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    Predefinito Non possono esimersi di dichiararsi in accordo

    "Una grande alleanza per fare la Tav"- LASTAMPA.it


    Una grande alleanza per fare la Tav"

    Una manifestazione dei No-Tav in Val Susa. In gran parte della Valle il movimento ha ancora molto seguito

    Chiamparino e Saitta: il Pd deve cercare l'intesa con il Pdl, oppure corra da solo
    MAURIZIO TROPEANO

    Una proposta circoscritta alle Valli Susa e Sangone ma politicamente dirompente: una «santa alleanza» tra Pd e Pdl per eleggere il presidente della comunità montana e isolare gli amministratori vicini al movimento No Tav. In caso contrario è meglio correre da soli. La proposta la firmano Sergio Chiamparino e Antonio Saitta, sindaco e presidente della Provincia di Torino e un terzetto di parlamentari in rappresentanza dei varie mozioni congressuali: Stefano Esposito (Bersani), Giorgio Merlo (Franceschini) e Magda Negri (Marino).
    La presa di posizione si inserisce all’interno della grandi manovre per l’elezione del presidente della nuova comunità montana che raggruppa Bassa e Alta Valsusa e la Valsangone. Nelle scorse settimane era stato Osvaldo Napoli, sindaco di Valgioie e vice-capogruppo Pdl alla Camera, a lanciare l’idea. Una proposta caduta nel vuoto anche se in qualche modo riprendeva quell’idea di lista civica territoriale messa in campo da Antonio Ferrentino per «scrivere insieme le regole della nuova comunità montana».

    Al momento, però, al posto della lista unitaria, ci sono due candidati. Da una parte Franco Capra, sindaco di Claviére, vicino alla Pdl. Dall’altra l’ex sindaco di Susa, Sandro Plano, iscritto al Pd, che sta cercando di lavorare ad un documento comune che tenga insieme amministratori del centrosinistra e quelli vicini ai No Tav. Ieri è arrivato lo stop di Chiamparino e Saitta e dei tre deputati che ricordano come i democratici abbiano da tempo una posizione chiara e consolidata per realizzare la Tav. E così «risulta gravemente sbagliata la scelta di alcuni esponenti del Pd della Valsusa di stringere alleanze con liste no Tav. Intese che paiono finalizzate solo alla conquista del governo della Comunità Montana». Per realizzare questo obiettivo il Pd valsusino «rischia di far naufragare un punto programmatico fondamentale del partito mettendo in grave difficoltà la maggioranza in Regione alla vigilia delle elezioni del 2010».

    E così il documento invita gli «organi del partito, al di fuori di qualsiasi logica di calcolo congressuale, a verificare la possibilità di riaprire un confronto con le forze politiche pro Tav, ovvero con la Pdl». I cinque indicano anche l’interlocutore con cui riaprire il confronto: Osvaldo Napoli. In caso contrario e di «fronte all’ipotesi di un accordicchio scellerato tra Pd valsusino e liste No Tav, i democratici presentino una propria lista autonoma, senza alleanze».

    Che cosa dice Napoli? Il vice-capogruppo Pdl, pur apprezzando il documento rimanda ogni decisione ai vertici del partito ma spiega che «prima di tutto è necessario fare chiarezza all’interno del Pd, soprattutto capire chi comanda quel partito in Valsusa». E poi non bastano «le parole» ma servono i fatti e cioè un documento degli amministratori valsusini del Pd che dica sì al Tav.
    Difficile che arrivi. Non tutti i democratici sono d’accordo. Roberto Tricarico, candidato di Marino alla segreteria regionale, spiega: «Credo sia giusto verificare se ci siano le condizioni per un’alleanza che parta dal centrosinistra. Credo sia giusto fidarsi dei nostri amministratori valsusini anche perché la Comunità Montana non si occupa solo di Tav».

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Non possono esimersi di dichiararsi in accordo

    Non possono esimersi di dichiararsi tutti in accordo.

    Devono fare la TAV in Val Susa.
    I due grandi partiti PD e PDL sono in accordo.
    La lega, è inutile dirlo, si sa che è sempre favorevole.

    Dall'altra parte vi è solamente la popolazione.
    Popolo contro partitocrazia.

    Da quando passò Annibale, nella Valle di Susa deve passare tutto.
    Passò anche Costantino che sul Musinè, ebbe la visione della Croce.

    Passeranno anche i partiti perché con i soldi e con l'esercito l'opera si farà.

    Così la TAV sarà una opera a cui parteciperà anche l'esercito.
    Così come in Afghanistan, vi sarà anche una missione di pace in Val di Susa.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Non possono esimersi di dichiararsi in accordo

    Le zecche dei no-tav e i $indaci di ferrentino, cosa dicono?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Non possono esimersi di dichiararsi in accordo

    Il P.U. (Partito Unico) dopo le liti estive ritorna di nuovo unito di fronte a cose concrete.
    Ennesima riprova che la democrazia è un'illusione.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Non possono esimersi di dichiararsi in accordo

    P.U.P. partito unico dei parassiti

  6. #6
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    Predefinito Rif: Non possono esimersi di dichiararsi in accordo

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Le zecche dei no-tav e i $indaci di ferrentino, cosa dicono?
    Prima di tutto bisogna riconoscere che la TAV è una opera grandiosa.

    Tutta la partitocrazia è consapevole che tale opera sarà fruttifera per decine di anni.
    Perché anche dopo eseguita, avrà così tanti problemi, che sarà una fonte inesauribile di impiego di denari.

    La partitocrazia per sopravvivere deve sempre delegare una parte di se stessa, che per ogni argomento faccia più o meno abilmente, più o meno finta di parteggiare per la popolazione.

    Ne abbiamo un esempio macroscopico nella lega, che pur partecipando ai rituali e corollari dell'amministrazione del denaro pubblico finge con continui proclami di essere dalla parte dei Padani.

    Si capisce che maggiore è il gruppo da controllare, maggiore deve essere il partito che si deve occupare di quella parte.
    Infatti adesso che tutti al Nord parlano di sfruttamento ecco la necessità inderogabile della lega per continuare a fornire assicurazioni, di aumentare di numero e di visibilità.
    (adesso non guardare i fatti di Novara, vedrai che metteranno tutto a posto).

    Pertanto anche nella Val di Susa vi devono essere delle branchie partitocratiche che si mescolano con la popolazione.
    Nessuno ha la capacità e la possibilità di indicare fino a dove le metastasi arrivano .
    Non si possono fare insinuazioni.

    Qui vi è la lotta tra il popolo e la partitocrazia che è preparata a gestire qualsiasi prospettiva di spesa che si affaccia.

    Inoltre non tutti i partitocratici hanno la medesima abilità.

    Però per la lega è facile il proprio lavoro perché si riduce ad un calmieramento delle popolazione.
    Operazione prettamente psicologica.

    Per la TAV diventa sempre più difficile recitare in quanto la prevaricazione partitocratica diventa evidente con il foro nella montagna.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Non possono esimersi di dichiararsi in accordo

    TAV, (abbreviazione di tavola imbandita).

  8. #8
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    Predefinito Rif: Non possono esimersi di dichiararsi in accordo

    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    TAV, (abbreviazione di tavola imbandita).
    Tang.... a volontà.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Non possono esimersi di dichiararsi in accordo

    La super intesa anti No Tav dura solo 24 ore - LASTAMPA.it

    La super intesa anti No Tav dura solo 24 ore

    Neanche 24 ore. Tanto dura, prima di naufragare, il tentativo di accordo fra Pd e Pdl in nome dell’estromissione dei No Tav dalla nuova Comunità montana. La grande alleanza, promossa dal presidente della Provincia Antonio Saitta, dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino e dai parlamentari Stefano Esposito, (Bersani), Giorgio Merlo (Franceschini) e Magda Negri (Marino), si è arenata ieri sera ad Avigliana, nel corso di un incontro à programmato da tempo. Il responsabile del Partito democratico della Valle di Susa, Pacifico Banchieri, già nel pomeriggio non aveva dubbi sull’esito dell’incontro: «Nel nostro territorio noi prendiamo le decisioni in piena autonomia. L’accordo con il Partito delle libertà, per quanto ci riguarda, è impraticabile. Il Pdl aveva messo un cappello politico per la presidenza sul nome di Franco Capra: noi, di fronte a quell’ipotesi, ci siamo ritirati».

    Banchieri sa bene come sono andate le trattative sulla presidenza dell’Ente montano: «Abbiamo cercato a lungo una strada per un accordo istituzionale allargato a tutte le forze politiche. Ora, da diversi giorni, stavamo trattando un’unione di centro sinistra con le liste civiche. L’accordo politico è ormai vicino. Restano da definire soltanto alcuni punti sul programma». E precisa: «Sia chiaro che non è un accordo con i comitati No Tav, ma un’intesa con amministratori che sono stati eletti tutti in liste chiaramente civiche».

    Giorgio Vair, vice sindaco di San Didero, il comune da sempre «più No Tav della Valle di Susa», fin dal primo pomeriggio dice senza mezzi termini che c’è già un accordo sulla questione forse più difficile in questo momento, in particolare dopo la delibera a favore dell’Alta velocità adottata del comune di Condove: «Siamo abbastanza avanti sulla discussione dei programmi e su quasi tutto c'è accordo». Anche sulla spinosa questione dell’Alta velocità? «Si - assicura Giorgio Vair - c’è accordo su una chiara posizione di contrarietà a una nuova infrastruttura ferroviaria in Valle e sul No all’Osservatorio di Mario Virano. Ma questo non vuole dire che siamo chiusi ad ogni dialogo. Siamo favorevoli a un tavolo di confronto per continuare a verificare se il Supertreno serve davvero. Non vogliamo, però, un Osservatorio che viene continuamente strumentalizzato dal Governo».

    L’intesa della rivolta - fra il Pd di Valle e le liste civiche di centro sinistra, in netto contrasto con le indicazioni giunte dal Pd provinciale - si porta dietro anche il nome dell’amministratore che sarà candidato alla presidenza della nuova Comunità Montata: Sandro Plano, già sindaco di Susa per due legislature e ora assessore nel comune di Venaus in Val Cenischia. Un politico non dell’ultima ora, in prima fila durante le tensioni del 2005, prudente fino all’ultimo: «Sono già state dette troppe parole, e a sproposito».

    Che il Pd di Valle stesse maturando una sterzata, si era capito già nell’ultimo Consiglio comunale di Bussoleno quando il sindaco Anna Allasio (democratici) rispondendo a un’interrogazione di Luigi Casel, aveva a sorpresa dichiarato che la maggioranza era «contraria a una nuova linea ferroviaria ad alta velocità».

    E ieri, prima dell’incontro di Avigliana sosteneva: «Se non si raggiunge quest’intesa faremo una nostra lista autonoma. L’accordo con il centro destra è un’ipotesi che era già stata scartata la scorsa settimana. L’altra strada possibile, ma già naufragata, era quella dell’accordo territoriale: dare vita, cioè, ad una lista unitaria». Anche Emilio Chiaberto, sindaco di Villar Focchiardo, uno degli ideatori del documento «No Tav» proposto a tutti i comuni, dice: «Mi fa sorridere il tentativo dei politici provinciali di imporci i loro accordi: si vede che sono molto lontani da ciò che pensa la Valle. Devo però ammettere che speravo in un accordo istituzionale più allargato con al centro il territorio».

    "Liste uniche Pd-Pdl per isolare i No-Tav"

  10. #10
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    Predefinito Rif: Non possono esimersi di dichiararsi in accordo

    Era una cosa fatta, tutti i partiti, di fronte a quell'opera grandiosa della TAV che comporta investimenti di denaro immensi, era logico che dovessero essere favorevoli.
    Chi si dichiara favorevole ha maggiori diritti di partecipare........

    Però questo affare dell'amianto e dell'uranio dentro alle viscere delle montagne da forare compatta il popolo.
    La gente è vero che si divide in molti ideali, però vi è un problema di fondo: primo salvare la pelle.

    Però i partiti non potevano esimersi di dichiararsi.
    I soldi sono la primaria cosa (o l'unica?) che interessa alla partitocrazia. .
    Sembrava un comportamento logico essere tutti in accordo.

    Ma il popolo Valsusino ha ripreso a rumoreggiare.
    I montanari hanno sempre avuto la testa dura.

    E adesso i partiti hanno ricevuto l'ordine di recitare la loro parte.
    La popolazione non è pronta a capire che la partitocrazia è una unica entità con un unico interesse.

    Peccato, per una volta che i partiti erano stati sinceri.
    Però adesso come faranno?

    Per fortuna che vi è l'esercito.
    Ultima modifica di jotsecondo; 27-09-09 alle 11:19

 

 
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