Ritirata l'interrogazione parlamentare contro le due inviate Prima "intollerabili i servizi di quelle due", poi le scuse. Repliche dall'opposizione: "Insulti squadristi" I cdr di Tg1 e Tg3: "Attacchi vergognosi"

ROMA - Lilli Gruber e Giovanna Botteri sono finite a Palazzo Madama. Ma la polemica si è chiusa ben presto. Il senatore Ettore Bucciero, di Alleanza Nazionale, il 4 aprile aveva depositato un'interrogazione sulle due giornaliste (definite "veline, o corruttrici, gradite al regime di Saddam"), ma oggi ha deciso di ritirarla. E il collega Stefano Morselli, anch'esso di An, dopo una raffica di bordate, e di reazioni indignate, durante il dibattito in aula, si è visto costretto a chiedere scusa.

L'interrogazione parlamentare di Bucciero era un gesto annunciato da quando, qualche giorno fa, il parlamentare aveva accusato le due giornaliste di essere "veline, o corruttrici, gradite al regime di Saddam", e per questo ancora al lavoro a Bagdad, al contrario di altri colleghi di testate internazionali, "epurati" dalla capitale irachena. A poco erano servite le scuse di Alleanza Nazionale, seguite alle parole del senatore, cheaveva dato comunque seguito ai propri propositi. A dargli man forte, il collega Stefano Morselli, che aveva ripreso i medesimi argomenti dando spazio alla polemica nel corso del dibattito a Palazzo Madama, con considerazioni da lui stesso defintite, in un secondo tempo, "sopra le righe".

Morselli aveva parlato di un'informazione Rai "monca e faziosa", chiedendo come fosse possibile "continuare a tollerare servizi come quelli della Gruber e della Botteri", defiti "servizi di velinari del regime di Saddam Hussein o di ciò che ne rimane". Considerazioni analoghe a quelle del senatore Bucciero, secondo il quale "i telespettatori hanno dovuto riscontrare che l'informazione fornita dalle inviate Gruber e Botteri - era scritto nell'interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro delle Comunicazioni - era da un lato carente rispetto a quella fornita da altre reti nazionali ed estere, dall'altro lato pervicacemente ancorata alle veline fornite dal ministero iracheno dell'Informazione".

Le reazioni non si sono fatte attendere. "Gli insulti e le volgarità ribadite oggi dal parlamentare di An costituiscono una vera e propria aggressione nei confronti della Rai e delle sue professionalità - ha commentato Renzo Lusetti, responsabile propaganda della Margherita -, una linea di partito, volta a screditare il lavoro coraggioso e professionale di chi si trova in condizioni difficilissime". Una lettera aperta alle due giornaliste è stata invece scritta dal presidente dei senatori dei Democratici di sinistra, Gavino Angius e da tutti i senatori del gruppo, in cui si parla di "un vergognoso attacco alla vostra altissima professionalità e alla dignità delle vostre persone", e si ribadisce la solidarietà e la stima nei confronti delle due inviate. Di "attacchi vergognosi" si parla nei comunicati dei comitati di redazione del Tg1 e del Tg3, dove si sottolinea la gravità del gesto compiuto all'indomani della morte dei giornalisti ospiti dell'hotel Palestine di Bagdad.

Repliche analoghe anche dal diessino Giuseppe Giulietti ("linciaggio intollerabile"), dal capogruppo dei Comunisti italiani alla Camera, Marco Rizzo ("attacco vergognoso, piena solidarietà"), dal presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio ("atteggiamento squadrista"), dal parlamentare dei Verdi Paolo Cento ("segnali preoccupanti di un'intolleranza e di una miopia che non vanno sottovalutati e che possono produrre danni irreparabili alla tv pubblica").

E come già accaduto giorni fa, dopo la prima sortita del senatore Bucciero, anche questa volta Alleanza Nazionale ha preso le distanze: "Le opinioni espresse dal senatore Morselli sono personali e non rispecchiano quelle del gruppo di AN al Senato", ha dichiarato il capogruppo del partito a Palazzo Madama, Domenico Nania, esprimendo "solidarietà ai giornalisti e agli altri operatori dell'informazione inviati in Iraq, indipendentemente dalle valutazioni che ciascuno di loro esprime sul conflitto in corso".

Inevitabile, a queso punto, anche per lo stesso Morselli, chiedere scusa. "Non volevo insultare nessuno, mi sono lasciato andare a considerazioni colorite sopra le righe". Il senatore ha detto di essere rimaso "esterrefatto dopo l'intervento della Gruber a Porta a porta di ieri sera, dove aveva sostenuto che gli Usa avessero voluto colpire appositamente l'albergo dei corrispondenti per intimidire la stampa, come se gli americani fossero un esercito di criminali". Morselli ha concluso dicendo di riconoscersi "certamente nella posizione di An, di pieno sostegno al duro e pericoloso lavoro che i giornalisti svolgono nello scenario di guerra per informare nel miglior modo possibile".

Alle scuse di Morselli è seguita la decisione di Bucciero, che con una lettera al presidente del Senato, Marcello Pera, ha dichiarato di ritirare l'interrogazione sull'informazione della Rai e le sue inviate in Iraq. Bucciero, spiega una nota, ha spiegato che l'interrogazione affrontava "un grave e delicato problema", sul quale "non riteneva potessero essere avanzate strumentalizzazioni e capziose interpretazioni. Ma è purtroppo avvenuto il contrario - prosegue la nota - e pertanto, ritirando l'interrogazione, ritiene che le polemiche possano cessare, lasciando il passo al problema dell'informazione pubblica, ancora da risolvere".

(9 aprile 2003)

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