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    Oramai è certo: il centro-sinistra vuole la vittoria di Saddam

    Oramai è certo, non vi sono più dubbi.
    L'estrema sinistra ha chiesto un cessate il fuoco incodizionato.

    Mentre Fassino un pò contortamente afferma le stesse cose accettando la posizione falsamente indirizzata alla pace del PRC.

    Questo significa una sola cosa dare in extremis la vittoria a Saddam, o meglio il centro sinistra è con Saddam orami apertamente e discute sulle modalità di presentazione della mozione in Parlamento.

    Grave, molto Grave.

    Saluti Liberali
    Giorgio

  2. #2
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    Predefinito Corriere della Sera 1/4/2003

    DI QUI AL VOTO DI GIOVEDÌ SEMBRA DIFFICILE UNA MOZIONE UNITARIA
    La sinistra spaccata sulla posizione «Stop alla guerra»
    Il documento dell´Ulivo sollecita «corridoi umanitari» senza fare riferimento esplicito al «cessate il fuoco» chiesto dal correntone Ds, Verdi, Pdci e Rifondazione. Sdi e Udeur: «Nessun compromesso»

    1/4/2003 ROMA

    Quella che il capogruppo della Margherita Pierluigi Castagnetti definisce la «querelle masochista della sinistra» sulla guerra in Iraq non sembra destinata a chiudersi. Tutt´altro. Anzi, se le posizioni di qui al voto di giovedì rimarranno quelle espresse ieri dai diversi partiti dell´Ulivo sarà impossibile giungere a una mozione unitaria della coalizione di centrosinistra. Tant´è vero che non sono neanche cominciate delle trattative vere e proprie, in seno allo schieramento, giacchè le distanze sono tali che ci vorrà tempo e non poca fatica per tentare di avvicinarle. La tensione, dunque, è alta anche se non si rifletteva di certo sul dibattito che è cominciato ieri al quale hanno partecipato solo sette deputati. L´Ulivo ha presentato una mozione da cui i verdi hanno già ritirato la firma. Un documento in cui si chiede al governo di «intervenire in tutte le sedi internazionali affinchè le azioni di guerra e i bombardamenti non impediscano gli aiuti umanitari». Non c´è in quel testo la richiesta esplicita di un «cessate il fuoco» legato alla possibilità di creare corridoi umanitari. Ma su questo punto maggioranza ds e Margherita erano (e sono) disposti a trattare. Il problema è che adesso quella mediazione non basta più a verdi, correntone e pdci. Quest´ultimo partito ha presentato una mozione in proprio, che, però, è cambiata in corso d´opera. All´inizio, infatti, il testo dei comunisti italiani legava la cessazione delle operazioni militari alla realizzazione dei corridoi umanitari. Nella versione definitiva, quella che piace anche a minoranza della Quercia e a «Sole che ride», invece, questa correlazione viene a cadere. Si chiede la cessazione dei bombardamenti e l´istituzione dei corridoi umanitari. Insomma, una mozione assai simile a quella che ha presentato Rifondazione comunista. E, al pari di Rifondazione, l´ala sinistra dell´Ulivo è disposta a concedere al massimo una riscrittura di questo tipo: «immediato cessate il fuoco anche per l´istituzione dei corridoi umanitari». Non è questione di lana caprina come potrebbe sembrare. Quel che la sinistra «dura e pura» vuole, è mettere nero su bianco che la guerra ha da finire, anche a prescindere dalla necessità di garantire gli aiuti umanitari. «Se qualcuno nel centrosinistra - ha tuonato ieri il leader verde Alfonso Pecoraro Scanio - ha cambiato idea sul "no" alla guerra lo dica». Questo irrigidemento delle posizioni, come il cambiamento della mozione del pdci fanno sospettare alla Margherita e alla maggioranza ds che dietro vi sia un «manovratore esterno». Il quale, ovviamente, non sarebbe altri che Sergio Cofferati. Ma il nucleo duro dell´Ulivo non sembra avere intenzione di scendere a patti su questo punto. E non solo perchè la sua ala destra morde il freno. Infatti lo sdi con Ugo Intini ha annunciato che «non firmerà una mozione unitaria con chi la pensa in modo diametralmente diverso dal nostro». E l´Udeur ha fatto sapere che «finchè la sinistra non si sarà chiarita non parteciperà più ad alcuna iniziativa unitaria dell´Ulivo contro il conflitto iracheno». No, c´è anche dell´altro. Sia Francesco Rutelli che Piero Fassino e Massimo D´Alema non vogliono pagare l´ennesimo pedaggio a Cofferati. Il presidente della Quercia, del resto, quello che pensa sulla guerra lo ha ribadito ieri prendendo una posizione molto diversa da quella assunta dai leader del correntone. «Sinceramente - ha detto D´Alema - non mi sentirei di proporre l´obiettivo che la guerra duri a lungo. Non fosse altro perchè penso che il prolungamento del conflitto porterà altre sofferenze. E di sicuro la pace non può coincidere con la vittoria di Saddam Hussein». Insomma, una distanza siderale (e anche Antonio Bassolino, ieri, è tornato a differenziarsi dal correntone definendo «incomprensibile» il dibattito su guerra lunga o breve). Dunque, potrebbe essere giunto il momento di un redde rationem tra l´ala riformista e quella «cofferatiana» dell´Ulivo. Questo potrebbe comportare che, in caso di spaccatura del centrosinistra, il nucleo riformista dell´Ulivo e la maggioranza, o almeno una sua parte, arrivino a un voto bipartisan sugli aiuti umanitari, un voto bipartisan che viene auspicato da Carlo Azeglio Ciampi e che viene visto con favore dall´Udc. Unico imprevisto possibile: che, ancora una volta, Rutelli e Fausto Bertinotti (che ieri si sono parlati) scavalchino tutti, Cofferati compreso, giungendo a un accordo che addirittura porti a una mozione comune delle opposizioni. Ma al momento questo obiettivo appare di assai difficile realizzazione.

    Maria Teresa Meli
    Saluti Liberali
    Giorgio

  3. #3
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    Predefinito Re: Oramai è certo: il centro-sinistra vuole la vittoria di Saddam

    Originally posted by GiorgioB
    Oramai è certo, non vi sono più dubbi.
    L'estrema sinistra ha chiesto un cessate il fuoco incodizionato.

    Mentre Fassino un pò contortamente afferma le stesse cose accettando la posizione falsamente indirizzata alla pace del PRC.

    Questo significa una sola cosa dare in extremis la vittoria a Saddam, o meglio il centro sinistra è con Saddam orami apertamente e discute sulle modalità di presentazione della mozione in Parlamento.

    Grave, molto Grave.
    Questa guerra l'avete sostenuta voi, non la sinistra.

  4. #4
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    Predefinito Questa guerra l'abbiamo sostenuta...

    ....noi, applaudendo gli angloamericani che andavano schierando navi e uomini intorno all'Iraq; quella morsa minacciosa convinse Saddam a "accettare", dopo anni di secchi rifiuti, le ispezioni Onu.

    Ad ogni "intoppo" provocato dal regime iracheno gli alleati ingrossavano le fila.

    Poi, il grande (solo perchè alto) francese convinse il tedesco e insieme a quest'ultimo il russo che a Saddam seviva più tempo.
    Minacciando di "bloccare" il tutto con il veto questi furboni, assieme a tutti coloro che si agitarono tanto per far vedere al satrapo iracheno quanto debole e imbelle sia l'Occidente, diedero ulteriore coraggio a un Saddam oramai con l'acqua alla gola.

    Oggi, Chirac e soci non fiatano più.
    Stanno a guardare, come sempre l'Europa ha fatto nel dopoguerra, tranquilla sotto l'ombrellino americano.
    Stanno a guardare sperando nelle improbabili briciole.

    saluti

  5. #5
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    Predefinito

    E perchè ve la prendete tanto con gli irakeni?

  6. #6
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    Predefinito La Stampa 2/4/2003

    Ds, sulla guerra in Iraq il Correntone ci ripensa ma l´intesa non c´è
    Rimangono divisioni nell´Ulivo. Margherita con la maggioranza della Quercia, Verdi e Pdci non ci stanno. In forse l´assemblea nazionale del 13 aprile

    2/4/2003 ROMA

    Non sembrano riavvicinarsi le posizioni nell´Ulivo che si è diviso sul conflitto in Iraq. Margherita e maggioranza ds tengono duro sull´unica mediazione che ritengono possibile: si chieda il «cessate il fuoco» per consentire gli aiuti umanitari. Ma a verdi e pdci non basta. Tant´è vero che Paolo Cento, del «Sole che ride» annuncia l´avvio di una raccolta di firme tra i deputati per una mozione «pacifista» alternativa da fare, naturalmente, anche con Rifondazione comunista. L´unica vera novità è la retromarcia del correntone cofferatiano. I parlamentari della minoranza ds stanno tentando in tutti i modi una via d´uscita unitaria che non li costringa a spaccarsi con Fassino e gli altri. Contrordine compagni, dunque. Così gli uomini del correntone si sono messi a fare i pontieri tra l´ala più dura dell´Ulivo e quella riformista con risultati, a dir la verità, almeno per ora assai poco soddisfacenti. La ritirata della minoranza diessina comincia in tarda mattinata con una dichiarazione di Giovanni Berlinguer: «Noi - dice il presidente di Aprile - siamo favorevoli anche a una sospensione temporanea per motivi umanitari». Una virata notevole. E più tardi, nei capannelli dei deputati del «correntone», si sente ripetere suppergiù lo stesso ritornello. Intanto da Milano Sergio Cofferati torna a difendere la sua posizione sul conflitto: «Rimarrei contro la guerra senza se e senza ma - sottolinea l´ex leader della Cgil - anche se venissero scoperte armi di distruzione di massa in Iraq o se vi fosse un altro attentato terroristico come quello dell´11 settembre». Ma in quel di Montecitorio i toni dei diessini di minoranza sono ben più cauti. E preoccupati. Di che cosa? Di essere additati come degli scissionisti, di fornire il pretesto alla maggioranza per emarginarli. E qualcuno, in quei capannelli che si fanno e si disfano in Transtlantico, si chiede dove voglia veramente arrivare il Cinese. Il quale non ha da fare i conti, come gli esponenti del correntone, con certe prosaiche questioni come la formazione delle liste (e di conseguenza la scelta dei candidati della Quercia) per le amministrative. Le preoccupazioni degli esponenti del correntone si riflettono nelle parole di Berlinguer: «Non vogliamo spaccare la Quercia - dice il leader di Aprile - nè fare un altro partito». Dall´altra parte della barricata, la maggioranza, almeno in questa fase, appare determinata. «Noi - è il ragionamento che fa Fassino ai suoi - abbiamo offerto la gestione unitaria e in cambio ci è arrivata la risposta che ci è arrivata. A questo punto è chiaro che nel partito ci saranno una maggioranza e una minoranza e alla prima spetterà la responsabilità della guida e della linea dei ds. Deve essere un partito plurale, ma non può diventare una sorta di confederazione di partiti. Io continuerò come ho sempre fatto a lavorare per l´unità, ma sia chiaro che da ora in poi reagiremo a ogni offensiva». Offensiva di Cofferati, ben si intende. Nella segreteria ds che si tiene in mattinata, perciò, si decide di andare avanti su questa strada. E Massimo D´Alema è d´accordo. Pure il presidente della Quercia ritiene che occorra imboccare una via riformista senza indugi e che si debba fronteggiare su una linea politica chiara l´ex leader della Cgil. «Io son fin troppo buono», osserva più tardi D´Alema, nel Transatlantico di Montecitorio. Come a dire che di fronte agli attacchi anche personali che gli sono stati portati in questo periodo la sua risposta è stata sempre misurata. Mentre i ds cercano di trovare il modo di convivere nello stesso partito, nonostante le differenze e le polemiche, i problemi si allargano a macchia d´olio all´Ulivo. Che non solo non riesce a trovare la strada per una mozione unitaria, ma che si vede costretto a rinviare la grande assemblea nazionale prevista per il 13 aprile. Ancora non è stata presa nessuna decisione ufficiale, ma l´appuntamento è più che mai in forse. Udeur e sdi non vogliono parteciparvi, come non hanno intenzione di sottoscrivere un documento unitario con verdi e pdci. I quali, a loro volta, giudicano inutile se non dannosa quell´assemblea. Cofferati ha preso le distanze da questa iniziativa e anche una parte della Margherita nutre forti perplessità. Si poteva pensare di trasformare questo appuntamento in una grande assemblea contro la guerra, ma ora, dopo che il centrosinistra si è diviso anche su questo fronte, non è più possibile. Fausto Bertinotti, intanto, sta alla finestra. Non con le mani in mano, però. Il leader del prc assiste ai travagli interni all´Ulivo, ma da abile politico, continua a lanciare quotidiani e ripetuti appelli a favore di una mozione unitaria, senza però recedere di un millimetro sui contenuti, che hanno da essere assai simili al testo presentato dal suo partito: si chieda il «cessate il fuoco» in Iraq e non solo per gli aiuti umanitari.

    Maria Teresa Meli
    -----------------------
    Anche l'articolo precedente è de La Stampa
    Saluti Liberali
    Giorgio

  7. #7
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    Predefinito © Corriere della Sera 2/4/2003

    Cofferati: la sinistra contrasti Blair

    «Il conflitto è anche contro l’Europa». Opposizione, trattativa difficile sulla mozione unitaria


    MILANO - All’inseguimento della mozione unitaria. Ci sarà tempo sino a domattina per trovare un accordo, e quasi tutti promettono che lavoreranno per arrivarci. Ma fino a ieri sera le posizioni del centrosinistra sull’aiuto ai profughi iracheni erano profondamente condizionate dalle differenti opinioni sulla guerra in corso. Le mozioni da presentare prima del dibattito alla Camera di domani, ieri sera restavano tre: una dell’Ulivo da cui però si sono sfilati i Verdi, una dei Comunisti italiani e una di Rifondazione. Nella prima non è indicata in modo esplicito la richiesta di un immediato «cessate il fuoco», ritenuto invece indispensabile sia dal Pdci che da Bertinotti. Ora però che Sergio Cofferati, in un dibattito a Milano sul libro di Sergio Romano Il rischio americano , ha ribadito la richiesta di «fermare la guerra» subito e «rimettere in campo la politica soprattutto attraverso l’Onu», difficilmente il Correntone ds continuerà ad appoggiare la mozione ulivista se di questa tesi non farà cenno.
    Un’uscita, quella di Cofferati, in linea con quanto sostenuto all’assemblea di «Aprile» e destinata dunque a creare grandi imbarazzi nella maggioranza diessina. Anche perché condita con un attacco assai duro alla politica di Tony Blair, verso il quale Fassino e D’Alema - oltre naturalmente al coordinatore della coalizione Rutelli - stanno cercando una manovra di avvicinamento basata sul rilancio dell’Onu nel dopo-guerra. Un rilancio che anche Cofferati giudica necessario insieme a quello dell’Europa, tenendo però ben presente che la leadership non può essere data alla Gran Bretagna di Blair, «un Paese che più di tutti ha consentito la violazione del diritto internazionale agli Usa». Dunque la scelta del premier britannico «non va accettata come un dato di fatto ma contrastata politicamente con forza a cominciare dalla sinistra», spiega il neo presidente di «Aprile».
    Ed è proprio l’«Europa ferita» una vittima della guerra per l’ex leader Cgil. Non arriva a dire che nel disegno di Bush ci fosse la volontà di metterla nell’angolo ma spiega che il conflitto «è anche oggettivamente contro l’Europa, contro una certa idea d’Europa». Cofferati respinge poi come «manipolazioni insopportabili» le tesi di questi giorni che lo dipingevano fautore di «una guerra lunga»: manipolazioni di fronte alle quali però non allibisce, «c’è una pratica per cui dove non esistono polemiche bisogna costruirle». Un altro attacco alla maggioranza del partito? Per il Cinese comunque «Saddam è un dittatore e io non lo scopro adesso». Ma il «no alla guerra come risposta» resta anche «in caso di un nuovo attacco terroristico» come quello dell’11 settembre o se saranno trovate «armi di distruzione di massa» al raìs.
    Con queste parole sul tavolo la mediazione richiesta ai capigruppo del centrosinistra che si riuniranno oggi pare compito assai complicato. Anche se l’ottimismo resta e Verdi e Margherita lavorano per arrivarci. A differenza dello Sdi: «Il dissenso con Verdi e Pdci è insuperabile» dice Ugo Intini. Clima più sereno, invece, nella Cdl. In serata c’è stato l’ok dei quattro partiti di maggioranza a un’«ipotesi di lavoro» unitaria incentrata sugli aiuti umanitari ai profughi in territorio iracheno o «nei Paesi limitrofi».
    Enrico Caiano

    © Corriere della Sera
    Saluti Liberali
    Giorgio

  8. #8
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    ...non sopporto i cori russi, la musica africana, il freejazz punkinglese...

    sul ponte sventola bandiera bianca.

  9. #9
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    Titolo della treccia:

    Oramai è certo: qualcuno nel centro-sinistra sembra volere la vittoria di Saddam


    Notare la "filologia secca" della frase con il sillogismo involontario "certo-sembra"...
    Non so se l'autore è il boun GiorgioB o il sempre prolifico moderatore... Ma qui siamo a livelli che Pirandello si sogna!

    Scrivete novelle, altro che parlare di politica!

  10. #10
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    GL,
    questo è il problema di chi, per scrivere qualcosa, si deve prima arrampicare su uno specchio...

 

 
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