Ho appena letto su Il Nuovo come dei ragazzi della scuola alberghiera di Abano Terme, in provincia di Padova, siano stati portati in gita in Romagna. Tra le varie mete, la tomba del Duce a Predappio. Una volta rientrati sono stati e sono tuttora oggetto di critiche e di scherni notevoli. Da parte di chi? Ma dei professori, mica dei compagni di altre classi. Questi professori hanno definito la visita indecente, i ragazzi immaturi e addirittura, tanto perché hanno molto da lavorare, si sono preoccupati di scrivere un libello in rima contro questa visita alla tomba di Mussolini nel quale si fa presente che sarebbe stato più opportuno portare i ragazzi alle tombe di Matteotti o di Gramsci. Personalmente credo che non ci sia nulla di più educativo di una visita a questa tomba, se non altro e principalmente per far vedere ai ragazzi che quel corpo massacrato e appeso in Piazzale Loreto ha almeno ricevuto la degna sepoltura come si conviene per ogni defunto. Questi professori che hanno scritto il libello li licenzierei in tronco perché non sono degni di stare sull’alto delle loro cattedre solo per scaldare le poltroncine di cui sono dotati. Chi discrimina i vivi è più che logico che perseveri nel discriminare i morti. Ma che queste persone si permettano anche di insegnare un qualunque cosa ai ragazzi delle scuole mi sembra il massimo della sconsideratezza da parte di chi paga loro lo stipendio e continua a pagarglielo.


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Nobis ardua 
