Ho trovato questo interessante contributo sul forum della Tradizione Cattolica. Ennesima dimostrazione di come l'oppressione sionista (leggasi 'americana') in medio oriente, non porta a altro che a una recrudescenza dell'islamismo più retrivo e a un sempre più assottigliarsi della presenza cristiana. Eloquente il caso della Palestina, che prima di essere invasa contava una folta presenza cristiana, ridottasi drasticamente durante gli anni di oppressione e stragi operate dai giudei.
CRISTIANITA' IRACHENA
La Consacrazione dell'Iraq alla Santa Vergine e la gravissima denuncia del Vescovo Cattolico Caldeo di Baghdad: "Complotto anticristiano dei Musulmani estremisti e dei Sionisti ".
Venerdì 21 marzo 2003, malgrado l'inizio dei bombardamenti (definiti terroristici da diversi osservatori) degli anglo-americani su Baghdad, nella Cattedrale Cattolica Caldea della capitale irachena, i Patriarchi e i Vescovi delle diverse Chiese cristiane dell'Iraq si sono riuniti, come previsto da qualche settimana, per consacrare la nazione irachena alla Santa Vergine, davanti alla statua della Madonna pellegrina "Regina della Pace".
La consacrazione, organizzata dal Patriarcato Cattolico Caldeo, è stata preceduta da veglie di preghiere nelle diverse chiese della città, con un'altissima partecipazione di fedeli. A Baghdad, prima dei bombardamenti, esistevano 50 chiese cristiane: una delle prime costruzioni colpite nella prima serie di bombardamenti anglo-americani è stata una chiesa cattolica.
Lunedì 10 marzo la statua della "Regina della Pace" è giunta nella chiesa di Santa Maria, accolta da Mons. Makota, Vescovo siriano cattolico. Martedì 11 marzo è stata portata nella cattedrale San Giuseppe, accolta da Mons. Sleiman, Vescovo latino cattolico. Da mercoledì 12 marzo a venerdì 14 marzo sono state le Suore cattoliche caldee di Maria Immacolata che hanno accolto la statua nella loro chiesa dell'Immacolata, di fronte all'Ambasciata tedesca. Sabato 15 e domenica 16 marzo, la Chiesa Armena Cattolica ha accolto la statua nella sua chiesa principale. La domenica 16 marzo l'annuncio della Consacrazione è stato fatto in tutte le principali chiese di Baghdad. Anche i rappresentanti delle Chiese cristiane scismatiche hanno accolto favorevolmente l'iniziativa.
Negli ultimi giorni precedenti la consacrazione, il numero dei fedeli accorsi a pregare davanti alla statua della "Madonna della Pace" è ulteriormente aumentato. Di fronte a una moltitudine di fedeli, alle ore 18 del 21 marzo, 24 ore dopo i primi bombardamenti, i Vescovi cattolici delle Chiese Caldea, Latina, Siriana, Armena e delle Chiese scismatiche Siriana e Assira, hanno pronunciato l'atto di consacrazione dell'Iraq al Cuore Immacolato di Maria. Erano presenti: Mons. Shlemon Warduni e Mons. Emmanuel-Karim Delly della Chiesa Cattolica Caldea; Mons. Jean Benjamin Sleiman, della Chiesa Cattolica Latina; Mons. Athanase Matti Shaba Matoka, della Chiesa Cattolica Siriana; Mons. Paul Coussa della Chiesa Cattolica Armena; Mons. Saverius Jamil Hawa della Chiesa scismatica Siriana; Mons. Ghevargese Warda Daniel Sliwa, della Chiesa scismatica Assira. Era da anni che non si registrava una preghiera comune dei diversi Patriarcati con la presenza dei rispettivi prelati. Dopo l'atto di consacrazione, i numerosissimi fedeli presenti si sono incolonnati per baciare la statua della Santa Vergine, prima dell'inizio della seconda ondata di bombardamenti sulla città.
In Italia la notizia della Consacrazione è stata data dalla Radio Vaticana, che ha ricordato anche il pellegrinaggio delle reliquie di Santa Teresa del Bambin Gesù in Iraq, svoltosi dal novembre al dicembre del 2002, che suscitò in ogni parte del paese il grande entusiasmo della popolazione cristiana che, prima della guerra, contava 800.000 persone.
E' significativo che la propaganda interventista filo-americana e filo-israeliana, come l'informazione arabo-islamica, evitino di parlare della Cristianità presente in Iraq. La Chiesa irachena, una delle più antiche del mondo, ha sempre ricevuto dal regime una discreta libertà e ha sempre avuto con la popolazione musulmana un rapporto di buona convivenza. Dopo la guerra del 1991, invece, le comunità cristiane rischiano di essere l'oggetto delle rappresaglie dei gruppi islamici più oltranzisti. Dopo questa guerra, anche in Iraq, come è successo in Palestina, numerosi cristiani potrebbero decidere di trasferirsi all'estero, col conseguente rafforzamento dell'Islam.
Mons. Shlemon Warduni, Vescovo della Chiesa Cattolica Caldea ha dichiarato: "TEMIAMO LA FINE DELLA PRESENZA CRISTIANA, NON SOLO IN IRAQ, MA IN TUTTO IL MEDIO ORIENTE. SEMBREREBBE QUASI CHE IN TUTTA LA REGIONE SIA STATO ORDITO UN TACITO COMPLOTTO CONTRO DI NOI SIA DA PARTE DEI MUSULMANI ESTREMISTI SIA DEL SIONISMO E DEI FANATICI DI OGNI COLORE E BANDIERA" (dichiarazione tratta dal libro: "Dio non vuole la guerra in Iraq", intervista al Vescovo di Baghdad a cura di Riccardo Caniato e Aldo Maria Valli, Edizioni Medusa, Milano febbraio 2003, edizionimedusa@tiscalinet.it).
Ci uniamo alle preghiere dei Cristiani iracheni, vergognosamente dimenticati dall'Occidente, affinché la Santa Vergine li protegga e li aiuti a conservare la Fede in Iraq. La stessa Fede cattolica che l'Occidente ha perso quasi del tutto a causa dei principi liberal-massonici penetrati nella società e anche nella Chiesa.
(Per avere la documentazione fotografica della consacrazione rivolgersi a:
"Mary for Peace", e-mail: olbns@easynet.fr)




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