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    Predefinito In Irak si bombarda , in Italia si acquista

    il gruppo Bush sa quello che vuole.


    MILANO - Fiat e Carlyle hanno firmato un memorandum per la cessione di tutte le attività aerospaziali della Fiat Avio. La trattativa coinvolge anche Finmeccanica, in qualità di socio industriale. La partita Fiat Avio potrebbe così chiudersi nell'arco di cinque settimane. Dopo l'accordo tra Fiat e il fondo statunitense Carlyle, che ha ottenuto l'esclusiva per trattare assieme a Finmeccanica l'acquisizione della controllata del Lingotto, si dà il via alla due diligence per la quale è stato concordato poco più di un mese. Sarà poi formalizzata l'offerta da 1,6 miliardi di euro divisa al 70% per Carlyle e al 30% per Finmeccanica con la parte più consistente (intorno ai 900mila euro) finanziata dalle banche e la rimanente (700mila) cash. Quindi la trattativa con Fiat porterà a conclusione la dismissione della controllata. E i motivi per il buon fine dell'operazione dovrebbero esserci tutti. Anche per l'amministratore delegato di Fiat Avio, Saverio Strati, gradito ai potenziali nuovi acquirenti che lo riconfermerebbero.
    Sulla cifra e sulla ripartizione delle quote il partner industriale (controllato dal Tesoro al 32,4%) e quello finanziario (in cui ha interessi George Bush senior) hanno trovato un equilibrio. A Finmeccanica, che inizialmente era apparsa resistente ad acquisire una società valutata dalla Fiat tra 1,5-2 miliardi di euro, essere l'unica parte industriale e chiudere con una partecipazione al 30% è congeniale. Senz'altro più del 50% della stessa cifra (1,6 miliardi) che avrebbe dovuto sborsare in un eventuale accordo con un altro partner industriale come la statale francese Snecma, con cui peraltro il tentativo di accordo è fallito.
    Il tandem italo-americano nell'acquisizione di Fiat Avio ha lo stesso scopo: valorizzarla al massimo. Per ripagare il debito e con la possibilità, per chi dei due volesse, di uscirne nel tempo, cedendo la propria quota al partner incassando un buon guadagno. Se fosse Finmeccanica a rilevarla potrebbe inserirla nella propria costellazione e aggiungere o completare cicli di produzione; nel caso di Carlyle (che giudica Fiat Avio «esempio di eccellenza»), potrebbe affiancare l'asset ad altri in possesso o da acquisire (come la tedesca Mtu), per costituire un polo avionico da ricollocare sul mercato.
    Per il momento, rimanendo in gioco, Finmeccanica accontenta senz'altro il governo, che voleva da un lato aiutare la Fiat nel piano di risanamento e dall'altro mantenere sotto il controllo italiano anche solo una parte minoritaria di Fiat Avio. Ma la holding di piazza Monte Grappa, alle condizioni concordate con Carlyle, fa anche un buon affare. Non solo perchè si tratta di un buon business in cui l'esposizione finanziaria è contenuta (visto che il finanziamento sarebbe ripagato dai ricavi di Fiat Avio) ma anche perchè le attività dell'azienda aerospaziale del gruppo torinese sono complementari a quella guidata da Guarguaglini e Testore. Dunque Fiat Avio passa sotto screening economico-finanziario e legale di Carlyle e Finmeccanica (che ha chiuso ieri in Borsa con un prezzo di riferimento di 0,518 euro, +4,2 rispetto a ieri). Altri pretendenti non possono che attendere l'esito delle trattative.

    http://www.ilpiccolo.quotidianiespre.../at04/fiat.htm

  2. #2
    agitatore elettronico
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    Predefinito

    Altro aspetto del nuovo imperialismo, che contribuisce a sotterrare le teorie secondo cui vivremmo in un mercato globale in cui tutti sono interdipendenti e non vi sarebbe un centro. Il centro imperiale c'è. E' il "blocco dominante" USA (intreccio di apparati pubblici ed élites imprenditorial-finanziarie).
    Nel 1997 tale "centro" contribuì al crollo delle economie delle "tigri" asiatiche e si comprò numerose banche e imprese orientali a prezzi vantaggiosissimi. Nel 2000/2001 il crollo dell'Argentina, favorito da infami politiche di "aggiustamento strutturale" imposte dal Dipartimento del Tesoro USA (attraverso il FMI), aprì la strada a un massiccio riassetto del capitale argentino (indovinate chi sta facendo la parte del leone...).

    Ora, il gruppo Carlyle -sappiamo chi ne sono le "teste"- fa acquisti in Italia, in questa miserabile colonia politica e culturale degli USA, governata da servi come D'Alema (prima) e Berluska (poi).
    Ennesima rapina ai danni dei lavoratori del paese colonizzato, come accadrà anche con FIAT auto quando i signori di GM decideranno che non conviene tenerla in vita.

    In tutto questo, la cosa che più fa rabbia è leggere i tanti elogi a libri come quello di Negri e Hardt...

 

 

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