dal notiziario antiimperialista :
1. Finche' c'e' resistenza, c'e' speranza
Gli aggressori (imperialisti) si sono impaludati. Pensavano di ottenere una vittoria fulminea e invece sono davanti ad una guerra popolare di liberazione prolungata, in stile vietnamita. Si auguravano folle esultanti sventolanti bandierine a stelle e strisce, invece gran parte degli iracheni non vedono l'ora di battersi coi mercenari spediti da Bush e Blair. Una bella lezione, non solo alla piu' potente armata della terra, ma a quanti, anche a sinistra, vaticinavano la fine degli stati-nazione e davano per assodata e auspicabile la <pacificazione imperiale>. L'inFausto Bertinotti volle addirittura dare al suo partito delle tesi congressuali in cui si affermava che.... <l'imperialismo non ce' piu'> (sic!). E' bastata una settimana di conflitto per fare a pezzi queste baggianate teoriche. Siamo ad un bivio epocale. A Bagdad si decide se il mondo dovra' subire una secolare pace monopolare americana o se esso lascia aperta la porta ad una fuoriuscita dall'imperialismo, che del capitalismo e' la quint'essenza. Solo per questo non si puo' essere equidistanti nella guerra tra USA e Iraq. Ma pure dal punto di vista etico l'equidistanza e' immorale. Gli amici pacifisti, i portavoce del movimento no-global, dovrebbero riflettere sulle parole... del Papa, che non ha solo espresso una condanna morale delle guerre, ha altresi riconosciuto come legittima la resistenza di un paese aggredito. Come del resto prevede la stessa Carta dell'ONU. Chi si ostina a stare nel mezzo, finisce per fare il gioco del piu' forte. Dall'Ulivo moribondo non ci sia poteva aspettare nulla di serio. Essi sono contro la guerra, ma al fondo sono tutti filoamericani e tengono in piedi con le stampelle il governo Berlusconi, atterriti all'idea che possa cadere sotto la spinta delle protesta sociale. Non a caso il <movimento> batte fiacca dopo il primo sussulto. Mesi e mesi di mobilitazione contro la guerra, ed ora che l'aggressione impazza, il <movimento> pare in letargo. E' che anche l'Italia tende a polarizzarsi, a favore o contro gli USA. Mentre i ceti politicamente corretti tentano di sottrarsi a questa ineluttabile scelta di campo, e quindi balbettano paralizzati, nel profondo sociale questa divaricazione s'afferma. La sinistra legale oggi piu' che mai, non corrisponde alla sinistra reale. La resistenza del popolo iracheno non solo tiene accesa la fiaccola della liberazione dal'imperialismo, mette a nudo ogni nullita', smaschera le reticenze, ridiscloca e riaggruppa tutte le forze. Nulla restera' come prima. Neanche il <movimeto>. La storia, data per morta, e' invece in pieno movimento.




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