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  1. #1
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    Thumbs up Lega di lotta e di governo

    Brucia nel centrodestra il doppio no di Bossi sulle quote e sui profughi. "Il Carroccio si dissocia? Onestamente - dice Follini - penso che il sì degli altri alleati conti di più".


    ROMA - La Lega punta i piedi, l'Udc e An si ribellano e Forza Italia sta alla finestra. E' questa la fotografia dei rapporti che stanno squassando la Casa delle libertà, su cui pesa come un macigno l'ennesimo strappo del Carroccio.

    Ieri per due volte, la Lega si è dissociata dalle decisioni assunte dal governo. La prova generale per quello che Umberto Bossi ha chiamato il "partito di lotta e di governo" si è avuta in Consiglio dei ministri. Qui il Senatùr è riuscito a piazzare un altro colpo dei suoi. Va detto che il doppio "no" dei suoi ministri ai decreti che regolano le quote latte e l'accoglienza dei profughi di guerra è stato solo l'ultimo degli scontri che da tempo vedono il Carroccio viaggiare in rotta di collisione con i centristi e con larghe fette della maggioranza di governo. Ma l'offensiva lumbard, stavolta, è destinata a lasciare dei segni profondi.

    Da La Loggia a Giovanardi c'è chi si è affrettato a gettare secchiate d'acqua sul fuoco della polemica, sostenendo che il "doppio no non influisce minimamente sulla tenuta della maggioranza". Ma, invece, nel centrodestra i mugugni aumentano e sono ormai in pochi quelli disposti a perdonare l'ennesima "sparata" bossiana. Alla vigilia del voto, si temeva nel Polo l'opposizione leghista al decreto legislativo che recepisce la direttiva comunitaria in caso di afflusso massiccio di sfollati, ma ha sorpreso, e parecchio, l'altro no padano sulle quote latte.

    Non può passare sotto silenzio, nell'ottica degli alleati, un Bossi che sale virtualmente sul trattore dei Cobas latte da ieri di nuovo in rivolta con tanto di marcia e presidio ad Arcore nei paraggi della villa di Berlusconi. E ci fosse solo il latte a dividere Lega e resto della coalizione. La tensione riguarda altro. Dalla Rai alle poltrone che contano negli enti locali. E' per questo che, mentre si avvicinano importanti scadenze elettorali, tra le file dell'Udc e di An si fa sempre più strada una amara certezza: che la Lega, nelle pieghe di ogni passaggio decisivo, riesce quasi sempre ad averla vinta. E in maniera sproporzionata rispetto alla forza che può mettere in campo.

    Com'è, si chiedono Fini e Follini, che un partito che raccimola appena il 3,9% in pochi giorni ha portato a casa la sfida sulla candidatura nel Friuli, può permettersi il lusso di minacciare di andare da sola a Brescia o Vicenza e si appresta a festeggiare sabato prossimo il trasferimento di Rai Due a Milano? La lettura che dà Follini, segretario centrista è tutta lì da mettere alla prova dei fatti: "Onestamente penso che il sì degli altri alleati conti di più del no della Lega".

    *****************************

    Scontro nel governo su profughi e quote latte


    La Lega vota contro il decreto che istituisce per gli iracheni in fuga dal regime di Saddam una protezione temporale annuale in Italia. Ma l'Udc tiene duro: "Non è una deroga alla Bossi-Fini".
    di Franco Chirico

    ROMA - Ancora un Consiglio dei Ministri turbolento. E ancora una contrapposizione dura fra Udc e Lega. Con il primo partito a ritagliarsi il ruolo della forza moderata e solidale. E con il Carroccio deciso a cavalcare un oltranzismo duro e puro. In mezzo il resto della maggioranza che cerca di mediare e sopire. Con risultati più o meno efficaci.

    Lo scontro stavolta non è stato tanto sulle fatidiche quote latte (ma anche qui la Lega si oppone comunque con forza alle multe per gli allevatori italiani che pure il governo deve comminare su sollecitazione della Ue); quanto sull’accoglienza agli eventuali profughi che produrrà la guerra contro l’Iraq. La questione infatti appare al partito di Umberto Bossi pericolosa. Perché, offrirebbe l’opportunità di ingressi in massa di extracomunitari in nome di una presunta condizione di esuli.

    Fatto sta che l’opposizione della Lega, dopo un discussione di gabinetto tutt’altro che pacata, si è concretizzata in un palese voto contrario dei suoi ministri al decreto governativo che istituisce per i profughi iracheni una protezione temporanea annuale in Italia. Il che da un lato rende palese e non velato di ipocrisia il contrasto dentro la coalizione, ma dall’altro certifica una ennesima divergenza netta dentro la Casa delle libertà.

    E’ pur vero che subito dopo la seduta del Consiglio dei Ministri c’è stata quasi una corsa a minimizzare da parte di chi in teoria (l’Udc) potrebbe più di altri cantar vittoria. Così ecco subito il ministro per le Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione dirsi sinceramente “dispiaciuto” per il voto contrario della Lega e pronto a rassicurare l’alleato che la normativa appena approvata in favore dei profughi “non è una deroga alla legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Ed ecco poco dopo il capogruppo del Biancofiore alla Camera Luca Volontè dire da un lato che ''è stata pienamente accolta la nostra sollecitazione in materia di profughi, in ossequio alle indicazioni europee''. Ma dall’altro aggiungere che si tratta di ''un grande successo per noi, per la Casa delle Libertà e anche per chi, votando contro, ha voluto evidenziare una diversa sensibilità nei confronti di coloro che fuggono dagli orrori della guerra e delle persecuzioni”. Insomma i centristi di maggioranza evitano di gongolare. Ma nel frattempo il Carroccio tace.

    E del resto come la pensino in materia quelli della Lega aveva avuto modo di farlo sapere stamattina (ben prima che il governo si spaccasse sulla questione) il Guardasigilli Roberto Castelli. Lui infatti, dal vertice informale in Grecia dei Ministri della Giustizia e dell’Interno comunitari, aveva ribadito che il problema dei profughi iracheni va affrontato dall’insieme della Ue, e non con provvedimenti di carattere nazionale.

    ''Dalla discussione - si leggeva infatti in un comunicato del ministro - è emerso che tutti i componenti del consiglio sono d'accordo sul fatto che il problema va affrontato dall'Ue nel suo insieme e che gli eventuali profughi andranno accolti nei centri di accoglienza situati il più vicino possibile alle regioni di provenienza e non in Europa''. Di conseguenza, sempre secondo Castelli, “qualsiasi legge ad hoc predisposta dall'Italia sarebbe non solo inutile, ma anche dannosa perché andrebbe contro la politica europea”.

    Parole vane le sue. Visto che qualche ora dopo il governo, recependo un direttiva Ue, stabiliva che i profughi potranno entrare per un anno (rinnovabile una sola volta) sul nostro territorio. Anche se non potranno in effetti godere di asilo politico e nemmeno essere inseriti nelle quote annuali sull’immigrazione.

    Comunque sua la questione alla Lega non va affatto giù. Anche se oggi un altro Ministro, quello degli Affari Regionali Enrico La Loggia ha cercato di gettare acqua sul fuoco. "La posizione della Lega - ha infatti spiegato Enrico La Loggia - è quella di spingere verso la soluzione dei problemi e in questo è estremamente apprezzabile il ruolo che svolge all'interno della coalizione. Talvolta mantiene una sua posizione autonoma, ma mi pare che questo non influisca minimamente sulla tenuta della maggioranza ne' sulla efficacia dei provvedimenti del governo".

    Tentativi di smussare che trovano per la verità un corrispettivo nella stessa Lega. Almeno ad ascoltare Roberto Maroni. "Il nostro non è un dissenso, ma solo un'opinione diversa. - dichiara infatti il ministro del Welfare - Da un lato infatti il provvedimento sulle quote latte va migliorato perché non tiene conto delle richieste fatte per la regolarizzazione delle posizioni pregresse. E dall’altro lato la preoccupazione della Lega è di evitare che la guerra determini situazioni incontrollabili che nulla hanno a che vedere con la questione dei profughi". Insomma la voglia di non mostrarsi divisi pervade tutti. Ma i “no” in Consiglio dei Ministri rimangono agli atti.

    •   Alt 

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  2. #2
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    COMMISSIONE GIUSTIZIA
    Indultino, no della Lega
    Prosegue, in commissione giustizia, il provvedimento
    sull’indultino, già approvato dalla Camera e fortemente
    osteggiato dalla Lega Nord. Il relatore di Palazzo
    Madama (Leonzio Borea, Udc) ha proposto che
    l’indultino diventi permanente nell’ordinamento
    giudiziario, riducendo da tre a due anni l’ambito di
    applicazione e che si possa usufruirne
    immediatamente dopo la condanna definitiva,
    cancellando, quindi, la norma della Camera che
    prevede che sia stata scontata almeno un quarto
    della pena per poter accedere alla clemenza. La
    Lega è contraria all’indultino, in tutte le sue forme:
    «l’ultima proposta di modifica - dice Francesco Tirelli
    - non fa che confermare tutte le falsità sulla questione
    tanto sbandierata delle emergenze carceri. Qualsiasi
    provvedimento di clemenza non deve e non può
    proseguire su questa via se prima non si affronatno
    serie e strutturali riforme del sistema giustizia.
    Diversamente, così come potrebbe accadere se
    andasse in vigore l’indultino, il risultato sarebbe solo
    la creazione di rinnovate forme d’ingiustizia»

  3. #3
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    Predefinito

    LIBERTA’ RELIGIOSA
    Lega abbandona lavori
    Prosegue, in commissione Affari
    Costituzionali della Camera, la battaglia
    del Carroccio contro la legge sulla libertà
    religiosa, il provvedimento che riconosce
    una serie di diritti sociali a tutte le comunità
    religiose presenti sul nostro territorio. E
    che, a dispetto del titolo, non c’entra nulla
    sulla libertà di culto. La commissione,
    nell’ultima seduta, ha bocciato, con un voto
    trasversale di Udc, centrosinistra e parte
    di Forza Italia, alcuni emendamenti della
    Lega Nord e una proposta del forzista Fabio
    Garagnani che chiedeva il riconoscimento,
    nella legge, delle radici giudaico-cristiane
    dell’Italia. Bocciato, tra gli altri, anche
    l’emendamento della Lega Nord in base al
    quale, spiega Federico Bricolo, «il principio
    della libertà religiosa consiste nel
    riconoscere la diversità di ciascuna religione
    dall’altra e di regolarla differentemente in
    rapporto alla specificità di ognuna.
    Senza questa precisazione uscirà una legge
    relativista che aprirà la strada al
    riconoscimento dei raeliani, delle sette
    sataniche e di quelle islamico-fondamentaliste».
    Per protesta, la Lega ha
    abbandonato i lavori: «sono fatti gravissimi»
    ha detto Andrea Gibelli che ha sottolineato
    come l’emendamento di Garagnani
    «riproduce sostanzialmente una proposta
    fatta dal vice premier Fini in sede di
    Convenzione Europea ed è incredibile che
    la maggioranza non l’abbia votato
    compattamente. Il voto di oggi ha
    sconfessato pure le affermazioni fatte in
    sede europea dallo stesso Berlusconi». La
    Lega Nord aveva chiesto una pausa di
    riflessione ma sembra che l’orientamento
    della commissione sia proprio l’opposto, e
    cioè di marciare a tappe forzate.

  4. #4
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    Predefinito Re: Lega di lotta e di governo

    Originally posted by Celtic Pride
    [...]
    Scontro nel governo su profughi e quote latte

    [...]

    Lo scontro stavolta non è stato tanto sulle fatidiche quote latte [...]quanto sull’accoglienza agli eventuali profughi che produrrà la guerra contro l’Iraq. La questione infatti appare al partito di Umberto Bossi pericolosa. Perché, offrirebbe l’opportunità di ingressi in massa di extracomunitari in nome di una presunta condizione di esuli.

    Fatto sta che l’opposizione della Lega, dopo un discussione di gabinetto tutt’altro che pacata, si è concretizzata in un palese voto contrario dei suoi ministri al decreto governativo che istituisce per i profughi iracheni una protezione temporanea annuale in Italia. [...]

    Lo spessore culturale della Lega è palese in queste poche righe: incapacità di distinguere tra immigrazione clandestina ed asilo politico. Intento, però, la Lega è a favore della guerra e felice di appoggiare gli americani con supporto logistico e non solo. Complimenti!

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Lega di lotta e di governo

    Originally posted by Frà Dolcino
    ....

    per intanto tu hai dimostrato di essere palesemente in malafede ........
    La mia mala fede è probabile Il punto è che non condivido l'atteggiamento ipocrita della Lega riguardo questa guerra.
    Ad ogni modo, un Paese civile come il nostro non può scadere al punto di considerare asilo politico ed immigrazione clandestina come sapori dello stesso piatto, per motivi, poi, di pura e semplice propaganda politica spicciola!
    Ciao

  6. #6
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    La sconfitta dei Cobas e della Lega sulla questione quote latte è LA VITTORIA degli allevatori onesti e una vittoria per tutti i Padani onesti.
    Tutto il resto (compensazione della quota B tagliata, commercializzazione delle quote) passa in secondo piano di fronte al punto centrale di questo decreto che metterà la parola FINE all'illegalità perpetrata ai danni di chi lavora onestamente.

  7. #7
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    Asburgico, potresti spiegare meglio la situazione? Confesso che la consoco poco e, al di là del fatto che se avessi la bacchetta magica abolirei di punto in bianco le quote latte e tutte le altre schifezze, francamente non riesco a capire bene le posizioni reciproche--insomma: chi ha ragione e chi torto.
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  8. #8
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    Originally posted by asburgico
    La sconfitta dei Cobas e della Lega sulla questione quote latte è LA VITTORIA degli allevatori onesti e una vittoria per tutti i Padani onesti.
    Tutto il resto (compensazione della quota B tagliata, commercializzazione delle quote) passa in secondo piano di fronte al punto centrale di questo decreto che metterà la parola FINE all'illegalità perpetrata ai danni di chi lavora onestamente.
    Ti chiedo chiarimenti anch' io: pensi che la nostra sia solo una squallida battaglia corporativa o obbiettivamente c'è anche la questione che la maggior parte delle truffe si siano verificate al centrosud?
    Tra l'altro è chiaro che sull'agricoltura sia scoppiato l'ennesimo scontro fra Lega schierata nella difesa dell'agricoltura zootecnica padana e AN che protegge il sistema delle truffe in voga nell'agricoltura mediterranea (mi ricordo che la Poli Bortone aveva condonato i contributi SCAU evasi dagli agricoltori meridionali).

  9. #9
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    Originally posted by piemont
    Ti chiedo chiarimenti anch' io: pensi che la nostra sia solo una squallida battaglia corporativa o obbiettivamente c'è anche la questione che la maggior parte delle truffe si siano verificate al centrosud?
    Tra l'altro è chiaro che sull'agricoltura sia scoppiato l'ennesimo scontro fra Lega schierata nella difesa dell'agricoltura zootecnica padana e AN che protegge il sistema delle truffe in voga nell'agricoltura mediterranea (mi ricordo che la Poli Bortone aveva condonato i contributi SCAU evasi dagli agricoltori meridionali).

    eh si sarebbe interessante sentire l'opinione di chi è dentro la questione... forse wyatt earp ne sa qualcosa di più... Se ci sei batti un colpo!

  10. #10
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    Scusate, purtroppo gli impegni lavorativi e i continui problemi col pc non mi hanno permesso di intervenire proprio nei giorni in cui la "questione quote latte" occupava la decima pagina dei quotidiani (in itaglia dell'agro-zootecnia non interessa a nessuno nonostante sia uno dei settori più avanzati della nostra economia). C'erano due interessanti lettere aperte pubblicate su riviste specializzate che avrei voluto postare sul forum; lo faccio adesso, anche se il motivo del contendere è stato superato dal decreto legge emesso in data 28 marzo 2003 dal governo Berlusconi.

    La prima è del presidente dell'Unione Agricoltori di Pavia, nonchè ex-assessore provinciale leghista all'agricoltura.

    Pavia, 14 Marzo 2003
    Egr. On. Umberto Bossi
    Ministro delle Riforme Istituzionali e Devoluzione

    Caro Ministro,
    ormai da diversi mesi si discute di quote latte e della necessaria approvazione del decreto di revisione della legge 468. In più di una occasione gli allevatori Padani, che da soli producono circa il 70% dei prodotti lattiero caseari dell'intera penisola, hanno alzato la voce chiedendo aiuto ai politici. Purtroppo, però, nessuno sembra voler raccogliere il nostro grido d'allarme per un settore che, senza regole chiare, rischia il collasso economico. Con grande fatica nei mesi scorsi si era arrivati alla stesura del decreto legge sulle quote latte. Un provvedimento che accontenta tutti e fornisce maggiori garanzie a chi produce regolarmente e si batte contro i fenomeni sommersi del mercato come il "latte in nero". Ma il tanto atteso decreto ancora non è stato votato dal Consiglio dei Ministri e sembra che la causa sia proprio la Lega Nord. Nulla di strano, quindi, che durante l'ultima grande manifestazione ad Arcore, dove il presidente del Consiglio si è fatto garante con gli agricoltori, la Lega sia stata presa di mira e indicata come "traditrice degli allevatori padani". I produttori sono convinti del suo tradimento e del fatto che la Lega abbia ostacolato in tutti i modi l'approvazione del decreto legge. Io non voglio credere a tutto ciò. Ma alcune domande sono d'obbligo. Cosa sta succedendo? I leghisti hanno veramente dimenticato la Padania? Com'è possibile che lei, in passato sostenitore di uno stato Padano indipendente, stia snobbando gli allevatori lombardi? Per il bene della Lega Nord e degli stessi allevatori Padani, che in passato hanno sostenuto a spada tratta le ragioni del Nord, le chiedo di smentire ufficialmente queste voci e dimostrare, una volta per tutte, che gli allevatori Padani possono ancora contare sul loro "senatur".

    Giovanni Desigis
    Pres. Unione Agricoltori della Provincia di Pavia


    Purtroppo questa smentita non è mai arrivata...

    La seconda lettera, dai toni meno concilianti benchè comunque educati, è dei rappresentanti dei giovani agricoltori di Cremona, diretta al Senatore Agoni, uno dei capi dei Cobas-latte nonchè esponente della Lega Nord.

    Vorremmo rivolgere qualche domanda al Senatore Sergio Agoni, eletto nelle file della Lega Lombarda, leader dei Cobas latte e membro della Commissione Agricoltura del Senato.
    Il Sen. Agoni, che esercita la sua attività di allevatore ad Offlaga, in provincia di Brescia, si è dichiarato recentemente a favore di una sanatoria "tombale" per tutte le multe pregresse.
    Vorremmo chiedere:
    1- E' vero o non è vero che egli circa tre anni fa ha venduto circa il 50% della sua quota latte?
    2- E' vero o non è vero che nonostante la vendita di cui sopra ha mantuenuto costante la propria produzione di latte?
    3- E' vero o non è vero che, per effetto di quanto sopra, ha accumulato multe per splafonamenti produttivi per oltre 300.000 € (circa 600 milioni di lire)?
    4- Come concilia il Senatore Agoni questa posizione, chiaramente illeggitima e contro le normative attuali, con quella che riveste nel Parlamento italiano nell'ambito di un partito di governo?
    5- Vi è forse qualcosa di personale nella posizione sua (e della Lega) a difesa degli splafonamenti e del condono tombale?
    Ringraziamo anticipatamente il Sen. Agoni delle risposte che vorrà fornire a noi e a tutti i produttori di latte.

    Ass. Naz. Giovani Agricoltori - Cremona


    Come potete immaginare anche in questo caso le risposte non sono arrivate.

 

 
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