…continuare a ragionare: si può.

Invece di parlare delle tre o quattro mozioni uliviste, della guerra breve o lunga, di come si faccia eventualmente a essere blairisti, i delegati della conferenza programmatica dei Ds dovrebbero discutere l’articolo pubblicato ieri su Repubblica di Adriano Sofri. Un caso di audacia e di comprensione politica unico, a sinistra.
Sofri è contro questa guerra decisa dagli americani e inglesi, lo è politicamente e moralmente. Ma aveva sempre avvertito: sono contro la guerra ma non la penso come Gino Strada sull’equiparazione di Bush e Saddam o peggio; sono contro la guerra ma l’altro obbiettivo delle manifestazioni pacifiste deve essere la cacciata di Saddam. Ora, visto che non lo hanno ascoltato o lo hanno fatto distrattamente, Sofri dice di più, a guerra inoltrata. Dice che l’efficacia pratica delle manifestazioni non è stata di ritardare la guerra; anzi, l’hanno accelerata. L’efficacia è semmai di aver posto il problema dell’arginamento delle peggiori conseguenze della guerra, dalle vittime civili a tutto l’arco di umiliazioni e distruzioni materiali e morali che una guerra a un paese arabo-islamico comporta. ( Noi pensiamo- scrive Giuliano Ferrara su Il Foglio di venerdì 4 aprile 2003- che questo problema fosse già chiaro nel progetto di esportazione della democrazia in medioriente elaborato dall’Amministrazione Bush e nell’uso di tecnologie militari avanzate, ma fa niente).

La cosa davvero importante scritta da Sofri è questa: non voglio il crollo dell’impero americano senza che ci sia un ordine alternativo alla “ubiqua bellicosità contemporanea”, perché “un ordine (un disordine) della terra è andato al diavolo, e un altro deve risultarne”.Occidente è una parola minuscola (dice questo prigioniero la cui voce dovrebbe avere un’accoglienza generosa a sinistra, se la sinistra sapesse essere generosa con se stessa, osserva Ferrara) ma io mi sento corresponsabile, associato a un regime dove si è liberi. Dunque il mio compito non è “fermare la guerra”, far vincere il tiranno, rilanciare l’islam politico, mettere in pericolo Israele; il mio compito è trovare una risposta fondata alla questione, cui questa guerra dà una risposta che considero sbagliata, e oggi questo vuol dire “trovare una corresponsabilità fra americani e Europa” e trovarla “nella conduzione della guerra e del dopoguerra”. Affrontare e discutere senza distrazioni o elusioni un’argomentazione tanto scandalosa e lucida sarebbe un’ancora di salvezza per la sinistra, e non solo per la sinistra. Un suggerimento per gli insegnanti progressisti, cioè per gli insegnanti: Repubblica è il vostro giornale, non è quella mostruosità bellicista che è il Foglio, e Sofri lo rispettate giustamente per mille motivi, dunque fotocopiate il suo articolo e discutetelo in classe come si fa con le testimonianze libere.


Osservo: essere “contro” non implica una “iniziativa” ma solo rimanere statici e inerti contro decisioni prese da altri. Essere contro la guerra politicamente è sbagliato, perché si regala al “guerrafondaio” la vittoria e il potere. Ed è moralmente riprovevole perché lascia libera la strada al violento e prevaricatore delle libertà altrui.
Essere contro la guerra e agire di conseguenza significava seguire l’America nella sua iniziativa ammonitrice, nel mostrare la potenza di chi non vuole la guerra, schierare al fianco dell’America oltre che ai soldati inglesi quelli europei, russi, asiatici e australiani. Voleva dire “agire”.
E l’ordine invocato da Sofri sarebbe stato più vicino, raggiungibile politicamente e diplomaticamente senza guerra.
Inoltre, giudicare sbagliata la guerra come risposta alla questione irachena e islamica in generale senza presentarne una che non sia il “conosciuto ed inutile pacifismo” non aiuta a capire perché Sofri giudichi la "risposta guerra" sbagliata, visto poi che invita a discuterne senza distrazioni o elusioni.
Agire come ha fatto l’America di Bush, tanto decisa a fare la guerra che ha fatto di tutto per non essere costretta a farla, e non sarebbe neppure servita senza la “ritirata” europea.
Saddam se ne sarebbe andato, Cofferati e Bertinotti andavano a nascondersi e il Papa avrebbe avuto un'altra occasione per ringraziare il Padre eterno.

saluti