Fonte: Aeronautica militare Russa, 28 marzo. Si elencano le perdite americane (notevoli) in mezzi e uomini e il fallimento dell’offensiva. Riproduciamo la riflessione finale.
n.b. Ogni informazione è trattata quasi in previsione di un futuro scontro USA/Russia.

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Ieri attorno alle 1900 un elicottero d’attacco Apache e’ precipitato. Intercettazioni radio dimostrano che l’elicottero era stato gravemente danneggiato in combattimento. Il pilota ha perso il controllo durante l’atterraggio, e l’elicottero e’ precipitato, causando seri danni ad un altro elicottero atterrato precedentemente.
Le truppe della coalizione hanno fallito ampiamente [e nuovamente, NdT] l’obiettivo di conquistare An-Nasiriya, a dispetto degli ordini categorici ricevuti e delle oltre 800 missioni degli arerei d’attacco al suolo.
Tutti i tentativi di rompere le difese irachene si sono scontrati con altrettanti contrattacchi. Dopo 24 ore di combattimento le truppe Usa sono riuscite ad avanzare di qualche centinaia di metri in due settori nei pressi della citta’, al costo di 4 blindati distrutti, almeno 3 Marines uccisi da tiratori scelti e fuoco di mortai, 10 feriti e 2 dispersi.

Le perdite irachene
sono ignote.
Gli americani hanno inoltre fallito l’avanzata nei pressi di An-Najaf. Tutti gli attacchi si sono scontrati con un intenso fuoco dell’artiglieria irachena. Nel corso della giornata gli iracheni hanno organizzato un contrattacco, facendo arretrare le truppe Usa di 1.5-2 chilometri. Almeno 10 Marines sono morti o feriti. Dopo scambi di colpi per sei ore, entrambe le parti sono rimaste sulle loro posizioni. Le perdite irachene in quest’area sono stimabili in 20 morti e 40 feriti.
Nei pressi di Bassora le truppe inglesi hanno spinto le difese irachene sulla penisola di Fao, ma non sono riusciti a prendere la penisola stessa.
L’avanzata inglese massima e’ giunta a 4 chilometri dall’autostrada che conduce a Bassora. Durante questo attacco gli iracheni hanno abbattuto un elicottero inglese. Due carri armati e un blindato sono stati distrutti da mine. Almeno due soldati inglesi sono morti, circa 20 feriti e 15 catturati dagli iracheni.
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Tutti i tentativi di
attacco oltre il
fiume [Shatt] Al-Arab
sono falliti.
Il comando inglese si e’ detto incapace di attaccare Bassora con le forze a disposizione, e chiede almeno altre due brigate e 5 battaglioni di artiglieria. Percio’ punta momentaneamente a conservare le posizioni e la pressione su Bassora e sulla penisola di Fao.
La condizione psicologica degli abitanti di Bassora, secondo le interviste, e’ lontana dall’essere critica.
I militari iracheni hanno diffuso numerosi annunci offrendo ai cittadini la possibilita’ di lasciare la citta’. Ma la maggior parte di loro non vuole andarsene, nel timore di subire la stessa sorte dei rifugiati palestinesi i quali, dopo aver perso le loro case, sono trattati da paria nei vari paesi arabi dove vivono.
Gli abitanti di Bassora sono stati molto scossi dai video diffusi dal comando della coalizione, che mostrano lo stato degli iracheni dei territori occupati [dalla coalizione, NdT], intenti a lottare per il cibo e per l’acqua distribuiti dai soldati invasori; la popolazione vede in tali video cio’ che li attende se arriveranno i soldati americani...
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Secondo un rapporto preparato in Kuwait dal Psychological Operations Tactical Group della coalizione, che ha analizzato riprese televisive, intercettazioni radio, interrogatori di prigionieri iracheni, tutto indica che gli iracheni sono ora piu’ fiduciosi e saldi rispetto ai giorni prima dell’inizio della guerra. Questo, secondo il rapporto, e’ dovuto principalmente ai numerosi fallimenti militari della coalizione. [...]
Si pensa quindi di raggruppare i prigionieri iracheni in grandi campi, per poter confezionare dei video che deprimano il morale dei combattenti e della popolazione irachena.
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Intercettazioni radio e radar degli ultimi cinque giorni suggeriscono che la coalizione stia usando aeroporti israeliani per condurre attacchi notturni sull’Iraq. Aerei da combattimento (prob. F-117) stanno decollando regolarmente dalle basi di Hatzerim e Navatim, senza poi ritornarvi, ma volando attraverso la Giordania in completo silenzio radio.

“The IRAQWAR.RU analytical center was created recently by a group of journalists and military experts from Russia to provide accurate and up-to-date news and analysis of the war against Iraq. The following is the English translation of the IRAQWAR.RU report based on the Russian military intelligence (the Main Intelligence Directorate, or GRU) reports.
http://www.aeronautics.ru/”

Prime conclusioni
deducibili
La prima settimana di guerra ha sorpreso gli analisti militari e gli esperti. La guerra in Iraq ha lasciato scoperti una serie di rischi e problemi che non sono mai stati discussi seriamente, confutando molti miti esistenti.
Il primo mito è quello delle armi guidate di precisione come fattore determinante nella guerra moderna, armi che permettono di realizzare la superiorità strategica senza contatto diretto col nemico. Il fattore decisivo in tutte le guerre combattute dagli Stati Uniti negli anni precedenti non è stato la sconfitta militare degli eserciti di resistenza ma l’isolamento politico accompagnato dalla pressione diplomatica sul nemico.
Quindi fu la creazione di coalizioni internazionali contro l’Iraq nel 1991, contro la Jugoslavia nel 1999 e contro l’Afghanistan nel 2001 che assicurò il successo militare.
Gli USA trascurarono peraltro i fallimenti militari, ovvi, durante le spedizioni a Granada, Libia e Somalia, declassandoli, all’opinione pubblica, come “operazioni locali” non meritevoli di una grossa attenzione.
Attualmente vediamo come, in sè, questo massiccio utilizzo di armi guidate di precisione non abbia offerto più di tanto quel vantaggio strategico auspicato. Gli alleati non sono infatti riusciti ancora a prendere il controllo dei comandi iracheni, delle infrastrutture di comunicazione così come del comando di difesa aerea. Nel frattempo l’arsenale di precisione degli Stati Uniti si è ridotto approssimativamente del 25%.
L’unico vantaggio significativo delle armi di precisione-guidate è la capacità di evitare incidenti massicci fra i civili in aree densamente popolate. Constatiamo comunque una discrepanza tra l’abilità di localizzazione ed attacco di un obiettivo con armi di precisione e l’incapacità di distruggere obiettivi protetti.
Il secondo mito confutato da questa guerra è quello propagandato dai sostenitori della guerra “hi-tech”, i quali credono nella superiorità delle armi più moderne e nell’inabilità al contrattacco di quelle di vecchia generazione. Va premesso che oggi il gap tra l’armamento iracheno e quello statunitense è di circa due generazioni: in pratica, l’esercito iracheno sta combattendo con armi più vecchie di circa 25-30 anni, mentre gli USA, daglianni ‘70, hanno attuato una politica economico-militare notevolissima, con i programmi del ‘75-’83 e del ‘90-’97. C’è inoltre un altro piano attualmente in corso che durerà altri 5 anni. Ebbene, nonostante questo divario enorme, la difesa irachena è stata definita dagli stessi USA come “fiera e resistente”. Ciò prova inequivocabilmente come il successo, nella guerra moderna, non sia realizzato attraverso la superiorità tecnologica ma tramite un addestramento all’altezza, un comando competente e l’elasticità delle truppe.
Gli errori americani in sede di pianificazione hanno decretato gli ovvi fallimenti. Il nemico è stato sottovalutato. Nonostante l’indiscusso dominio aereo statunitense, il comando militare USA non ha considerato adeguatamente la reattività, la prontezza dell’esercito iracheno in combattimento.
Tutto ciò nonostante una fitta rete di spionaggio infiltrata in tutte le infrastrutture. Gli USA hanno fallito peraltro nel valutare la situazione sociale e politica dell’Iraq, e nel mondo in generale. Questa dirigenza fallimentare ha portato a delle decisioni politiche e militari inadeguate:
Le forze schierate in principio erano insufficenti per una operazione di tale portata. Il numero di truppe era almeno del 40% inferiore rispetto al livello necessario. Questo è il motivo per il quale, oggi, dopo nove giorni di guerra, gli Stati Uniti sono costretti a ricorrere a misure “di emergenza” chiamando altre 100.000 truppe dal loro territorio e dall’Europa, raddoppiando le file.
La formazione e la distribuzione delle forze di coalizione sono state condotte con estrema negligenza, senza peraltro seguire quelle che sono le regole base del combattimento. Tutte le truppe sono state ammassate in una piccola area, portate a condurre un combattimento volto ad allargare l’area stessa. L’attacco iniziale è cominciato senza alcuna significativa preparazione aerea e di artiglieria. Questo ha dato luogo all’anticiparsi di battaglie in luoghi considerati strategici. Ad oggi si può vedere quanto l’attacco degli Stati Uniti sia disorganizzato ed impulsivo. Le truppe stanno semplicemente cercando punti deboli nella difesa irachena per attaccare prima di subire la prossima imboscata.
Nessun briefing è stato portato a compimento.
Durante i nove giorni della guerra la coalizione ha fallito nel:
- dividere l’Iraq a metà lungo la linea di Un-Nasiriya - Al-Ammara
- circondare e distruggere le forze irachene raggruppate a Basra,
- creare un gruppo di attacco tra il Tigri e l’Eufrate con una fronte verso Bagdad,
- disgregare il controllo militare e politico dell’Iraq, disorganizzare le forze dell’Iraq e distruggere le forze di attacco irachene
Una moltitudine di problematiche sono state scoperte solo sul campo di battaglia. Ad esempio, il combattimento in Iraq ha alzato preoccupazioni circa il coordinamento tra unità di diversi servizi. I tempi di decisione limitati e la necessità di identificare e attaccare il nemico ad una grande distanza hanno consolidato definitivamente la questione del “fuoco amico” come uno dei problemi più seri di questo conflitto. E per il momento la coalizione non ha trovato nessuna seria soluzione al problema. In una posizione o in un’altra, le truppe angloamericane hanno attaccato forze amiche, durante tutto questo periodo.
Il secondo problema della coalizione è la sua incapacità di tenere sotto controllo il territorio conquistato. Gli americani devono, per la prima volta dalla guerra in Vietnam, confrontarsi con un movimento partigiano e contro gli attacchi alle linee di comunicazione (quelle USA). La coalizione sta quindi cercando di costituire dei gruppi speciali onde proteggere il suo approvvigionamento e per mantenere l’ordine dei territori occupati.
Si sono aggiunti inoltre una serie di problemi tecnici imprevisti. la maggior parte degli operatori dei carri armati M1A2 sono d’accordo nell’affermare che il carro armato è inadeguato per il compimento delle missioni programmate. Il problema primario è l’affidabilità estremamente bassa del motore del veicolo, ed inoltre i difetti del meccanismo di trasmissione. Il surriscaldamento, causato dalle alte temperature ed il persistere della tempesta di sabbia hanno reso nulli i vantaggi offerti dalle torrette mobili ad avvistamento termico (notturno). Il raggio di visibilità di questi apparecchi si è ridotto a circa 300 metri durante gli spostamenti delle truppe, per aumentare a circa 700-800 metri durante le soste. Un miglioramento è stato riscontrato soltanto durante le fredde notti irachene, che hanno portato ad una visibilità di circa 1000-1500 metri. C’è da registrare inoltre il guasto di molte di queste apparecchiature. Colpevoli le particelle cristalline di sabbia.
Il lato forte dell’esercito di coalizione rimane pertanto la larga disponibilità di mezzi moderni di ricognizione e di comunicazione. Ciò ha permesso di scovare il nemico e di sopprimerlo con azioni ben coordinate.
Per questo, in generale, i soldati US hanno mostrato una elasticità di combattimento sufficentemente alta. Questo anche in condizioni metereologiche estremamente difficoltose. Si deve comunque sottolineare che le modalità secondo le quali questa guerra è stata portata avanti ha creato un certo senso di delusione nelle truppe.
Molte di loro nutrono ben poca fiducia nel comando, del quale parlano in maniera dispregiativa. “Questi idioti del Pentagono coperti di stelle ci avevano promesso la vittoria per marzo ed i fiori sull’armatura. Abbiamo invece ottenuto una battaglia lunghissima contro dei fanatici che combattono per ogni duna e la sabbia che si infila nei nostri culi” una dichiarazione di un ferito in un ospedale di Ramstein [traduzione dal russo]
Tutti i tentativi del comando americano di organizzare le operazioni aeree e terrestri attraverso l’esclusivo utilizzo di forze aereotrasportate, sono falliti. A causa di questi fallimenti, dalla fine del quarto giorno della guerra tutte le unità aereotrasportate sono state redistribuite all’interno delle unità di coalizione ed utilizzate per la ricognizione, l’appoggio al fuoco e il contenimento del nemico. Il carico principale della battaglia è stato portato avanti dalla fanteria meccanizzata pesante e dalle unità di carri armati.
Un altro inconveniente è la protezione delle retrovie durante l’avanzamento nei territori. Esse si mostrano estremamente vulnerabili. Tale situazione ha dato luogo al verificarsi di interruzioni continue nell’approvvigionamento di combustibile.
Alcuni carri armati sono stati fermi per più di 6 ore a causa di queste carenze. C’è peraltro da dire che, in generale, le consegne di cibo, munizioni e combustile stanno diventando un vero grattacapo per i comandanti anglo-americani. Fra i soldati si accresce il malcontento per i rifornimenti di viveri, definiti “shitty” (merdosi). Il soldato infatti prende biscotti e dolci scartando tutto il resto. I comandanti delle unità stanno quindi cercando di fare il punto della situazione, chiedendo un rifornimento immediato di cibo caldo accompagnato da una stima realista delle razioni finora disponibili.
I punti di forza delle truppe irachene sono l’eccellente conoscenza del terreno, l’alta qualità del lavoro di ingegneria difensiva, la loro abilità nel celare le forze di attacco principali, e, non ultima, l’elasticità e la determinazione in fase di difesa. L’Iraq sta dimostrando una buona organizzazione del comando e delle strutture di comunicazione, così come una ben studiata strategia. Rappresentano invece un inconveniente l’inflessibilità burocratica del loro comando, poichè tutte le decisioni vengono prese unicamente ai livelli più alti. I comandanti nei più alti ranghi tendono infatti ad utilizzare manovre standardizzate e c’è una coordinazione insufficente tra i diversi tipi di forze. Allo stesso tempo, durante le operazioni speciali, i comandanti delle forze irachene stanno facendo un buon uso delle truppe e delle armi disponibili onde condurre le operazioni dietro le linee frontali del nemico. Usano egregiamente nascondigli, astuzia ed immaginazione.




Contro informazione sull’aggressione all’Iraq
Da http://www.aeronautics.ru/