Da Il Nuovo
Il sindaco a stelle e strisce: "Dono lo stipendio a Bush"
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Il primo cittadino di San Felice al Circeo scrive al presidente Usa, allegando un assegno di 2.409 euro. "L'elargizione continuerà fino alla sconfitta definitiva di Saddam".
ROMA - "Una trovata diabolica", ci confida, tutto orgoglioso, il suo uomo. Il diretto interessato invece ci scherza su: "Un mio amico mi fa: ma sei tutto matto? Ma se non lo fossi non potrei fare il sindaco a San Felice al Circeo". A Giuseppe Schiboni il telefono squilla di continuo: è la sua giornata e se la vuole gustare fino in fondo. Prima le agenzie di stampa, poi i telegiornali e infine i quotidiani nazionali: tutti lo cercano e a tutti ripete: "Non è una mossa pubblicitaria, io ci credo sul serio". Schiboni, forzista della prima ora, medico di professione e figlio di un appuntato dei carabinieri, è il primo sindaco a stelle e strisce che fa outing. Sta con Bush senza se e senza ma. E per la causa americana è disposto a mettere mano persino al portafogli. Una donazione mensile a favore degli americani fino a quando Saddam non verrà deposto.
Il primo cittadino del centro pontino ha preso carta e penna ed ha inviato una lettera direttamente al presidente americano nella quale motiva la sua iniziativa a sostegno dell'azione statunitense per una rapida deposizione del dittatore iracheno. Alla lettera è allegato un assegno di 2.409 euro e la promessa che l'elargizione continuerà fino alla sconfitta definitiva del raìs di Baghad. Insomma, colpisci e stupisci.
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La lettera è già partita con un corriere - ci spiegano dal suo staff - e in tre giorni dovrebbe arrivare a destinazione. "Ci è costato, come spese di spedizione, ben 23 euro". Ma signor Sindaco, pensa che Bush gradirà? "E che ne so, l'importante è il gesto. Me lo sentivo e l'ho fatto". Motivo? "Ero stufo di tutto questo strisciante anti-americanismo che c'è in giro. In fondo Saddam è un dittatore sanguinario, come Milosevic o come Hitler. E' la risposta piccola a favore di un intervento, che seppur bellico, è finalizzato alla liberazione del popolo iracheno e allo sviluppo di una pace stabile. Non ritengo di dover rimanere inerte nei riguardi di un dittatore che ha versato tanto sangue del suo popolo e continuerà se non lo si ferma. Non sono un guerrafondaio il mio auspicio è che la guerra abbia una rapida soluzione". Ma perché invece di dare i soldi a Bush che ne ha già abbastanza non li dona a qualche ospedale iracheno, ai malati di Aids in Africa o solamente alla ricerca italiana. "Non è detto che non lo farò. E poi i soldi sono miei e ci faccio ciò che voglio". L'idea come l'è venuta? "Guardando il Costanzo show e poi l'invocazione di Ferrara sul Foglio mi ha fatto scattare in testa qualcosa". E della pace che pensa, la bandiera arcobaleno per esempio, l'ha appesa in Comune? "L'opposizione me l'ha chiesto, ma ho risposto di no".
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E' incredibile, ma c'è chi da i propri soldi a Bush per la "causa americana"....mi fanno schifo questi leccaculo!
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