Per finanziare il grandioso parco di Regalbuto (300 mln di Euro erogati da Cuffaro e Miccichè al finanziere Italo-Svizzero Rosario Musumeci che lavora per una società con sede in Basilea posseduta da personaggi molto strani) la Sicilia chiederà un mutuo di 413 milioni di euro.
Il deficit 2001 è il doppio di quello dell'anno precedente.
Cuffaro ha detto che la colpa è dei governi precedenti.
La giunta autorizza un altro ricorso al mercato. Difficoltà nel quantificare il buco della sanità
Deficit record alla Regione nuovo mutuo da 413 milioni
CARMELO LOPAPA
LA crisi finanziaria della Regione è più grave del previsto. Se ne sono accorti ieri in giunta gli assessori e il presidente, riuniti proprio per studiare le misure della cosiddetta manovra taglia deficit. La manovra per il momento è rinviata, perché il governo ha preso atto della «impossibilità di quantificare il buco nel bilancio della sanità». Ma i visi si sono fatti davvero cupi quando il presidente Cuffaro, l'assessore alle Finanze Pagano e gli altri colleghi hanno preso in esame il deficit di cassa. È stato a quel punto che è stato deciso il ricorso a un nuovo mutuo da 413 milioni di euro. Abbastanza per appesantire la situazione alla vigilia del responso delle società di rating sull'affidabilità finanziaria della Regione.
Deficit da record. Quello maturato a chiusura del bilancio 2001 - adesso sottoposto al giudizio di parifica della Corte dei conti (previsto per il 27 giugno) - ammonta a circa 500 milioni di euro, quasi mille miliardi delle vecchie lire. Non solo. A questo deficit si sommano anche i debiti di tesoreria. Quanto basta a far raddoppiare il deficit del 2001 rispetto all'anno precedente. «Spiegheremo che noi abbiamo una responsabilità limitata agli ultimi cinque mesi dello scorso anno, dato che il governo Cuffaro si è insediato solo nel luglio 2001» dice uno degli assessori a chiusura della giunta. Questa la linea difensiva che il governo intende tenere dopo il giudizio di parifica della Corte, farà così ricadere l'altra metà del deficit sotto la responsabilità della giunta Leanza (anch'essa di centrodestra).
Un nuovo mutuo. La misura immediata che l'amministrazione Cuffaro adotta per affrontare la crisi è il ricorso a un nuovo mutuo. «Il presidente ha autorizzato un indebitamento per 413 milioni di euro, circa 800 miliardi di lire, ma non è nulla di straordinario, era già previsto dalla Finanziaria» spiega l'assessore Pagano che pure fino a pochi giorni fa aveva escluso l'accensione di altri mutui (la Regione paga già 450 milioni di euro l'anno tra rate e interessi dei precedenti indebitamenti). Appena il 13 giugno scorso il ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva scritto alla Corte dei Conti e alla Banca d'Italia per mettere all'indice il facile ricorso delle regioni all'indebitamento, cioè ai mutui, per coprire spese correnti, soprattutto quelle della sanità. «Ma noi utilizzeremo i fondi per investimenti» garantisce Pagano. Secondo i tecnici del Bilancio questa è l'unica misura che può mettere la Regione al riparo dalla crisi di liquidità e dalla conseguente impossibilità di pagare stipendi e soddisfare debiti. «Per adesso il rischio non c'è, ma per allontanarlo è bene correre ai ripari» spiega un altro assessore.
La voragine della sanità. Alla riunione di giunta di ieri era assente l'assessore alla Sanità Ettore Cittadini. Ma il buco del suo bilancio è stato passato anch'esso al setaccio. All'assessore al Bilancio Pagano è stato affidato il compito di monitorarlo nel dettaglio, dato che le stime iniziali di un debito di circa 280 milioni di euro sembrano sottodimensionate. Tra i residui del '99, il deficit del 2000 e quello maturato nei primi mesi di quest'anno, sembra che il deficit effettivo della sanità pubblica siciliana abbia superato i 500 milioni di euro. «Solo quando capiremo realmente quali siano i confini del deficit potremo individuare le contromisure» ha detto l'assessore Pagano in giunta. Ed è per questo che la misura «taglia deficit», annunciata nello scorso fine settimana, subirà uno slittamento.
La Snam non pagherà. Ma è stato lo stesso Pagano a portare in giunta l'altra cattiva notizia della giornata. La Snam, chiamata a pagare la tassa sul metano da circa 130 milioni di euro imposta con l'ultima Finanziaria, ha inviato alla Regione una lettera con la quale notifica la sua intenzione di non pagare le altre rete. Il colosso del gas del gruppo Eni aveva già pagato le prime due rate, quelle di marzo e aprile, ma ha poi avviato delle azioni legali contro il balzello regionale. «E noi procediamo con i decreti ingiuntivi» è stato l'ordine imposto ieri dal presidente Cuffaro, che ha dato mandato a Pagano di procedere a sua volta nella battaglia legale. Tuttavia, il governo proverà a tenere aperta anche la via della trattativa. Lo stesso assessore ha avuto già dei contatti con i nuovi vertici della Snam e non viene escluso un incontro nei prossimi giorni. Come se non bastasse, il bilancio della Regione dovrà fare i conti anche un altro mancato introito: si tratta degli 80 milioni di euro previsti dalla Finanziaria quale proventi della privatizzazione dell'Eas, non ancora partita.





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