Eccoli i bravi lavoratori immigrati che nel periodo di governo sinistro sono stati sanati e risanati con sanatorie varie dove per avere il permesso di soggiorno bastava essere in possesso di un qualsiasi scontrino fiscale....chissà quanti ne abbiamo in giro per il paese :
Terrorismo islamico, giro di vite sugli imam
Dopo quello di Cremona, indagato anche il capo spirituale di Firenze. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo internazionale. Frattini: l'Italia avamposto di cellule terroristiche
MILANO - Dopo quello di Cremona, anche l'imam della moschea di Firenze. Mohamed Rafik, 38 anni, risulta indagato nell'inchiesta che ha già portato agli arresti, per associazione per delinquere finalizzata al terrorismo internazionale, Mourad Trabelsi, imam della moschea di Cremona, e del suo collaboratore Ben Mouldi Kamel Hamraoui.
E’ quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip Maurizio Grigo e destinata anche a Noureddine Drissi, il bibliotecario della moschea di Cremona, noto come Abou Ali e che ora si trova in Kurdistan nel campo di addestramento collegato al gruppo Al Ansr Al Islam di Kurral.
Rafik, nato a Casablanca nel gennaio 1965, sarebbe arrivato a Firenze nel 1998 dove sarebbe restato - salvo un soggiorno di qualche tempo in Arabia Saudita - fino all' autunno scorso. Rafik, secondo quanto si è appreso, si sarebbe quindi spostato a Cremona, dove sarebbe stato oggetto di una perquisizione - il 26 novembre scorso - effettuata dalla Digos della città lombarda nell' ambito di un'operazione
Dagli accertamenti l’uomo risulta ''avere qualificati contatti con estremisti presenti in Germania per attività di reperimenti di fondi'' da inviare alla cellula sgominata con gli arresti di ieri fatti dai carabinieri del Ros e dai poliziotti della Digos di Milano nell'ambito di due inchieste collegate tra loro.
Non solo. Mourad Trabelsi, l'imam della moschea di Cremona, è pure al centro di un'inchiesta sul terrorismo islamico aperta a Brescia. Il procuratore capo di Brescia Giancarlo Tarquini si limita a dire: ''abbiamo una grossa, notevole attività in collegamento con Milano''. Nei giorni scorsi, proprio in Procura a Brescia si sono tenuti incontri tra i magistrati delle due procure. Da Milano vi hanno preso parte il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro e il sostituto Stefano Dambruoso. Gli indagati nell'ambito dell'inchiesta bresciana sono 27, tutti stranieri. Il personaggio di maggior rilievo sarebbe proprio Mourad Trabelsi, tunisino, che a Cremona ha preso il posto di Ahmed El Bouhali come imam della moschea.
A tener alto l'allarme, è il ministro degli esteri Franco Frattini. "L'Italia - dice - è tra quei Paesi dove esiste un avamposto delle basi terroristiche da cui far partire nuove azioni". Il ministro ha precisato che dopo l'11 settembre esiste ''la consapevolezza di una rete terroristica che dimostra di essere in grado di arruolare volontari in occidente, di farli viaggiare come turisti pronti a colpire anche facendoli partire dall'Italia''.
La presunta cellula di al Qaeda in Italia, almeno per l’inchiesta milanese, oltre a quello di procacciare documenti falsi, aveva il compito di reclutare sia curdi sia islamici integralisti ''da inserire nell'associazione ed eventualmente da inviare in campi d'addestramento'' in Iraq, passando attraverso le strutture logistiche in Siria, e di raccogliere i finanziamenti necessari per raggiungere gli obiettivi. I componenti del gruppo ''provvedevano ad una raccolta continuativa di denaro'' da inviare soprattutto in Iraq nei campi di addestramento nell'area curdo-irachena dove vengono preparati i guerriglieri che combattono per la Jihad islamica e dove in particolare, in due campi, gli inquirenti ritengono ''siano stati testati ordigni ed armi chimiche da utilizzare anche sul territorio europeo in azioni terroristiche''. La cellula con sede operativa a Milano ma con basi anche a Cremona e a Parma faceva riferimento a un gruppo attivo in Germania e con funzioni decisionali recentemente in parte smantellato dalla polizia tedesca.
Quanto al coinvolgimento dell'imam di Firenze, esiste, per esempio, una conversazione intercettata il 28 febbraio 2003 tra lo stesso Rafik e il suo collega di Cremona. Mourad Trabelsi ha ricevuto una telefonata sul proprio cellulare da Rafik, che tra il novembre 2002 e il febbraio 2003 lo aveva sostituito nella funzione di imam nella moschea cremonese: Rafik gli ricordava di un incontro con ''i fratelli tedeschi'' programmato per il mese di marzo. Incontro che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato organizzato in quanto Trabelsi doveva far inviare, al gruppo eversivo nel Kurdistan iracheno, tramite Abou Ali, una somma di denaro.
Sull’imam di Cremona, invece, c’è da aggiungere che a Brescia hanno iscritto nel registro degli indagati anche l'altro immigrato residente in provincia di Cremona arrestato ieri, Ben Mouldi KamelHamraoui,collaboratore di Trabelsi. Le indagini hanno portato nei mesi scorsi alla perquisizione della moschea di Cremona e di una ventina di abitazioni di islamici residenti in zona. Le perquisizioni si erano concluse con ingenti sequestri di materiale cartaceo e audiovisivo che da allora gli inquirenti bresciani stanno visionando. In particolare, furono sequestrate 400 videocassette considerate piuttosto rilevanti ai fini delle indagini: alcune riportano interventi di imam, altre delle scene di addestramento bellico. Dell'inchiesta bresciana è titolare il procuratore aggiunto Roberto Di Martino, affiancato dal sostituto Antonio Chiappani.
(2 APRILE 2003, ORE 130, aggiornato alle 18:45) IL NUOVO




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