Lavoro, a Sud è "regolare" solo un giovane su sei


Lo dice uno studio dell'Inps: sono 5,5 milioni i lavoratori al di sotto dei 35 anni. Nel Meridione un'ampia percentuale si dibatte nelle maglie del lavoro nero


ROMA – L’Inps scatta la fotografia dei giovani lavoratori in Italia: sono poco più di 5,5 milioni, circa di un terzo del totale. Permangono però le differenze tra Nord e Sud: gli under 35 sono occupati soprattutto nel Settentrione (il 47,8%) mentre nel Meridione lavora regolarmente circa un giovane su sei.

Lo studio si riferisce alla fine del 2000: fino a questa data i lavoratori extracomunitari che versavano contributi sono stati appena 365.000. L'indagine tiene conto solo delle gestioni degli artigiani, dei commercianti, dei dipendenti e dei lavoratori domestici escludendo quindi tra le principali quella agricola e quella dei parasubordinati.

Proprio tra i più giovani è diffuso il fenomeno delle collaborazioni coordinate e continuative e quello del lavoro sommerso, soprattutto nel Mezzogiorno. Secondo lo studio alla fine del 2000 versavano contributi all'Inps in totale 11,8 milioni di persone per quasi la metà under 25.

Su 365.000 giovani extracomunitari iscritti nei principali fondi di gestione, poi, il numero più alto resta quello dell'industria (296.000) mentre i collaboratori domestici sono 59.000, oltre il 90 per cento del totale delle colf.

Lo studio evidenzia che tra i 15 e i 25 anni al Sud lavora solo il 9,75% dei giovani. La situazione cambia al Nord con il 35,2% di persone che versano contributi nell'età considerata. Tra i 26 e i 32 anni, poi, lavora il 57,4% dei giovani del Nord, il 43,8 di quelli del Centro e appena il 24,2% di quelli del Sud.



La retribuzione media, dicono statistiche dell'Inps, è di 13.793 euro l'anno per i giovani tra i 15 e i 35 anni, di 17.148 euro tra i 26 e i 32 e di 18.753 tra i 33 e i 35. Con l’aumentare dell’età cresce poi il divario di retribuzione tra gli uomini e le donne.

''E’ la prima volta - ha detto il presidente del Civ dell'Inps Aldo Smolizza - che facciamo una fotografia così dettagliata della banca dati sui giovani dell'istituto. Con la delega previdenziale viene assegnata all'Inps la gestione dell'archivio di tutti gli archivi e questa sarà la via attraverso la quale il mercato del lavoro potrà essere monitorato in tempo reale. Questo sarà molto utile per adeguare la normativa agli effettivi bisogni''.

(5 APRILE 2003, ORE 20:20)

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