Achille è sempre lo stesso, anche adesso.
Più non fuggo, o Pelìde. Intorno all'alte
ilìache mura mi aggirai tre volte,
né aspettarti sostenni. Ora son io
che intrepido t'affronto, e darò morte,
o l'avrò. Ma gli Dei, fidi custodi
de' giuramenti, testimon ne sièno,
che se Giove l'onor di tua caduta
mi concede, non io sarò spietato
col cadavere tuo, ma renderollo,
toltene solo le bell'armi, intatto
a' tuoi. Tu giura in mio favor lo stesso.
Non parlarmi d'accordi, abbominato
nemico, ripigliò torvo il Pelìde:
nessun patto fra l'uomo ed il lïone,
nessuna pace tra l'eterna guerra
dell'agnello e del lupo, e tra noi due
né giuramento né amistà nessuna,
finché l'uno di noi steso col sangue
l'invitto Marte non satolli.