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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Le contraddizioni dei nazistoidi

    Schierati, come documentato nel 3d " Pacifisti nazistoidi contro la guerra amerikana", con il kamerata Saddam, gli estremisti di destra motivano questa scelta con un ventaglio di motivazioni:
    a) il neo-antisemitismo in versione "antisionista", con contorno di deliri complottardi sul preteso disegno giudaico-mondialista di dominio del pianeta attraverso il controllo lobbistico dell'iper-potenza americana, l'egemonia sull'Alta Finanza, la capacità di manovrare nell'ombra ......
    b) l'avversione alla mondializzazione capitalistica e agli Stati Uniti d'America, che la rappresentano, promuovono e difendono anche militarmente;
    c) il desiderio di rivalsa nei confronti dei vincitori del nazi-fascismo, che per troppi anni si è stati costretti a digerire per paura.....dell'URSS e del comunismo;
    d) un nazionalismo identitario simmetrico all'internazionalismo terzomondista dell'estrema sinistra;
    d) un'alleanza tattica con l'islamismo in funzione tanto antisionista che antiamericana;
    e) il disprezzo profondo per il capitalismo globalizzato, la democrazia liberale, il multiculturalismo.
    Al tempo stesso però l'estrema destra, proprio in ragione del suo nazionalismo identitario, è volta a "difendere" in modo razzistico, integralista e ideologico "l'identità etnica e culturale" dell'Europa e dell'Italia.
    Gli arabi e gli islamici, che sono a livello mondiale, per le suddette ragioni, dei potenziali alleati, sono "all'interno" dell'Europa "indogermana" dei nemici etnici, culturali, politici e religiosi.
    I più esagitati ed estremisti, possono giungere alla violenza terroristica ...... che pena.... ma ovviamente si tratta dell'ennesimo complotto demo-pluto-giudaico-massonico-bolscevico.

    da www.cnnitalia.it

    " Attentato contro
    un negozio arabo di Milano

    Ignoti hanno appiccato un incendio verso la mezzanotte di ieri


    Ultimo aggiornamento 4 aprile 2003, 14:10 ora italiana (12:10 GMT)



    Lo Shawerma, simbolo della cucina araba, sempre più presente nelle città italiane


    MILANO (CNN) -- Un negozio di gastronomia arabo di Milano è stato oggetto, nella notte tra giovedì e venerdì, di un attentato incendiario. La polizia, giunta in seguito sul luogo, ha trovato due taniche con tracce di benzina. Sui muri prossimi alla serranda del negozio sono state invece rinvenute due svastiche, disegnate con vernice spray.

    Oggetto dell'attentato è la gastronomia araba 'Oum Errabi', di proprietà di un immigrato cinquantenne di origine araba. Secondo le prime indiscrezioni, l'uomo avrebbe assicurato alla polizia di non aver mai ricevuto minacce, in passato. Sull'episodio, comunque, sta indagando la Digos. La matrice razzista, anche alla luce delle svastiche, è plausibile.
    L'allarme è scattato poco dopo l'una di venerdì. Un passante ha segnalato l'incendio al 113. Grazie al tempestivo avviso i pompieri sono giunti con celerità sul luogo e hanno potuto domare le fiamme prima che l'incendio causasse seri danni al negozio. Alla fine, infatti, ha riportato seri danni soltanto la saracinesca e una vetrina.
    "

    Shalom!!!

  2. #2
    Ludovico van
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    Predefinito

    Non trovo nessuna contraddizione. In contraddizione sono invece gli Usa che in nome della libertà vogliono imporre la loro libertà e in nome della legalità muovono una guerra illegittima.

    Saluti

  3. #3
    Ludovico van
    Ospite

    Predefinito

    ...ma soprattutto che si spacciano per difensori di civiltà e democrazia e agiscono con la violenza.

  4. #4
    Liberale
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    Predefinito

    Originally posted by Ludovico van
    ...ma soprattutto che si spacciano per difensori di civiltà e democrazia e agiscono con la violenza.
    Storicamente la civiltà e la democrazia si difendono o esportano agendo anche con la violenza , se necessario.
    Viviamo in un Paese democratico e abbiamo diritto al voto grazie alla "violenza" degli aglo-americani.
    L'Europa ha acquisito la cultura e la civiltà latina grazie alla "violenza" dei Romani ; i nostri antenati poi iniziarono a preferire l'odore dei banchetti all'onore delle armi e smisero di pensare che la loro civiltà fosse (come invece effettivamente era!) la più evoluta e progredita dell'epoca : finì come sappiamo e vi assicuro che , dopo 400 anni di razionalismo e illuminismo liberale , non me la sento proprio di tornare al MedioEvo (in questo caso Islamico).
    Saluti

  5. #5
    Makeru ga, katta
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    Predefinito UOTE

    Originally posted by Ronald
    Storicamente la civiltà e la democrazia si difendono o esportano agendo anche con la violenza , se necessario.

    Fammi un esempio, che non ne trovo uno.
    Non citare l'Italia, perchè l'Italia era democratica prima di Mussolini, e la democrazia non scompare dalla testa della gente in soli vent'anni. Lo stesso dicasi per la Germania.

  6. #6
    Liberale
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    Predefinito Re: UOTE

    Originally posted by marcejap
    Fammi un esempio, che non ne trovo uno.
    Non citare l'Italia, perchè l'Italia era democratica prima di Mussolini, e la democrazia non scompare dalla testa della gente in soli vent'anni. Lo stesso dicasi per la Germania.
    Mi inviti a nozze!
    Sono un malato di storia e quesiti del genere mi rendono felice.
    Ti ringrazio e ti rispondo prontamente , sperando di convincerti.
    Intanto suppongo che il fatto che la civiltà si difenda ed esporti anche con la "violenza" , per quanto affrettatamente negato da Ludovico Van , è un fatto appurato sul quale c'è poco da discutere. L'esempio dell'impero romano penso sia anche superfluo.
    Credo quindi che tu avessi dubbi o almeno non ricordi al momento esempi di democrazia difesa o esportata con la "violenza". Dico bene?
    Allora, incomincio col dire che l'esempio italiano vale eccome per due motivi:
    1-Il periodo pre-fascista non era democratico ma tuttalpiù liberale (come lo erano anche diversi Stati pre-unitari).
    Il diritto al voto non era universalmente riconosciuto , era anzi ristrettissimo , e ti assicuro che il sistema istituzionale dettato dallo Statuto Albertino non è affatto classificabile come "democratico".
    2-L'Italia sottoposta alla "violenza" era una dittatura.
    Finita la violenza è divenuta , seppur coi suoi limiti , una democrazia. Questo è il punto saliente ed innegabile.
    Senza la guerra non saremmo divenuti una democrazia e , anche nell'ipotesi errata che fossimo stati prima del'22 una democrazia , saremmo tranquillamente rimasti una dittatura fascista per altri decenni.
    Un altro esempio , se vuoi , è la "violenza" , addirittura atomica , subita dall'Impero Assolutista del Sol Levante , che lo ha trasformato nell'attuale Giappone.
    Spero di averti risposto in maniera abbastanza esauriente.
    Ciao.

  7. #7
    Makeru ga, katta
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    Predefinito Re: Re: UOTE

    Originally posted by Ronald
    Mi inviti a nozze!
    Sono un malato di storia e quesiti del genere mi rendono felice.
    Ti ringrazio e ti rispondo prontamente , sperando di convincerti.
    Intanto suppongo che il fatto che la civiltà si difenda ed esporti anche con la "violenza" , per quanto affrettatamente negato da Ludovico Van , è un fatto appurato sul quale c'è poco da discutere. L'esempio dell'impero romano penso sia anche superfluo.
    Credo quindi che tu avessi dubbi o almeno non ricordi al momento esempi di democrazia difesa o esportata con la "violenza". Dico bene?
    Allora, incomincio col dire che l'esempio italiano vale eccome per due motivi:
    1-Il periodo pre-fascista non era democratico ma tuttalpiù liberale (come lo erano anche diversi Stati pre-unitari).
    Il diritto al voto non era universalmente riconosciuto , era anzi ristrettissimo , e ti assicuro che il sistema istituzionale dettato dallo Statuto Albertino non è affatto classificabile come "democratico".
    2-L'Italia sottoposta alla "violenza" era una dittatura.
    Finita la violenza è divenuta , seppur coi suoi limiti , una democrazia. Questo è il punto saliente ed innegabile.
    Senza la guerra non saremmo divenuti una democrazia e , anche nell'ipotesi errata che fossimo stati prima del'22 una democrazia , saremmo tranquillamente rimasti una dittatura fascista per altri decenni.
    Un altro esempio , se vuoi , è la "violenza" , addirittura atomica , subita dall'Impero Assolutista del Sol Levante , che lo ha trasformato nell'attuale Giappone.
    Spero di averti risposto in maniera abbastanza esauriente.
    Ciao.
    Grazie per la risposta. In parte mi hai convinto, in parte no.
    Intanto riguardo l'Italia, il processo di democratizzazione fu lento, ma ci fu. Dallo statuto Albertino in poi fu tutta una serie di passi avanti interrotta solo da Mussolini. Ma gli italiani si erano già "predisposti" ad un sistema democratico. Il fatto che ci arrivarono con una guerra fu decisivo, ma sarebbe stato comunque un processo attuabile anche senza. Basta vedere la Spagna. Dalla Bastiglia in poi (guardando all'esempio dato dalle 13 colonie americane) l'Europa si è mossa lentamente verso la democrazia. Gli Usa nel '45 dettero solo la spinta finale, ma il percorso era già avviato da tempo autonomamente.
    Per quel che riguarda il Giappone... beh, ora sei te che mi inviti a nozze, essendoci stato due volte ed avendo studiato la lingua del Sol Levante. Il processo di democratizzazione cominciò con l'era Meiji, nella seconda metà del XIX secolo. Ed anche con l'occupazione americana la società giapponese rimase molto chiusa e poco incline alla democrazia ed ai principi di libertà che sussistono qui. Ora stanno avvenendo dei grandi cambiamenti sociali, soprattutto da parte delle donne.
    Infine, sempre riguardo alla guerra ed alla violenza, la differenza enorme, sostanziale riguardo a questa è che la IIGM fu un avvenimento provocato dalle potenze dell'asse con le loro aggressioni, a cui i democratici (cui poi si aggiunse l'Urss) poterono rispondere solo con le armi. In questa guerra non c'è stata una dichiarazione di guerra di un regime assolutistico verso uno a sistema democratico. E' successo il contrario (anzi, mi pare che gli Usa non abbiano neanche mandato la dichiarazione di guerra). E poi mi risulta difficile esportare una democrazia in una nazione ove vige ancora un sistema semi-tribale. Spero di sbagliarmi, ma credo che sarà un fallimento, e gli Usa saranno costretti a ricorrere al classico "uomo forte" che tenga sottomesse le tre etnie di cui è composto il paese.
    Sayonara
    marce

  8. #8
    Ludovico van
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    Originally posted by Ronald
    Storicamente la civiltà e la democrazia si difendono o esportano agendo anche con la violenza , se necessario.
    Viviamo in un Paese democratico e abbiamo diritto al voto grazie alla "violenza" degli aglo-americani.
    L'Europa ha acquisito la cultura e la civiltà latina grazie alla "violenza" dei Romani ; i nostri antenati poi iniziarono a preferire l'odore dei banchetti all'onore delle armi e smisero di pensare che la loro civiltà fosse (come invece effettivamente era!) la più evoluta e progredita dell'epoca : finì come sappiamo e vi assicuro che , dopo 400 anni di razionalismo e illuminismo liberale , non me la sento proprio di tornare al MedioEvo (in questo caso Islamico).
    Saluti
    No, no non mischiamo le carte. Il moderatore sollevava il problema delle "contraddizioni" che avrebbero gli estremisti di destra (la questione è riportata nel primo post del thread). Contraddizioni inesistenti. Esistono invece contraddizioni relative ai sostenitori di questa guerra (non ho niente contro la Guerra e l'uso della forza in caso di necessità) che vogliono far credere di usare la guerra per scopi umanitari e civili quando le motivazioni sono innegabilmente differenti e niente hanno a che fare con pace e ordine.

    Saluti

  9. #9
    Makeru ga, katta
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    Originally posted by Ludovico van
    No, no non mischiamo le carte. Il moderatore sollevava il problema delle "contraddizioni" che avrebbero gli estremisti di destra (la questione è riportata nel primo post del thread). Contraddizioni inesistenti. Esistono invece contraddizioni relative ai sostenitori di questa guerra (non ho niente contro la Guerra e l'uso della forza in caso di necessità) che vogliono far credere di usare la guerra per scopi umanitari e civili quando le motivazioni sono innegabilmente differenti e niente hanno a che fare con pace e ordine.

    Saluti

    Da questo punto di vista ritengo la tua posizione ineccepibile. Gli estremisti di destra (ed anche i rifondaroli) vedono troppo gli Usa come un pericolo per il mondo (per me non lo sono affatto), ma credo sia giusto smettere di parlare di questa guerra come intervento umanitario. Tirare bombe non è mai umanitario.

  10. #10
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    Credo che alla fine stiamo dicendo cose molto simili , cambia solo il punto di vista , ma la conclusione può essere la stessa.
    Gran parte di quello che dici è certamente condiviso anche da me.
    Riguardo all'Italia , però , non avrei la certezza matematica nell'affermare che comunque si sarebbe giunti alla democrazia nel giro di poco tempo: Mussolini , pur facendo un colpo di Stato , era purtroppo un prodotto di quel periodo subito successivo alla Grande Guerra. L'Italietta liberale , che nell'ultimo decennio si era dimostrata poco propensa alla democrazia ( basti pensare ai governi DiRudinì e Pellaux , alla repressione delle piazze , all'esclusione del Parlamento , anch'esso poco rappresentativo , nelle scelte importanti prima fra tutte l'entrata in guerra) fu sconvolta dal Biennio Rosso e in seguito dal fascismo : il pensiero dilagante era un governo autoritario , per una parte , e "fare come in Russia" dall'altra.
    Mussolini poi perse il consenso grazie alla guerra , che se non ci fosse stata probabilmente , chi lo sa , avrebbe continuato a mantenere il potere per decenni come in effetti fece Franco in Spagna.
    Dunque posso anche essere in parte d'accordo con te però non posso negare che la guerra ci ha dato la democrazia :senza di essa potevamo forse ugualmente raggiongerla , ma non è sicuro , anzi!
    Riguardo al Giappone il discorso è simile : non si può essere certi che avrebbe raggiunto la democrazia senza perdere la guerra , e anzi l'ipotesi che , senza la sconfitta , l'Imperatore tutt'oggi verrebbe considerato di origini divine , è abbastanza possibile.
    Riguardo al tuo dubbio sulla risoluzione della crisi irachena ...ti assicuro che non è infondato : il rischio di uno scontro fra etnie c'è purtroppo , ma ci auguriamo tutti che la cosa venga gestita a dovere.

    La mia conclusione , dunque , alla fine non si discosta totalmente dalla tua: è vero che le democrazie non nascono per forza da una guerra , ma è anche vero , a differenza di quello che ha detto Ludovico Van , che da una guerra può nascere una democrazia.

    Poi mi sono venuti in mente altri due esempi:
    1- La guerra in Kossovo che ha portato la democrazia in Serbia e nella regione stessa.
    2-La guerra degli Stati Uniti contro il Messico che comportò l'acquisto della California ,del Texas e del New Mexico , con la conseguente democrazia e diritto al voto per i suoi cittadini.

    Ciao!

 

 
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