Clamoroso, forse inedito, intervento diretto del governo sulla Rai dopo la prima puntata di Annozero e le notizie sugli alti livelli di ascolto. In un comunicato ufficiale il ministro Scajola attacca: "E' ora di finirla. Quella di ieri è l'ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull'infamia, sulle porcherie". Parole alle quali il ministro dello Sviluppo Economico aggiunge l'annuncio: "Convocherò i vertici della Rai per verificare se trasmissioni come Annozero rispettino l'impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio, a garantire un'informazione completa e imparziale".
L'intervento del ministro ha suscitato l'ira di Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd, che non tarda a giudicare le parole di Scajola "una censura governativa sulla Rai, tentativo senza precedenti e fuori dalla legge. L'editore della Rai è il Parlamento e il compito di vigilare sul pluralismo è affidato alle Camere, non al governo".
Il comunicato del ministro Scajola sui vertici aziendali giunge al termine di una giornata segnata dalle polemiche ma soprattutto dalla notizia degli ascolti per la trasmissione di Santoro, che, dopo le polemiche della vigilia, ha sfiorato il 23% di share, seconda solo di poco ad una storica fiction. Soddisfatto Michele Santoro che riferisce anche dell'imminente soluzione della questione del contratto di Marco Travaglio, ieri intervenuto in qualità di "ospite". Intanto, in attesa delle nomine rimaste in sospeso, è intervenuto il presidente Rai, Paolo Garimberti: "Non ci sono urgenze per RaiTre e Tg3" ha detto, auspicando una soluzione concordata. Garimberti ha poi criticato "l'eccessivo allarmismo" su alcuni programmi della terza rete Rai: "Nessun disegno per cancellare le trasmissioni di RaiTre altrimenti sarei pronto a lasciare".
Gli ascolti della serata. Don Matteo su RaiUno è stato seguito nella prima parte da 6 milioni 603 mila spettatori (23,56% di share) e nella seconda da 5 milioni 734 spettatori (24,02 per cento di share). Ottimo l'esordio per la trasmissione di Michele Santoro: la prima puntata della nuova stagione - dedicata alla libertà d'informazione - segna il 22,88 per cento di share, pari a 5 milioni 502 mila spettatori. Sempre in prima serata, su Canale 5, Ale&Franz Show è stato seguito da 3 milioni 268 milioni di ascoltatori, pari al 13,24 per cento di share. Infine Porta a porta è stato il programma più visto in seconda serata con 1 milione 752 mila spettatori e uno share del 24.06 %.
Santoro: "Siamo davvero contenti". "Abbiamo lavorato in condizioni di assoluta emergenza e siamo andati in onda a regola d'arte da un altro studio con una squadra nuova. Oggi siamo davvero contenti" è il commento di Michele Santoro. "Questo risultato premia un prodotto interamente Rai e non è soltanto frutto delle polemiche". Questo non vuol dire che il pubblico ha espresso una sfiducia nei confronti del governo, prosegue il conduttore, "ma sicuramente vuol dire che il pubblico chiede una informazione più libera da qualunque tipo di condizionamento politico e soprattutto chiede di avere più informazione. Adesso mi auguro che prevalgano gli interessi della Rai e il senso di responsabilità". Parlando poi della presenza di Marco Travaglio, Santoro conclude dichiarando che "il direttore generale mi ha garantito la soluzione della questione entro lunedì. Se ciò avverrà il clima sarà di sicuro più sereno e potremo lavorare alla prossima puntata senza le tensioni che si sono manifestate su quella di ieri".
Garimberti: "Programma in stile Santoro". "L'attesa era grande. Il buon risultato di ascolti è frutto anche di questo" è il commento del presidente della Rai, Paolo Garimberti. "E' stata una trasmissione alla Santoro, nel suo stile classico", ha detto Garimberti a margine del Prix Italia a Torino. "E comunque - ha aggiunto - non esprimo giudizi, non sono un critico televisivo". Quanto all'intervento di Marco Travaglio, per il presidente della Rai è stato "un Travaglio doc, sempre il solito: è il suo stile, il suo modo di fare giornalismo. Si può amare o no, ma è opportuno che ci siano vari generi e che ognuno possa scegliere cosa guardare". Alla domanda se il direttore generale della Rai, Mauro Masi, condivida tale valutazione, Garimberti ha risposto: "Non dipingetelo diverso da com'è, non è che non capisca che ci devono essere vari generi. Quello che ha sempre caratterizzato la Rai è la presenza di più voci: c'è il Tg1, il Tg2, il Tg3 e alla fine il pubblico può scegliere. C'è il telecomando - ha concluso - che è uno strumento di democrazia".
"Nessun disegno per cancellare RaiTre". Il presidente Rai ha poi approfondito la questione RaiTre: "Non bisogna pensare che ci sia un disegno per cancellare le trasmissioni di RaiTre. Ma se ci fosse un simile disegno, e sono certo che non c'è, dovrei cancellare anche me stesso per una questione di dignità" ha detto Garimberti. "I giornali a volte creano allarmismi, anche quando non ci sono. Capisco che ognuno fa il suo mestiere ma, a volte, c'è un eccesso di allarmismo su RaiTre e i suoi programmi. Ho letto che era a rischio la partenza del programma di Fazio e il giorno dopo il contratto è stato firmato. Lo stesso è successo per il programma della Dandini. Si dimentica che c'è una burocrazia da rispettare, che c'è una procedura complessa". E il presidente della Rai ha osservato ancora: "Farei volentieri una tiratina d'orecchie ai miei colleghi: quanti titoli ho letto sul via libera al contratto di Fazio? Nessuno. Non ci casco a questo tipo di polemiche dopo 46 anni di mestiere".
"Nessuna emergenza nomine Rai3 e Tg3". Sempre parlando della terza rete Rai, Garimberti ha poi assicurato che "non c'è un'emergenza per quanto riguarda le nomine di RaiTre e Tg3", auspicando comunque una soluzione concordata. "Finora abbiamo varato le nomine solo dove c'erano delle urgenze, come nel caso del Tg1 dopo l'uscita di Riotta o del Tg2 con il passaggio di Mazza a RaiUno. Ma in questo caso - ha sottolineato il presidente - urgenze non ce ne sono". La questione nomine, ha sottolineato Garimberti, "spesso si confonde con l'esigenza di riflettere con calma se chi c'è va bene o meno. Si spera di trovare soluzioni concordate in un senso o nell'altro". Al prossimo cda, comunque, "certamente ci sono nomine. Abbiamo bisogno di farne, abbiamo tantissimi interim", ha concluso Garimberti.
Annozero, il governo interviene sulla Rai Scajola : "Un'aggressione, convoco i vertici" - Politica - Repubblica.it
Siamo al delirio Scajola quello che diede del
rompicoglioni a marco Biagi oppure quello
che fece istituire il volo Alitalia Roma-Albenga detto anche VOLO-SCAJOLA ..a spese del contribuente.




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