scusate, ma visto la reclusione domestica da influenza vorrei sottoporvi un articoletto:
dal foglio, oggi 16 aprile
andrea's version:
Le battaglie campali sono finite, partono i carabinieri, si astiene l’opposizione, insomma, la cosa va. Ma avete letto, sul Corriere, quella storia dell’insulto come mezzo di guerra psicologica, come arma segreta? “Mentre le colonne americane entravano a Baghdad – ha raccontato ieri il Corriere – dagli altoparlanti da 400 watt montati sui gipponi Humvees di tanto in tanto veniva diffuso questo messaggio, in arabo: ‘Gli iracheni sono impotenti’. Raccontano al comando Usa che, accecati da tale offesa alla propria mascolinità (provocazione gravissima per la mentalità araba) (non solo araba, ndr), molti combattenti sono usciti allo scoperto andando scompostamente all’attacco e finendo così sotto il fuoco dei mezzi corazzati americani”. Fattarello, se non vero, ben trovato. Se poi fosse vero, beh, allora sarebbe la prova inconfutabile che dall’11 settembre niente sarà più davvero come prima, che certezze fino a ieri granitiche crollano anch’esse come castelli di carte. Come dice a Napoli il proverbio? ’U cazzo nun vo’ penziere? Bbuono, molto ’bbuono, e mmo dicitencillo vuie a chill ’e Baghdad.
insomma, la notizia mi aveva fatto sbellicare dalle risate già ieri quando l' letta sul corriere ed ho pensato: ma pensano proprio che ci beviamo tutto?
e mi sono venuti in mente quei film di guerra degli anni 60 nei quali gli americani erano furbi ed i tedeschi stupidi e ci cadevano sempre!
passa il tempo, passano le guerre (purtroppo ce ne sono sempre), ma la supponenza della propaganda non passa mai!
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