Primi danni di guerra al patrimonio artistico, archeologico ed architettonico del paese Iraq: un vero e proprio museo a cielo aperto con oltre 15mila siti archeologici.
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Primi danni di guerra al patrimonio artistico, archeologico ed architettonico del paese Iraq: un vero e proprio museo a cielo aperto con oltre 15mila siti archeologici.
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Baghdad, 20 marzo 2003
Bombardati i favolosi palazzi di Saddam Hussein- Si teme per il mitico tappeto di Cosroe.
Baghdad è di nuovo sotto un pesante bombardamento, cominciato intorno alle 19. Le televisioni di tutto il mondo hanno subito trasmesso le immagini di esplosioni e incendi nei pressi di alcuni palazzi del governo iracheno. Le sirene di allarme erano suonate alle 18 e 50 e poco dopo era entrata in azione la contraerea irachena.
Almeno uno dei palazzi del presidente iracheno Saddam Hussein è stato colpito nel bombardamento di questa sera a Baghdad. Secondo quanto riferiscono i giornalisti presenti nella capitale irachena, dopo l'intenso lancio di missili Cruise statunitensi alte colonne di fumo sono state viste levarsi dalle vicinanze del ministero degli Esteri e del ministero della Pianificazione.
Sotto attacco è stata l'intero distretto governativo situato sulla riva occidentale del fiume Tigri e molti edifici nella parte sud-orientale della capitale sono in fiamme. Nella zona a est di Baghdad, ci sono state diverse esplosioni vicino alla base militare di al Rashid.
I palazzi presidenziali sono imponenti e sontuose strutture con grandi saloni per le folle rifiniti in marmi e materiali di pregio, arredati da stoffe, tappeti, tessuti e broccati di inestimabile valore. Nella sterminata collezione di tesori del Raiss si vocifera anche la presenza del mitico tappeto di Cosroe, un tappeto millenario che si trovava nel palazzo della città di Ctesifonte: capitale dell'antica Persia sasanide.
Il re Cosroe che detenne il potere dal 531 al 579 d.C possedeva uno splendido e prezioso tappeto, tessuto con fili d'oro e d'argento e decorato con pietre preziose, il più grande mai tessuto a quanto riferiscono fonti storiche e letterarie. Riproduceva boschi, ruscelli e prati popolati da animali di ogni specie ravvivati da variopinti fiori e ricopriva l'intera area della sala del trono. Fu tessuto per consolare il sovrano amante della caccia e della vita all'aria aperta nelle tristi giornate d'inverno. Ammirandolo il re placava il suo animo che nella stagione fredda diventava crudele e ritornava tollerante verso i suoi sudditi.
Con l'invasione araba del 634 d.C pare che questo tappeto senza pari venne smembrato e le sue pietre preziose disperse. Oggi indiscrezioni e testimonianze ufficiose lo individuerebbero invece protetto in una gigantesca sala di un palazzo presso Baghdad di proprietà di Saddam Hussein.
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un palazzo di Saddam distrutto dalle fiamme
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colonne di fumo si levano da un palazzo di Saddam in fiamme.
20 marzo - ore 21:00 - Pesanti bombardamenti sull'antica città di Mosul.
L'antica città di Mosul la città delle "due primavere" si trova da qualche ora sotto un pesante attacco aereo e missillistico angloamericano. Danneggiate alcune delle antichissime mura babilonesi che si affacciano sul Tigri. Si teme anche per le chiese cristiane caldee ed armene e per le moschee dedicate ai vari profeti.
resti archeologici nell'area di Mosul
Lunedì 24 marzo
Coinvolte per la prima volta dai bombardamenti angloamericani anche le città di Kerbala e dell'antica Babilonia. Sembra che alcune bombe a frammentazione abbiano scheggiato le preziose ed antichissime mura delle città.
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Le truppe anglo-americane potrebbero entrare a Bassora: la città conosciuta anche come la "Venezia del Medioriente". La strategia degli alleati nei confronti della città irachena sta cambiando e forse sarà necessario un bombardamento a tappeto per entrare in città e sconfiggere i miliziani che resistono all'interno. "Ci sono gruppi di fedayn all'interno della città - ha detto il portavoce delle forze britanniche nel Golfo Al Lockwood - che stanno terrorizzando la popolazione. Sono pochi come numero, ma forse avremo bisogno di entrare ed affrontarli". Un corrispondente di Al Jazeera ha riferito che ieri sera bombe a frammentazione sono state lanciate dagli angloamericani su un quartiere residenziale di Bassora. Oltre alla catastrofe umanitaria si teme anche la distruzione discriminata di una delle più meravigliose ed artistiche città del Medioriente.
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IRAQ: BOMBE E FURTI, A RISCHIO PATRIMONIO ARTISTICO
(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Enorme il rischio in queste ore per le antichita' mesopotamiche custodite nei siti archeologici e nei musei dell'Iraq. L'allarme e' stato lanciato dall'archeologo Antonio Invernizzi, intervenuto oggi a Roma al convegno 'Beni culturali nelle zone di guerra'. Di ritorno da Baghdad (dove ha visionato lo stato di conservazione di preziosi bassorilievi ritrovati vicino a Mosul, il cui restauro, a cura dell'Istituto centrale per il restauro, doveva partire ad aprile) Invernizzi ha proseguito dicendo che il grande pericolo, oltre ai bombardamenti, puo' venire dai furti e saccheggi, come e' gia' accaduto per l'ultimo conflitto. Culla della civilta' mediterranea, l'Iraq conta circa 15mila siti archeologici: i piu' esposti alla guerra sono le antiche capitali Seleucia e Ctesifonte, a una trentina di chilometri da Baghdad, e Ziqurrat di Aqarquf. (ANSA). XCG/GCM
26/03/2003 123


IRAQ: DA TORRE DI BABELE A MUSEO BAGDAD,I SITI A RISCHIO/ANSA
(ANSA) - ROMA, 26 MAR - (di Nicoletta Castagni) - Il Museo Nazionale di Bagdad pericolosamente vicino ai palazzi del potere di Saddam, la 'ziqqurrat' di Aqarquf (scambiata dall'antichita' per la Torre di Babele) circondata da un grande campo militare, i siti archeologici di Ninive a pochi chilometri da Mosul: il patrimonio storico artistico iracheno e' a rischio bombe. L'allarme lo ha lanciato oggi a Roma l'archeologo Antonio Invernizzi, che a Bagdad dirige la Scuola Archeologica italiana, intervenendo al convegno 'I Beni culturali nelle zone di guerra' organizzato da Archivio Disarmo. Culla della civilta', l'odierno Iraq e' infatti l'antica Mesopotamia e nel suo territorio tra il Tigri e l'Eufrate gli archeologi hanno contato circa 15.000 siti di grandissimo interesse, di cui un terzo ancora completamente da esplorare. La maggior parte di essi, ha detto Invernizzi, e' prossima al teatro degli scontri e in alcuni casi proprio nel mezzo. ''Bagdad - ha ricordato l'archeologo - si trova al centro dell'Iraq, un'area che fu cruciale anche per gli insediamenti nell'antichita' e alcune localita', solo parzialmente sottoposte a scavo, si trovano, dopo la grande espansione degli anni '70, inglobate nell'abitato''. Il tempio neobabilonese di Tell Harmall, elenca Invernizzi, sorge in un quartiere affollato di costruzioni e particolarmente critica e' la collocazione della ziqqurat cassita di Aqarquf, costruita all'inizio del II millennio a.C.. Il monumento in mattoni crudi, scambiato dai viaggiatore del '500 per la leggendaria Torre di Babele, e' stato ormai raggiunto dalla periferia di Bagdad ed ora e' letteralmente circondato da uno dei campi militari piu' rilevanti dell'Iraq. Inoltre, i resti di questa gigantesca costruzione, che svettano ancora fino a 45 metri d'altezza, sono molto vicini all'aeroporto civile internazionale della capitale e a un gruppo di altissime antenne radio, probabili obiettivi dei bombardamenti alleati. Come lo e' il Museo Nazionale di Bagdad, prossimo ai 'palazzi del potere', alla sede di una radio importante e alla stazione ferroviaria. Anche se il museo e' chiuso da tempo e probabilmente le sue preziose collezioni portate vie per essere custodite in depositi disseminati sul territorio nazionale, 'i combattimenti per il controllo di Bagdad - ha detto Invernizzi - se ci saranno, saranno accaniti e rappresenteranno un notevole pericolo per l'integrita' fisica di quella sede e dei suoi magazzini''. Altro elemento di rischio, ha proseguito l'archeologo, sono i furti che gia' all'epoca della guerra del Golfo hanno decimato quel patrimonio storico artistico unico al mondo. Musei e siti sono stati presi d'assalto da ladri improvvisati e dai numerosi custodi con uno stipendio da fame, che trafugando reperti di ogni tipo hanno alimentato il commercio illegale di antichita'. Infine, l'incuria cui saranno abbandonati molti siti peggiorera' la situazione. Come nel caso dei bassorilievi del 'Palazzo senza uguali' del re Sennacherib a Ninive. Invernizzi li ha esaminati nella sua ultima missione conclusasi a gennaio. Gia' in cattivo stato al momento del recupero, le lastre sono state private della protezione delle tettoie che proteggevano le sale dalle intemperie e dal sole. L'Istituto centrale di restauro avrebbe dovuto iniziare un risolutivo intervento proprio ad aprile. (ANSA). XCG
26/03/2003 17:12


RISCHIO DISTRUZIONE PER BENI CULTURALI VALLE EDEN IN IRAQ
(ANSA) - ROMA, 25 MAR - Da Paradiso Terrestre - qui, tra il Tigri e l'Eufrate, la Bibbia poneva l'Eden - a inferno di morte e distruzione. Crudele destino di un popolo e una terra, l'antica Mesopotamia dei Sumeri e degli Assiro Babilonesi, che rischia di pagare un alto tributo alla guerra. Oltre alle vittime umane, gli esplosivi ad alto potenziale non risparmiano nemmeno le testimonianze archeologiche e artistiche irachene che sono infatti spesso situate nei pressi di obiettivi strategici. Sotto le bombe anglo-americane rischiano di scomparire tesori antichi di millenni. L'Iraq e' infatti il luogo in cui sono nati i primi esempi di scrittura, in cui sono state costruite le prime citta', dove e' nata l'architettura monumentale; tutti elementi che sono alla base della civilta' moderna. Gran parte dei circa mezzo milione di monumenti, dei 10.000 siti archeologici catalogati e dei numerosi musei iracheni, sono a rischio perche' si trovano al centro di citta' moderne o, peggio, nei pressi di siti strategici. Un esempio per tutti: a Baghdad, la splendida scuola coranica di Al-Mustansiryia, costruita nel XIII secolo dalla dinastia abasside che fece della citta' uno dei maggiori centri di cultura del mondo si trova a cento metri dal ministero della difesa, che gia' nella seconda notte di guerra e' stato pesantemente colpito. Capolavori di arte e archeologia che erano stati tacitamente risparmiati durante la guerra fra Iran ed Iraq, e che invece gia' nel conflitto del 1991 hanno subito danni notevoli, come la storica chiesa di San Tommaso a Ninive, capitale degli assiri , cosi' pure le citta' di Karbala e di Najaf, i principali luoghi santi dello sciismo (insieme a Kadimein, alla periferia di Baghdad) sono di nuovo esposti al pericolo di distruzione. Come a Ninive, dove gli scavi hanno portato alla luce resti imponenti, tra cui quelli del tempio di Ishtar, palazzi con bassorilievi e la biblioteca di Assurbanipal. A Najaf si trova la tomba di Ali, considerato dagli sciiti il successore del profeta Maometto. Karbala, saccheggiata nel secolo scorso dai sauditi della dinastia Wahabita, deve la sua notorieta' al nipote del profeta, Hussein, che vi trovo' la morte nel 680. Le due citta' sante si trovano a ridosso di Babilonia, la citta' di Nabuconodosor, famosa anche per i suoi giardini pensili. A Baghdad, i principali rischi per i beni culturali vengono dalle collezioni archeologiche del Museo Nazionale, il solo a condividere gli oggetti d'arte ed i tesori dell'architettura orientale antica con il British Museum ed il museo di Filadelfia. L'edificio che ospita le raccolte e' adiacente alla ferrovia, tradizionalmente uno dei primi bersagli. (ANSA). BOZ
26/03/2003 16:27


L'ALTRA MISSIONE TRUPPE USA-GB, EVITARE SITI ARCHEOLOGICI
(ANSA) - ROMA, 28 MAR - (di Tiziana Torrisi) - Risparmiare la storia. Hanno anche questa missione le truppe alleate anglo americane nella loro marcia verso Baghdad. Tentare di evitare i principali siti archeologici, disseminati ovunque in quella che era l'antica Mesopotamia, culla delle origini della civilta'. Luoghi che non solo hanno un'importanza artistica e culturale ma anche, e soprattutto da queste parti, religiosa. Le truppe che dal sud stanno puntano verso la capitale hanno incrociato nel loro cammino Ur, dove secondo la Bibbia e' nato il patriarca Abramo, e poi sono passati in quella che un tempo era la Mesopotamia degli antichi Sumeri. Sempre verso Baghdad, a meta' strada, il viaggio dei soldati angloamericani ha sfiorato la tomba del fondatore dell'Islam sciita a Najaf e il piu' grande cimitero musulmano e per poi passare per l'antica Babilonia, ora trasformata in un sito archeologico. Sempre a sud si trova un'altra citta' santa per gli sciiti, Karbala: saccheggiata nel secolo scorso dai sauditi della dinastia Wahabita, e' nota perche' nel 680 fu ucciso il nipote del profeta, Hussein, un episodio che e' ancora vissuto come un ''peccato commesso dagli infedeli''. ''Forse per questo motivo la coalizione ha cercato di risparmiare Karbala'', spiega Sulayman Nyang, islamista dell'Universita' di Howard. ''Saddam Hussein potrebbe anche usare un eventuale conflitto vicino ai luoghi sacri sciiti, che cosi' verrebbero violati, per sollecitare una sollevazione del mondo islamico contro gli alleati angloamericani'', aggiunge il professore. Anche le truppe che sono entrate in Iraq dal nord hanno dovuto attraversare luoghi sacri e siti archeologici: prima hanno toccato Mossul e poi Ninive, antica capitale degli assiri, dove gli scavi hanno portato alla luce la biblioteca di Assurbanipal, resti del tempio di Ishtar e la cinta muraria. ''I militari hanno cercato di prendere alcune precauzioni: prima hanno individuato i siti assieme ad un pool di archeologi e poi hanno tentato, per quanto possibile, di evitarli. Anche perche' l'Iraq occupa una regione dove c'e' la piu' alta concentrazione la mondo di siti archeologici'', osserva Jack Meinhardt dell' ''Archeological Odyssey''. Anche per non ripetere l'errore della prima Guerra del Golfo nel '91 quando il conflitto si abbatte' anche sulle testimonianze archeologiche. Piu' difficile sara' preservare i tesori di Baghdad dall'ultima, decisiva battaglia. Nella capitale sono concentrate le piu' importanti collezioni ed i piu' preziosi resti archeologici esposti nel Museo Nazionale, il solo a condividere gli oggetti d'arte ed i tesori dell'architettura orientale antica con il British Museum ed il museo di Filadelfia. Tra i le collezioni piu' preziose esposte nelle sale del Museo Nazionale anche il tesoro di Nimrod, scoperto nel 1989 e, secondo gli esperti, paragonabile, per importanza storica e perizia artistica, al tesoro di Tutankamon. Numerosi sono stati gli appelli fatti alle forze angloamericane per risparmiare l'arte e rispettare la convenzione dell'Aja del 1954 sulla protezione dei beni culturali in tempo di guerra. Convenzione che ne' Stati Uniti ne' Gran Bretagna hanno mai ratificato. Appelli sono arrivati anche dal mondo islmaico: oggi e' intervenuto il Supremo Consiglio per la rivoluzione islamica (Sciri), la piu' importante organizzazione dell'opposizione sciita in Iran, che ha espresso la sua preoccupazione e ''quella di tutti i musulmani'' per i combattimenti di questi giorni vicino le citta' sante di Najaf e Karbala. TZ
28/03/2003 18:47


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I tesori a rischio
Dalle città antiche della Mesopotamia ai centri che furono degli Assiri, dalle tante fortezze alla torre elicoidale di Samara: ecco i beni storici minacciati dalle bombe.
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La torre elicoidale di Samarra, dove si trovano resti consistenti dell'architettura abbaside del IX secolo dopo Cristo.
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Mappa storica della Mesopotamia, dalla Tabula Peutingeriana conservata alla National Library di Vienna
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Il sito archeologico di Ur, vicino a Nassiriya, nel sud dell'Iraq. I sumeri la dedicarono al Dio della Luna e fu capitale del regno nel terzo millennio prima di Cristo
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Nineveh, vicino a Mosul, è la più importante delle città antiche della Mesopotamia e viene spesso citata nella Bibbia. Venne distrutta nel settimo secolo prima di Cristo.
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Ashur è stata la prima capitale dell'Impero degli Assiri. Per importanza, gli archeologi la paragonano alle grandi città antiche, come Babilonia, Atene, Tebe o Roma.
....continua.....
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