Da Ilnuovo.it
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La Ue: "Falso in bilancio inutilizzabile"
La Commissione boccia la legge del governo italiano "in
contrasto con le regole comunitarie". Memoria depositata alla Corte di giustizia: "I giudici dovranno disapplicare la norma anche se favorevole all'imputato".
ROMA - Per la Commissione europea le nuove norme italiane sul falso in bilancio, introdotte lo scorso anno con la modifica dell'articolo 2621 del codice civile, sono in contrasto con le regole comunitarie e, dunque, non possono essere applicate. La posizione dell'esecutivo di Bruxelles è contenuta nella memoria del Servizio giuridico depositata nei primi giorni di aprile alla Cancelleria della Corte di Giustizia Ue dove è in corso una causa pregiudiziale aperta dopo l'ordinanza con cui la Procura di Milano il 26 ottobre scorso ha trasmesso gli atti del processo Sme nella parte stralciata che vede il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi imputato di falso in bilancio.
La Corte ha unificato questa causa con altre che vedono imputati Sergio Adelchi (Corte d'appello di Lecce) e Marcello Dell'Utri (Tribunale di Milano).
In base al principio della "preminenza del diritto comunitario che impedisce la valida formazione di nuovi atti legislativi nazionali nella misura in cui questi fossero incompatibili con norme comunitarie", secondo la Commissione Ue "il giudice nazionale dovrà disapplicare la nuova norma penale" anche se questa è "più favorevole" per gli imputati.
In base alla Prima direttiva (151 del 1968), alla Quarta (660 del '78) e Settima (349 dell'83) "gli Stati membri - si legge nel documento - devono adottare tutte le misure idonee ad assicurare la portata e l'efficacia del diritto comunitario nelle ipotesi di falsità od omissioni nei conti annuali delle società". Devono inoltre "vigilare affinché le violazioni del diritto comunitario siano punite" con sanzioni "effettive, proporzionate e dissuasive". Queste disposizioni, secondo Bruxelles, "ostano all'applicazione a fatti pregressi di nuove norme nazionali più favorevoli".
Bruxelles contesta anche i termini di prescrizione previsti dalle nuove norme italiane, "tali da impedire, di regola, la conclusione del procedimento penale in tempo utile, tenendo conto delle difficoltà di accertamento del reato e del regime delle impugnazioni". Terza obiezione della Commissione riguarda la cosiddetta 'procedura a querela', che subordina l'intervento del giudice ad una querela della persona offesa. In sostanza, per Bruxelles, la procedibilità d'ufficio dovrebbe essere assicurata per un'adeguata tutela della collettività. Quanto, infine, alle cosiddette "soglie di rilevanza o di non punibilità", secondo il Servizio giuridico della Ue, le norme nazionali non possono prevedere che al di sotto di tali soglie le alterazioni non siano punibili".
Le direttive Ue infatti prevedono le sanzioni "in tutti i casi in cui l'alterazione dei conti annuali abbia determinato uno scostamento rispetto al quadro fedele voluto dal legislatore comunitario". Il documento, 54 pagine, ricostruisce gli aspetti della
vicenda e propone alla Corte e sarà inserita, spiegano a Lussemburgo, nella cosiddetta relazione di udienza, il documento che conclude la fase scritta della procedura e nel quale sono raccolte tutte le osservazioni delle parti, delle istituzioni comunitarie e degli Stati membri che ritenessero utile far conoscere la propria posizione ai giudici comunitari.
Nelle scorse settimane hanno depositato alla Corte le proprie osservazioni anche i legali di Berlusconi e l'Avvocatura dello Stato che ha difeso la riforma della disciplina del falso in bilancio. L'udienza non è stata ancora convocata ma prevedibilmente dovrebbe tenersi in autunno. La causa è stata assegnata a Christiaan Timmermans (giudice relatore, olandese) e ad Alber Zeigbert (avvocato generale, tedesco).
(10 APRILE 2003; ORE 20:00)
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Ma insomma, questi qui dell'internazionale giacobina che vogliono da noi?
MAh.....




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