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Discussione: A Proposito Di Croce

  1. #1
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    Predefinito A Proposito Di Croce

    Oggi, al termine della Divina Liturgia, sempre che questa possa avere termine e non si consoderi l'ipotesi che, ininterrottamente continui nel cuore di chi vi ha partecipato fino alla successiva, mi sono soffermato all'interno della nostra chiesa di Abbiategrasso dinanzi alla preziosissima reliquia della Santa Croce e mi sono chiesto cosa Nostro Signore intendesse nel momento in cui mi esortava a prendere la Croce e seguirlo.
    Anni di "tragica teologia" ci hanno invitati ad intendere il comando come la supina accettazione della sofferenza fisica e morale, del laicissimo "fatalismo" o "destino" che ci segna fin dalla nascita e che "cristianamente dobbiamo sopportare".
    Chi mi conosce sa benissimo che questa impostazione della vita non mi si confà e che, conseguentemente, debbo e voglio affermare che l'unico peso che mi deriva da questo invito è il dovermi forzare ad una conversione radicale del mio vivere "secondo i modelli odierni". Non posso e non voglio credere, anche se vivo a pieno in un mondo scristianizzato, che successo, denaro, apparire e non essere possano essere modelli.
    Modello è il Cristo che mi riscatta, che mi libera da me stesso impelagato nel mondo e mi fa comprendere che io non sono di questo mondo ma che in questo mondo devo vivere per annunciare la gioia infinita dell'averLo incontrato e del continuare ad incontrarLo in tutto ciò e in tutti coloro che incontro lungo il cammino quotidiano che Lui mi indica.
    La Croce, quindi, una festa per ogni Cristiano, una certezza di liberazione la forza della mia vita gioiosa in Lui che è il mio Pastore, la mia certezza, il mio modello e che in Lui mi deifica.
    Buona Festa, quindi, a voi tutti.
    In Cristo Signore
    Nicola + ultimo dei convertiti

  2. #2
    Qoelèt
    Ospite

    Predefinito

    Carissimo padre Nicola, ti ringrazio veramente tanto di questa tua preziosa riflessione che ci aiuta a inquadrare la "Croce" nella giusta ottica in cui va vissuta. Assuefatti oramai dal sentimentalismo doloristico e pietistico latino, si è abituati a pensare alla Croce come ad una meta,deprivandola del suo senso vivifico e glorioso, come se il vivere cristiano fosse una forsennata ricerca di sofferenza e di patimenti nella carne e non,come ci insegna il Santo Padre Gregorio di Nissa, "imitazione della vita divina", divenire "partecipi della natura divina" stessa (2Pt 1;4). Noi cristiani ortodossi non viviamo per il Venerdì Santo, viviamo nel Venerdì Santo per la Domenica Gloriosa di Resurrezione: "Mia gioia,Cristo è Risorto!" annuncia San Serafino di Sarov ai suoi visitatori, questo è il vero senso della Pasqua di cui la nostra Quaresima penitenziale deve essere permeata! Privare di Resurrezione la Croce significa de-vivificare il Suo santissimo legno e ritrasformarlo in "maledizione della legge", "poichè sta scritto: <Maledetto chiunque è appeso al legno>" (Galati 3:13).
    E' triste constatare come i romanocattolici,con il loro nestorianesimo teologico di fondo (quandanche non vero e proprio arianesimo), dal medioevo in poi abbiano perduto il vero senso ascetico dei Padri e concetti quali l'Esychia,la Nepsis...e si siano impegnati a vivere uno spiritualismo dualistico-doloristico che portava a concepire una Salvezza DAL corpo più che una Salvezza DEL corpo (indicativi sono produzioni quali gli scritti di francescani come Anselmo d'Aosta o il tristemente famoso "De contemptu mundi" di Lotario di Segni). La Vera Ortodossia è veramente altra cosa, essa è una iniziazione in Cristo totale e totalizzante che coinvolge l'uomo in tutta la sua inscindibile unità: corpo,anima e spirito ; solo in quest'ottica si può concepire l'esperienza di una Divina Liturgia ortodossa che,lungi dall'essere ostentazione liturgica, mira piuttosto a coinvolgere l'uomo non solo nella sua realtà spirituale ma anche in quella corporea: tatto,vista,udito,olfatto,gusto...
    Il nostro corpo, pur decaduto, pur vivendo secondo la carne a causa del peccato adamitico va comunque amato e "abbracciato come un amico" (come ci insegna il Nisseno) perchè in esso si è degnato di incarnarsi il Verbo Preeterno, assumendo la natura umana in una misteriosa unione "senza confusione, senza mutamento, senza divisione, senza separazione" come dogmatizza Calcedonia, affinchè "diventato uomo, l'uomo possa diventare Dio "(S.Atanasio). E' solo nella consapevolezza di possedere un corpo decaduto, rivestito "di una tunica di pelle" e soggetto al peccato,al dolore e alla morte ma comunque ontologicamente buono per creazione,che esso deve andare per così dire "rieducato" in Cristo, rivestito di Spirito Santo: la nostra ascesi ortodossa ricerca l'unità perduta dell'Adam primordio invertendo il "normale" vivere nel mondo soggetto alla potestà del Maligno. Con il nostro frequente digiuno e la continenza non si ricerca una mortificazione fine a se stessa ma,per riprendere una immagine a me cara che il Nisseno traccia nel suo capolavoro "L'anima e la Risurrezione, si tenta di imbrigliare le passioni che subiamo nella carne per ricodurre in Cristo il nostro calesse (corpo) trainato dai cavalli imbizzarriti (loghismoi-passioni): "A seconda dell'uso che ne fa il libero arbitrio tali movimenti dell'anima divengono strumenti di virtù o di vizio" ; non è opportuno,afferma ancora San Gregorio, distruggere completamente questi impulsi nella vita terrena in quanto essi, se indirizzati verso il gisuto fine,danno all'uomo la possibilità di giungere al Bene: "Il saggio agricoltore bada a non privarci del principio migliore,cosa che in effetti avverrebbe,se la concupiscenza fosse sradicata completamente assieme al germoglio cattivo.Se alla nostra natura toccasse una simile sorte,che cosa ci potrebbe elevare fino alle cose celesti? E se l'amore venisse distrutto, in che modo potremmo unirci a Dio? E se l'ira si spegnesse,quale arma potremmo usare contro l'avversario?".
    Croce per noi diventa dunque, con la misterica iniziazione in Cristo che riceviamo morendo e rinascendo il lui nel Battesimo, vivere nel mondo pur sapendo di non appartenere più ad esso, rifiutandosi di seguire le sue comode strade e la sua logica che portano solo a una morte senza Risurrezione. La Croce che Cristo ci offre è la richiesta di "capovolgere" il nostro vivere da uomini vecchi, diventando folli per il mondo e "scandalo" come lo è la stessa Croce del nostro Dio...talmente scandalosi e assurdi che,come Cristo, dobbiamo trasformare tutto il nostro essere da diventare "sale della terra","lampade accese" nelle tenebre del mondo,esempi viventi delle Beatitudini :
    "3 «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. 4 Beati coloro che fanno cordoglio perché saranno consolati. 5 Beati i mansueti, perché essi erediteranno la terra. 6 Beati coloro che sono affamati e assetati di giustizia, perché essi saranno saziati. 7 Beati i misericordiosi, perché essi otterranno misericordia. 8 Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio. 9 Beati coloro che si adoperano per la pace, perché essi saranno chiamati figli di Dio. 10 Beati coloro che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. 11 Beati sarete voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. 12 Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli, poiché così hanno perseguitato i profeti che furono prima di voi». (Mt5)
    Croce è vivere nella consapevolezza di non essere più del mondo ma vivere,pur ancora nell'incompletezza della nostra presente caducità, come Figli di Dio :"se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia"; ciò che il mondo ci offre è,come dice l'Ecclesiaste, «Vanità delle vanità; tutto è vanità» ( Io ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole, ed ecco tutto è vanità e un cercare di afferrare il vento - Ecclesiaste 1;14) perchè tutto ciò che non ha una finalità escatologica nasconde in realtà il nulla e la morte: solo Cristo e la sua Croce per il mondo sono l'unica vera risposta , la Via , la Verità e la Vita, il motivo per cui siamo invitati a morire noi stessi al e per il mondo,consapevoli che senza la morte non ci può essere la tanto attesa nostra Pasqua.
    Buona domenica e buona continuazione di quaresima a tutti

    +Luca

 

 

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