Non è più possibile nascondere il ruolo principale che la lobby sionista, alleata con le grandi compagnie petrolifere americane, gioca nel coinvolgimento degli Stati Uniti nell’aggressione militare contro l’Iraq.
La guerra contro gli arabi e il controllo diretto sulle loro ricchezze e sull’assetto della regione secondo gli interessi dello Stato ebraico è lo scopo supremo dell’attacco americano che - secondo il ministro della Difesa Donald Rumsfeld - l’Amministrazione Bush affronterà anche senza l’alleato principale, la Gran Bretagna, caso mai il premier Tony Blair rinsavisse e tenesse conto della fortissima opposizione internazionale a questa cieca guerra e dei suoi effetti sul suo futuro politico e sul futuro degli interessi britannici nella zona, e decidesse di non sottomettersi ai piani sionisti per il Medio Oriente e per il mondo.
L’attuale guerra contro l’Iraq e le guerre che le succederanno contro tutto ciò che “Israele” considera una minaccia alla sua presenza e ai suoi interessi non saranno probabilmente a favore degli Stati Uniti e delle loro strategie su cui si sono basati in passato ottenendo il controllo sugli equilibri di potenza nel mondo diventandone l’unico polo, anzi, è vero il contrario; ed è chiaro che la guerra imminente esporrà la presenza americana a pericoli a cui non era mai stata esposta in passato, specialmente nel Medio Oriente, dove tutti facevano a gara per guadagnare l’affetto di Washington e riconoscevano la superiorità del suo ruolo. Le obiezioni più evidenti che venivano rivolte a molti governi arabi erano di concludere alleanze con gli Stati Uniti, nonostante l’allineamento assoluto di Washington a Tel Aviv.
Nessuno mette in discussione che l’America abbia tratto dalla ricchezza petrolifera araba il maggior vantaggio negli ultimi cinquant’anni, e la storia delle relazioni tra Washington e Baghdad non denuncia che ci sia un’ostilità profonda tra il regime iracheno e l’Amministrazione americana, poiché lo stesso Rumsfeld è colui il quale incontrò Saddam Hussein nel 1983 per concludere contratti di armi, tra cui armi chimiche usate contro l’Iran e contro i curdi.
Allora, perché gli Stati Uniti fanno questa guerra, e contro chi e per interesse di chi?
È chiaro che questa guerra è contro gli arabi e i musulmani prima di tutto, e, secondo, contro l’America e i suoi interessi nella zona… perché?
Solo perché gli interessi di “Israele” lo richiedono.
Ahmad Amin - al-Khalij (Il Golfo - EAU), .:.16.03.03




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