IRAQ: SELVA, ITALIA ALLEATO FEDELE DEGLI USA CON SPIRITO CRISTIANO
(ASCA) - ''Non credo agli scenari di inimicizia
''inconciliabile'' che molti osservatori immaginano tra Usa
e Inghilterra da un lato e Francia e Germania dell'atro dopo
la guerra irachena: certamente non sara' facile, molti
ostacoli, in particolare psicologici, dovranno cadere
soprattutto tra Bush e Chirac, ma prevarra', credo, lo
spirito di democrazia e di liberta' che ha legato l'Europa e
gli Stati Uniti d'America per il mezzo secolo di pace
interrotto dall'11 settembre. In questo campo l'Italia ha un
grande ruolo da svolgere grazie alla posizione presa dal
Governo Berlusconi''. Lo scrive in un editoriale che sara'
pubblicato domani sul ''Secolo D'Italia'' il presidente
della Commissione Affari Esteri della Camera Gustavo Selva.
''Ne' ondeggiamenti ne' corse (come molti di quelli che
hanno tirato indietro la mano faranno probabilmente nel
futuro prossimo) ''in soccorso del vincitore'', ma
consapevolezza del proprio ruolo di alleato fedele permeato
da quello spirito cristiano che distingue gli italiani''
afferma Selva.
''Per l'Italia si profila un ruolo importante anche nel
necessario intervento in favore della pace nel Medio Oriente
- aggiunge l'esponente di An - l'argomento che Tony Blair ha
portato con forza all'attenzione di Bush e che la sinistra
italiana, tesa a criminalizzare il Blair ''guerrafondaio''
mostra di ignorare. Il nostro paese, in una situzioane di
ricostruzione del tessuto politico e socio-economico della
Palestina dopo una trattativa andata finalmente a buon fine,
e' ''naturalmente'' in prima linea''.
''Dopo l'11 settembre - si legge ancora - il Governo
Berlusconi ha visto i suoi sforzi resi inutili dal
terrorismo di Hamas e della reazione militare israeliana, ma
non ha mai cessato di intervenire per ricondurre i
belligeranti al tavolo del negoziato e, unico in Europa, ha
programmato una specie di ''piano Marshall'' di iauti
economici che dia alla Palestina pacificata una prima base
sulla quale poggiare la ricostruzione''.
''Per l'Iraq, le Organizzazioni Internazionali hanno
programmi gia' stabiliti: rimettere in cammino quello
denominato ''Oil For Food'' - dal quale dipende il 60% della
popolazione irachena - adesso interrotto a causa della
guerra, ma che come si spera sara' ripreso nei prossimi
giorni; mettere l'Italia in prima linea nella fornitura di
aiuti umanitari, urgenti oggi, e nella ricostruzione
deomocratica ed economica dell'Iraq appena la guerra sara'
terminata''.
cs-cer/min/arg
FUORI GLI USA DALLA PADANIA!!!
PADANIA INDIPENDENTE E SOVRANA
MILITARMENTE
POLITICAMENTE
ETNICAMENTE
ECONOMICAMENTE


Rispondi Citando
