo, e ci saranno giorni difficili". Intanto il comandante delle operazioni Tommy Franks annuncia che sono 3.000 i prigionieri iracheni e dice che "l'avanzata delle truppe di terra prosegue verso gli obiettivi designati, in modo rapido, anche se a volte drammatico". Infine avverte: ci saranno altre perdite.
Saddam in tv. Il rais iracheno torna in televisione e invoca la "guerra santa".. "La vittoria è vicina", dice Saddam, mentre secondo il ministro dell'informazione iracheno Mohammed Saeed al Sahaf ha detto oggi che nelle ultime 24 ore 61 persone sono morte e oltre 500 sono rimaste ferite in varie città dell'Iraq.
Bagdad. E' notte a Bagdad quando un potente boato squarcia il silenzio. Senza alcun preavviso la capitale irachena viene sottoposta ai bombardamenti più intensi dall'inizio della guerra. Secondo alcuni testimoni i bombardamenti sono parsi prendere di mira anche le aree a sud-est della città. Alte colonne di fumo denso sono state viste levarsi dai punti colpiti, insieme a vere e proprie gigantesche palle di fuoco e di polvere. Una delle esplosioni più forti appariva echeggiare dal luogo dove si trova il quartier generale dell'Aeronautica militare irachena. Le sirene, nella capitale irachena, tornano a suonare in mattinata, e poi ancora, a intermittenza, nelle ore successive. Ormai la capitale viene colpita a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Kirkuk. Le forze americane hanno bombardato le posizioni irachene lungo la linea che separa la città strategica di Kirkuk da Chamchamal (Kurdistan). Poco prima delle 10 (ora locale, le 9 in Italia) una serie di potenti esplosioni hanno squassato la catena montuosa controllata dall'esercito iracheno.
Mossul. Raid aerei hanno preso di mira Mossul, la grande città del nord dell'Iraq. Secondo quanto ha riferito il corrispondente della tv satellitare del Qatar Al Jazeera, gli attacchi sono stati tre, di cui l'ultimo intorno alle 07.20 locali (le 05.20 in Italia) e hanno sollevato nubi di fumo nero. Mossul era già stata colpita da ondate di attacchi aerei nella giornata di ieri. Situata sulla riva destra del Tigri, davanti alle rovine dell'antica Ninive, in una regione a maggioranza curda ma sotto il controllo di Bagdad, Mossul conta circa due milioni di abitanti.
Samawa. Secondo la Reuters le forze americane stanno incontrando una forte resistenza anche nella città di Samawa, nel sud dell'Iraq. Samawa è a 270 km da Bagdad, sul fiume Eufrate, più o meno a metà strada tra Nassiriya e Najaf, altre città nelle quali l'avanzata americana verso Bagdad sta incontrando una forte resistenza da parte irachena.
Armi chimiche. Una fabbrica di armi chimiche sarebbe stata trovata in Iraq. Secondo l'emittente britannica Sky News e l'americana Abc, che citano fonti del Pentagono, l'impianto sarebbe nei pressi della città di Nayaf e il direttore del centro sarebbe stato catturato. Il deposito definito "vasto", era ospitato all'interno di un complesso di 40 ettari costituito da diverse baracche e protetto da reti elettrificate.
Dispersi. Due militari britannici risultano dispersi, riferisce la Bbc, a quanto riferisce la Bbc sul suo sito online. La notizia è stata confermata anche dal ministero della Difesa. I due soldati sono dispersi dopo un attacco contro mezzi britannici nel sud dell'Iraq. "Stiamo facendo ogni sforzo per ritrovarli" dicono dallo stato maggiore britannico. Nessun notizia sul grado e sul reggimento dei due militari.
Missile contro il Kuwait. Il ministro della Difesa kuwaitiano ha annunciato che alcuni Patriot Usa hanno intercettato un missile iracheno sparato contro il territorio dell'Emirato. A Kuwait city, nella notte, sono tornati a farsi sentire gli allarmi antiaerei.
Siriani. Cinque siriani sono morti ed altri dieci sono rimasti feriti a Ratba, nell'Iraq occidentale, quando l'autobus con il quale stavano tornando in patria è stato colpito da un missile. L'autobus stava attraversando la città, situata a 160 chilometri alla frontiera con la Siria. Sull'autobus viaggiavano in totale 37 cittadini siriani che tornavano in patria. I feriti sono stati ricoverati nel centro ospedaliero di Tanaf, (300 chilometri da Damasco) alla frontiera siriana. I cadaveri sono stati portati in ospedale a Damasco.
(24 marzo 2003)




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