L'Antagonismo giovanile del nuovo millennio non può essere collocato né a destra né tantomeno a sinistra.
L'obiettivo di chi si pone fuori dagli schemi imposti non è riformare questo mondo ma negarne la legittimità.
Parlare in questa società disumanizzante, uniforme e globalizzata di Antagonismo può sembrare paradossale se non utopistico. Noi, però, non la pensiamo così. Tanti piccoli episodi - variegati, disomogenei, non organizzati - ci portano a pensare che non solo un altro mondo è possibile, ma un'altra Weltanshauug è realizzabile.
Ciò, però, rimarrà puro velleitarismo se non si farà chiarezza sino
in fondo su cosa è realmente l'antagonismo.
In questi ultimi anni sulle grancasse mediatiche della mafia editoriale si è parlato - spesso a sproposito - del Popolo di Seattle, dei No-Global (in realtà come da costoro recentemente affermato New Global),dei Disubbidienti.
Ebbene - tralasciando la parte dei giovani in reale buonafede -essi sono un'opposizione tutta interna al sistema di potere. Difatti essi mai hanno messo - né d'altronde potrebbero - in
discussione i meccanismi della Globalizzazione e del Mondialismo.
Basti citare l'esempio dell'Immigrazione.
Per tali sedicenti "antagonisti" e "ribelli" istituzionalizzati, l'immigrazione non rappresenta per nulla uno strumento dei poteri forti per l'omologazione planetaria, ma deve essere anzi aiutata e sollecitata.
Identico discorso per quanto riguarda la difesa della propria identità nazionale e comunitaria che mai potrebbero avere a cuore senza rinunciare all'internazionalismo (una Globalizzazione ante litteram) che costituisce il loro inossidabile riferimento ideologico.
Per quanto riguarda, invece, la cosiddetta estrema destra - dove un giornalismo fazioso ed in perfetta malafede insiste ancora a collocarci - la progettualità politica è ancora più inesistente e deprimente.
Tale area politica, infatti, passa in maniera schizofrenica e sclerotica da un nostalgismo impolitico e senza nessuna possibilità d'incidere sul presente ad un integralismo cattolico, fatto di battaglie di retroguardia su aborto e divorzio e di alleanze ibride (mascherate da pragmatismo) con le forze politiche che sostengono l'attuale governo; fino a collocarsi su posizioni anti-islamiche (e nei fatti filo-sioniste) e xenofobe che non fanno altro che incanalare la battaglia contro l'immigrazione
in una visuale razzista.
Il che significa svilire una giusta azione di contrasto antimondialista riducendola ad un problema di ordine pubblico e perdendo la consapevolezza che l'immigrazione è un fenomeno
epocale causato dalle criminali politiche liberiste che hanno reso
drammatiche le condizioni dei popoli del Terzo Mondo, costretti a
combattere una disperante guerra tra poveri.
Rendersi conto che è oggi il Sud del mondo il naturale referente
politico dell'Europa, vuol dire costruire l'unica contrapposizione
possibile all'omologazione globalizzante e mondialista. Solo una ben delineata visione etnopluralista ci può, dunque, portare a credere e a combattere per il mantenimento e la ricostruzione delle diversità etniche, linguistiche, culturali e comunitarie.
Visione che se da un lato si contrappone con forza ad ogni
espressione razzista e xenofoba, dall'altro non può essere confusa con l'accettazione della società multirazziale che è il portato voluto dalle centrali del Dominio che pretende di
omogeneizzare ed omologare per depotenziare le diversità per
meglio assoggettarle al disegno globalizzante.
Si globalizzano le anime e le culture per poter globalizzare i mercati: una realtà che non può essere compresa da chi fa del ribellismo di maniera. O di mestiere.
Per questo - anche per questo - possiamo lucidamente sostenere
che l'Antagonismo giovanile del nuovo millennio non può essere
collocato né a destra né tantomeno a sinistra.
L'obiettivo di chi si pone fuori dagli schemi imposti non è riformare
questo mondo ma negarne la legittimità.
Che, poi, è la posizione fatta propria dal Fronte sociale Nazionale
che, pur non rinnegando radici e tradizioni, tende ad incidere sul presente nella prospettiva rivoluzionaria di realizzare un'autentica alternativa sociale e di Popolo.
A chi volesse ritenere tali idee follie utopistiche ci piace ricordare le parole di Julius Evola: "Non esiste la Storia, entità misteriosa scritta con la lettera maiuscola. Sono gli uomini, finché essi sono davvero uomini, che fanno e disfanno la Storia".
Parole scritte nel 1950, ma la cui attualità non può essere messa
in discussione se non dagli sciancati della politica. Perché il Dominio non ha realizzato ancora la "fine della Storia": dipende da noi, da chi non si è lasciato omologare, incidere sul presente, coltivare con determinazione gioiosa la speranza ed operare con la militanza per costruire un nuovo Fronte: un Fronte di tutti quelli che non si sentono rappresentati, un Fronte di tutti quelli che hanno provato a cambiare il mondo e che vogliono ancora cambiarlo, un Fronte degli sfruttati, un Fronte dei ribelli, un Fronte dei militanti dell'Idea, un Fronte, insomma, degli Antagonisti.
Rodolfo Monacelli




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