Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    Patrie dal Friul
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    Predefinito Devolution: Follini, annegarla in un mare di buonsenso

    Devolution: Follini, annegarla in un mare di buonsenso
    (ANSA) - ROMA, 1 APR - 'Il nostro obiettivo e' annegare la devolution in un mare di buon senso istituzionale', dice il leader dell'Udc, Marco Follini.'Quel buonsenso -aggiunge- che nella scorsa legislatura mi pare sia mancato'. Follini ribadisce che la devolution verra' votata assieme a una riforma complessiva del titolo V perche' 'le due cose camminano di pari passo'. Follini invita poi a evitare lo scontro politico sui profughi. 'L'emergenza umanitaria -dice- va affrontata in modo politicamente neutro'.

  2. #2
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    E che ne dice il signore sopracitato d'annegare l'UdC in un mare di m@@da?

  3. #3
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Aggiornamento 2° :




    Devolution al via: salva l'unità nazionale


    Prima un vertice della Cdl, poi - venerdì - il sì del governo. La riforma Bossi "sciolta" nella riforma del titolo V. Nuove competenze alle Regioni, ma anche una clausola anti-spaccatura del Paese.


    ROMA - Sarà per annegarla "in un mare di buon senso" come dice Marco Follini, che continua a richiamare la necessità assoluta che viaggi in parallelo con la riforma del titolo V della Costituzione. Il monito del leader dell'Udc arriva alla vigilia dell'intesa sulla devolution che dovrebbe arrivare in settimana. Prima con un vertice dei leader della Casa delle libertà, poi con l'approvazione venerdì di un disegno di legge da parte del consgilio dei ministri. L'intesa ricalcherà lo schema delineato da Follini. Ovvero nella riforma del titolo V della Costituzione andrà a confluire la devolution. E il disegno di legge prevederà una clausola di salvaguardia ''dell'interesse nazionale''.

    Il testo, definito la scorsa settimana dall'Officina, è già stato distribuito a tutti i ministri in vista della riunione di venerdì. Il ddl ''riforma la riforma federalista'' voluta dall'Ulivo, sciogliendo il nodo delle 22 competenze concorrenti date a Stato e Regioni. Alcune sfere di competenza andranno a Roma, altre alle Regioni.

    L'accordo nella Cdl è stato definito nelle ultime ore, dopo un ultimo braccio di ferro sul percorso da far seguire il disegno di legge. L'accordo prevede che la devolution sia inserita nella complessiva riforma del Titolo V della Costituzione. An e Udc volevano che la devolution, all'esame dell'aula della Camera, fosse lasciata cadere e poi fosse trasformata in un emendamento da inserire al testo del governo.

    La Lega ha insistito nell'approvazione immediata della sua legge-manifesto, in modo da garantirsi da eventuali colpi di scena. Il compromesso raggiunto prevede sì l'approvazione della devolution alla Camera, ma solo dopo che il governo approverà la Riforma federalista. Dopo di che la riforma dell'intero Titolo V andrà in Parlamento e qui vi confluirà la devolution che, come testo autonomo, sarà lasciato cadere.

    Dopo le ultime limature dell'Officina (il gruppo costituito dai ministri Umberto Bossi ed Enrico La Loggia, dai capigruppo di An, Domenico Nania e Ignazio La Russa, e dal presidente dei senatori Udc, Francesco D'Onofrio), il testo è ora oggetto di una valutazione politica dentro la Cdl. A quanto si apprende ne hanno parlato ieri sera anche il premier Berlusconi e Umberto Bossi, nella consueta cena del lunedì.

    La prima novità è l'eliminazione delle materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni, 22 in tutto, secondo la riforma federalista varata nel 2001 dall'Ulivo, che aveva però generato diversi contenziosi davanti alla Corte costituzionale. ''Abbiamo proposto la definizione certa - spiega Nania - delle rispettive sfere di competenza''. Il nuovo articolo 117, secondo il testo definito dall'Officina, afferma che ''lo Stato garantisce la tutela dei diritti e il rispetto dei doveri sanciti dalla parte prima della Costituzione''.

    Dopo di che si enunciano le competenze legislative esclusive, prima dello Stato, e poi delle Regioni. Ma nel definire queste ultime, viene inserita la clausola ''salva Italia'', richiesta da An e dall'Udc Tabacci al momento dello scontro con la Lega, poi superato: ''Nel rispetto dell'interesse nazionale le Regioni esercitano la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie''.

    Allo Stato, sintetizza D'Onofrio ''rimarrà la competenza esclusiva per quanto riguarda le relazioni internazionali, la propria organizzazione (come bilancio federale, leggi elettorali), e una serie di materie in blocco (come la definizione dei codici penali e civili). Su altre materie la competenza dello Stato riguarderà i principi, mentre alle Regioni spetterà la competenze dell'organizzazione amministrativa''.

    Per esempio, spiega ancora Nania, ''la Salute, con la garanzia dei livelli minimi di assistenza, spetterà allo Stato, mentre la Sanità, cioé l'organizzazione dell'assistenza sul territorio spetterà alle Regioni''. Roma continuerà a dettare i principi generali su istruzione, sanità, tutela ambientale, beni culturali, tutela delle concorrenza e comunicazioni.

    Analogo il discorso per le infrastrutture: quelle di interesse nazionale, come il Ponte di Messina, o le grandi assi autostradali(A4, A1, A14 ecc) spetteranno a Roma, mentre toccherà alle Regioni la competenza sulle autostrade di interesse territoriale. Questo significa, in concreto, che vi saranno diverse competenze non solo per la costruzione, ma anche per le concessioni o le autorizzazioni: ci saranno quelle governative e quelle locali (es. autostrade, ferrovie, Tv, Tlc). E toccherà allo Stato la competenza su ''produzione, trasporto, scorte strategiche e distribuzione nazionali dell'energia''.

    ''Insomma - osserva D'Onofrio - a Roma rimarranno le competenze esclusive dei cinque ministeri fondamentali: Esteri, Difesa, Interni, Giustizia e Economia''. Tutta una serie di altre materie, la maggior parte, saranno di esclusiva competenza delle Regioni, come prevede già l'attuale riforma federalista del 2001. E qui si inserirà la devolution di Bossi: tra le competenze esclusive delle Regioni sono annoverate infatti polizia locale, assistenza e organizzazione sanitaria, nonché ''organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione''. Alla devolution però viene tolta la parte più dirompente, cioé la possibilità che singole regioni attivino i propri poteri su questi tre ambiti indipendentemente dalle altre.

    Tutte le competenze, comprese le tre richieste da Bossi, vengono attribuite dal ddl a tutte le regioni. Anzi, viene cancellata quella che voleva essere la risposta dell'Ulivo alla richiesta di devolution, cioé il comma 3 dell'articolo 116 della Carta fondamentale. Esso prevede che alle singole regioni che lo chiedano possano essere attribuite dallo Stato altre competenze in esclusiva, dopo un processo negoziale sancito da una legge approvata dal Parlamento. "Scompare - spiega Nania - la possibilità oggi esistente di avere Regioni di serie A e di serie B''. Anche perché se una regione non attiverà le proprie competenze, scatterà un potere sostitutivo dello Stato per garantire i cittadini. ''Abbiamo avuto un confronto - osserva infine Nania -serrato ma senza pregiudizi, come speriamo che avverrà con l'opposizione. E' infatti una proposta aperta e non blindata''.

    (1 APRILE 2003; ORE 13:44)

  4. #4
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    Comunque a me la gente in questo paese sembra davvero sempre più idiota. Non solo qui non si parla di federalismo, bensì di devolution, ma si teme che un decentramento possa spaccare l'unità nazionale, che in Italia fa rima con giacobinismo, come se le regioni non facessero parte dell'ordinamento istituzionale e non vivessero solo perchè una concessione costituzionale decisa a Roma, unico luogo dove si esercita la sovranità (diversamente da quello che accade in uno stato federale, dove ogni livello, comunale, federato e federale dispone di una sovranità formalizzata dall'approvazione popolare), desse loro questa possibilità. In soldoni: la Svizzera è un paese confederale perchè è costituzionalmente una confederazione di Stati sovrani, dotati di propri poteri esecutivi, legislativi, giudiziari. L'Italia resterà un paese giacobino perchè è costituzionalmente uno Stato che può arbitrariamente decidere di devolvere competenze ad organi decentrati privi in ogni caso di esistenza AUTONOMA. In pratica i parlamenti regionali non sono che appendici di quello romano, e non è quest'ultimo ad essere, come dovrebbe, propaggine delle istituzioni locali che decidono d'affrontare insieme problemi di grande complessità che richiedono maggiori spazi e risorse.
    Per attuare un vero federalismo è necessario riscrivere da zero la costituzione, dal primo all'ultimo articolo, riconoscendo alle attuali regioni o, ancor meglio dato l'esempio pratico svizzero, province, la valenza di Repubbliche federate dotate di una sovranità propria in merito a: governo del territorio, amministrazione giudiziaria, polizia locale, rapporti con le confessioni religiose, idiomi ufficiali, fiscalità diretta e tutte quelle materie che il principio di sussidiarietà impone di riservare a livello decentrato, riservandosi la confederazione, per volontà esplicita dei popoli, la possibilità di emanare prescrizioni fondamentali atte ad armonizzare il livello federato nel totale rispetto dell'autonomia cantonale e quella di disporre di pieni poteri in materia di moneta, esteri, difesa.
    Il punto discriminante, necessario per diventare un autentico paese federalista, con tutto ciò che ne consegue, è quello di far si che la confederazione esista per volontà degli Stati, e non che questi ultimi spogliati delle loro prerogative esistano per volontà di Roma. Solo così il Nord e il Sud saranno liberi, dotati di una propria intoccabile autonomia, forti di propri tribunali, corti, diritti e prerogative da far valere contro ogni ABUSO perpetrato ai danni dei loro territori e delle loro risorse. Solo così la politica ritornerà in mano al cittadino che a tutt'ora è un ingranaggio di un Leviatano che non lascia scampo al desiderio partecipativo e comunitario. E' per questo che oggi più che mai serve creare trasversalmente una forte corrente d'opinione federalista, divulgando il senso autentico di quest'ordinamento, che permette al cittadino di costruire la nazione e non alla nazione di soffocare il cittadino, che permette alle comunità di divenire autocoscienti e responsabili, che permette alla democrazia di compiersi a misura d'uomo, ossia a misura di tessuti sociali, culturali e produttivi concreti, tangibili.

  5. #5
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    Più di 20 anni di battaglie per accontentarsi di un pugno di mosche, che errore aver abbandonato la secessione. La Lega oramai è solo un freno per la nostra libertà.

  6. #6
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Originally posted by Bryger
    Più di 20 anni di battaglie per accontentarsi di un pugno di mosche, che errore aver abbandonato la secessione. La Lega oramai è solo un freno per la nostra libertà.

    Ma che razza di discorsi fai? chi ti impedisce di lottare per conto tuo.....e fare l'ennesimo movimento indipendentista o secessionista? che dipendi dalla lega adesso?

  7. #7
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    Originally posted by pensiero
    Ma che razza di discorsi fai? chi ti impedisce di lottare per conto tuo.....e fare l'ennesimo movimento indipendentista o secessionista? che dipendi dalla lega adesso?
    Non hai capito.
    Mi riferivo alla Lega come movimento, non a me stesso.

 

 

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