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  1. #1
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    Predefinito La preghiera nello gnosticismo

    La preghiera nelle religioni pagane politeistiche e anche nel cattolicesimo in genere è un pensiero più o meno codificato e/o ritualizzato con cui il devoto si rivolge ad una divinità dal carattere marcatamente antropomorfo per assicurarsene il favore.

    I cattolici hanno ereditato il proprio modo di intendere la preghiera dall’Ebraismo ortodosso, che, proprio come gli antichi culti pagani contemporanei, credeva in un Dio fortemente volitivo che premia e castiga e che bisogna in qualche modo ingraziarsi con la preghiera e con un modo di agire conforme alla sua volontà.

    Il problema nasce quando si confronta il Dio di cui parla Gesù, un Dio di Assoluta Bontà, che alberga nel cuore di ogni essere umano, che non deve essere temuto come un padrone malvagio che abita nei cieli perché è una parte costitutiva della nostra natura, con il Dio dell’Ebraismo ortodosso, un Dio che uccide e che, spinto dall’ira, è capace di distruggere intere città come Sodoma e Gomorra.

    E’ evidente che il Dio di cui parla Gesù è un Dio diverso da quello di cui parlano certi libri dell’Antico Testamento. Notate il linguaggio che Gesù utilizza per parlare di Dio e del suo Regno:

    Ciò detto , il Beato li salutò tutti e disse: “La pace sia con voi! Abbiate la mia pace! State all’erta che nessuno vi inganni con le parole: “Vedete qui” o “Vedete là”. Il figlio dell’uomo è infatti dentro di voi. Seguitelo! Chi lo cerca lo trova. (Vangelo di Maria, 8, 10)

    Il Dio di cui parla Gesù è Adonai, cioè Aton, il Dio solare della Vita di cui parlavano il Faraone Akhenaton, Mosè e - ancora parecchi secoli dopo - i profeti, non Yahweh.

    La dialettica tra la concezione di un Dio immanente alla natura dell’essere umano e del cosmo (Adonai) e una concezione di Dio di tipo più tradizionale è sopravvissuta per secoli all’interno del mondo ebraico, pur mutando in misura notevole i propri tratti caratteristici: l’Adonai di cui parlano i profeti e Gesù ha sviluppato soprattutto gli aspetti esoterici dell’antico culto solare di Aton-Adonai.

    Marcione, Simon Mago e gli altri Maestri Gnostici intuirono a ragione che il Dio di cui parlava Gesù non era lo stesso Dio di cui parlavano la teologia ufficiale ebraica e la teologia politica dei cattolici:

    Simone (Mago): “Ti dimostrerò con le parole del tuo Maestro che persino lui ha parlato di un Dio sconosciuto a tutti. Se infatti anche Adamo ha conosciuto il Dio che l’ha creato, l’ha conosciuto Enoch che da lui ha ricevuto l’ordine di costruire l’arca; se Abramo e Isacco e Giacobbe e Mosè nonché tutti i patriarchi e tutto il popolo e tutte le nazioni pagane hanno avuto conoscenza del creatore del mondo e lo riconoscono Dio, il vostro Gesù, invece, che è apparso in tempi molto posteriori ai padri dice: “Nessuno conosce il Figlio all’infuori del Padre, né il Padre all’infuori del Figlio e coloro ai quali il figlio ha voluto rivelarlo”. Ebbene, non sta ad indicare, questo, che anche il vostro Gesù ha ammesso che esiste un altro Dio per tutti incomprensibile e sconosciuto? (Clemente, Recognitione, II, 47)

    Queste due concezioni di Dio e dell’uomo comportano un diverso atteggiamento nei confronti della preghiera. Per Gesù è solo la conoscenza interiore – non la preghiera – che può mettere in contatto l’uomo con l’Assoluto, cioè con Dio:

    Gli dissero: “Vieni, oggi preghiamo, e digiuniamo!”. Gesù disse: “che peccato ho dunque commesso, o in che cosa sono stato vinto? Ma quando lo sposo uscirà dalla stanza nuziale, allora digiuneranno e pregheranno” (Vangelo di Tomaso, loghion n. 104).

    Da questo loghion risulta evidente che allo gnostico “incombono i doveri della preghiera e del digiuno” “solo se esce dalla sfera spirituale, cioè dalla stanza nuziale” (Luigi Moraldi). In sostanza, solo quando l’uomo non riesce ad entrare in comunione con Dio seguendo la via della conoscenza interiore, gli unici strumenti che restano a sua disposizione sono la preghiera e il digiuno.

    In conclusione, la teologia gnostica ritiene che la preghiera ha una certo grado di positività perché crea una tensione a livello individuale e collettivo verso Dio, ma per il suo carattere di pensiero codificato, frutto spesso di una elaborazione collettiva o sociale, mantiene una forte carica alienante che impedisce all’essere umano di trasformarla in uno strumento di liberazione interiore e di comunicazione con l’Assoluto.
    2010:

  2. #2
    suum cuique
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    Predefinito Il Pater Noster dei Catari

    Lo nostre Paire qu'es als cels,
    lo teo nom sia sanctifica,
    lo teo regne vegne.
    La toa volonta sia faita, enaima es faita
    en cel sia faita en terra.
    Dona-nos lo nostre pan quotidian enchoi.
    Pardonna a nos li nostre debit o pecca,
    coma nos perdonnam a li nostre debitors o offendadors
    non nos amenar en tantacion
    mas desliora nos dal Mal!
    Amen.


  3. #3
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    Predefinito

    Ti ringrazio per aver fornito questa testimonianza in lingua originale.
    2010:

  4. #4
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    Predefinito Una domanda

    la settimana scorsa ho avuto una discussione con un Cattolico di stretta osservanza, a cui parlavo del dualismo gnostico e del primato di Cristo. Mi ha chiesto, come sia possibile sostenere che Cristo negasse l' Adonai dell' Antico Testamento, dato che asseriva di "non voler contraddire l' insegnamento dei Profeti".

    Non ho avuto una risposta e la domanda mi ha fatto riflettere.

    Sapreste rispondere voi?

    Grazie e saluti

  5. #5
    Ludovico van
    Ospite

    Predefinito Re: La preghiera nello gnosticismo

    Originally posted by Ichthys
    Il problema nasce quando si confronta il Dio di cui parla Gesù, un Dio di Assoluta Bontà, che alberga nel cuore di ogni essere umano, che non deve essere temuto come un padrone malvagio che abita nei cieli perché è una parte costitutiva della nostra natura, con il Dio dell’Ebraismo ortodosso, un Dio che uccide e che, spinto dall’ira, è capace di distruggere intere città come Sodoma e Gomorra.

    Nostro Signore Gesù è venuto a liberarci dal male testimoniando che dopo la morte saremo giudicati per una eterna felicità o un'eterna dannazione. Egli muore per tutti dandoci la possibilità di salvarci (in ciò risiede la Sua bontà assoluta), ma non nega l'Inferno. La Sua parola ci mette costantemente in guardia.
    Nei vangeli la dannazione, il fuoco della Geenna, sono continuamente richiamati, come negarlo?

    Saluti

  6. #6
    email non funzionante
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    Predefinito

    per me rimane un inquietante mistero, come un Dio infinitamente buono e giusto, come quello di cui Nostro Signore gesu' Cristo e' la prima Emenazione, possa permettere un castigo eterno (Inferno) come pena per un atto temporaneo di disobbedienza alle Leggi Cosmiche (p. es. mancare alla Messa la domenica, avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, pronunciare anche una singola bestemmia...).
    Questi temi mi hanno allontanato dalla religione Cattolica, pèero' sono stati dovutamente considerati dal Papa, nella sua recente dichiarazione (colpevolmente trascurata dai mass media) in cui spiega che l' Inferno e' solamente dato a chi si stacca permanentemente e volutamente dall' Ordine Divino, ma non a chi sporadicamente (lo spirito e' forte, ma la carne e' debole) commette dei "peccati mortali".
    Andiamo indietro ai Rosa-Croce: secondo loro, solamente chi avra' costruito un tempio interiore in vita sara' degno di godere della vita eterna. Tutti gli altri moriranno come animali. Ne discende che la Vita Eterna e' patrimonio solamente di chi si sara' dedicato alla meditazione sul Nostro Dio o al sollievo dell' indigenza dei suoi Fratelli in Cristo (anche di quelli che Cristo non lo hanno mai conosciuto, per questioni di geografia) .
    Io me la sento di concordare con questo, ma rifuggo dall' ipotesi, che chi commetta un solo peccato mortale sia condannato alla sofferenza eterna. Invece comprendo bene chi equipara la sofferenza eterna con la perdita della conoscenza dopo la morte, senza un contrappeso nell' ingresso nella Comunita' dei Santi.
    In fondo, quello che il nbostro subcosciente teme, e' l' annullamento della persona nell' Aldila', la peggior pena che ci possa venir inflitta. siamo disposti a rinunciare dopo la morte all' auto, alla casa, al titolo, ma mai ad una differenziazione rispettoad altre Entita' spirituali. "Dopo la morte, il Nulla", questo e' il vero inferno.

    Saluti

  7. #7
    Ludovico van
    Ospite

    Predefinito

    [QUOTE]Originally posted by Mitteleuropeo
    Io me la sento di concordare con questo, ma rifuggo dall' ipotesi, che chi commetta un solo peccato mortale sia condannato alla sofferenza eterna.

    Ma in base a cosa si rifugge da questa ipotesi (che poi, per i fedeli, non è un'ipotesi, ma quello che ci insegna Nostro Signore, ossia la Verità)? E' la nostra paura che ci induce a non credere nell'esistenza dell'Inferno? E' l'ennesimo inganno del Male che ci allontana dalla parola di Gesù e dalla Chiesa?
    In poche parole esiste una sola via d'uscita, non pensata dall'uomo, che possa negare le conseguenze di un peccato mortale di cui non ci si sia pentiti?


    In fondo, quello che il nbostro subcosciente teme, e' l' annullamento della persona nell' Aldila', la peggior pena che ci possa venir inflitta. siamo disposti a rinunciare dopo la morte all' auto, alla casa, al titolo, ma mai ad una differenziazione rispettoad altre Entita' spirituali. "Dopo la morte, il Nulla", questo e' il vero inferno.


    Scusami, ma non credo proprio di poter condividere. Se la peggior pena che ci possa venir inflitta fosse il Nulla tutto sommato non sarebbe una gran condanna, anzi, il "buio", il non-essere non può far soffrire chi lo "merita" e la paura di andarci incontro non sconvolge niente. Mi spingerei a dire che quello di barattare l'Inferno con il Nulla è forse un vero desiderio dell'animo che ha anche appena percepito l'orrore di una dannazione eterna e che tentato dai piaceri del mondo inventa questa "pena a metà" che a confronto della prima è un silenzio non certo comune, ma del quale ci si può accontentare.

    Saluti

  8. #8
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    Predefinito

    Originally posted by Ludovico van
    (...)
    A proposito di Gnosticismo intervengo anch'io, caro amico, al fine di precisare che, nonostante le apparenze, non ho dimenticato il tuo pvt...

    Gli eventi bellici mi avevano un pochino troppo distolto dalla corrispondenza e dagli stessi forum, ma adesso si torna alla normalità e... la risposta sta per arrivare...

  9. #9
    suum cuique
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    Predefinito Re: Una domanda

    Originally posted by Mitteleuropeo
    la settimana scorsa ho avuto una discussione con un Cattolico di stretta osservanza, a cui parlavo del dualismo gnostico e del primato di Cristo. Mi ha chiesto, come sia possibile sostenere che Cristo negasse l' Adonai dell' Antico Testamento, dato che asseriva di "non voler contraddire l' insegnamento dei Profeti".

    Non ho avuto una risposta e la domanda mi ha fatto riflettere.

    Sapreste rispondere voi?

    Grazie e saluti
    Una possibile risposta è che il messaggio di Cristo abbia realmente avuto poco a che fare con quelli che si sono poi configurati come i dogmi della Chiesa Cattolica.
    Non so se l' hai mai fatto ma cercati qualche vangelo apocrifo.
    Se l' argomento ti interessa potresti scoprire cose interessanti.
    Ti consiglio di iniziare da qui:
    http://www.consapevolezza.it/aetos/v...lo_tommaso.asp

  10. #10
    suum cuique
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    Predefinito

    Gesù disse: «Se coloro che vi guidano vi diranno, 'Sì, il Regno è nei cieli', allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, 'È nei mari', allora i pesci saranno in vantaggio su di voi. Il Regno è invece dentro voi e fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, allora sarete consci, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora dimorerete nella povertà, e sarete la povertà stessa».

 

 
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