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  1. #1
    Dalla parte del torto!
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    Predefinito L'intellighenzia araba scende in piazza

    In vari paesi arabi gli intellettuali hanno manifestato la loro posizione contraria all'invasione anglo-americana


    Giordania: Un centinaio di giornalisti giordani hanno organizzato un corteo per protestare contro la guerra che Stati Uniti e Inghilterra conducono contro l’Iraq. I giornalisti sventolavano bandiere dell’Iraq, innalzavano cartelli che criticavano l’America e la Gran Bretagna, e chiedevano una presa di posizione araba di fronte agli sviluppi del conflitto in Iraq. Il corteo è partito dalla sede del giornale Ad-Dustur, è passato davanti a quella del quotidiano Ar-Ra’y , per concludersi in prossimità del giornale Al-‘Arab al-yawm. I partecipanti hanno ripetuto slogan rivolti al Presidente americano George Bush.
    Hanno accusato l’America e l’Inghilterra di terrorismo, mentre hanno elogiato la resistenza irachena contro le potenze occupanti. Alla fine della manifestazione il vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti Giordani, Nabil Hisham, ha tenuto un discorso in cui chiedeva che si serrassero le fila arabe di fronte a quella che ha definito come “la brutale offensiva imperialista a cui è sottoposto l’Iraq”. Ha inoltre sollecitato la necessità di fornire un sostegno concreto al popolo iracheno. (fonte: Aljazeera, 30.03.2003)


    Yemen: l’Ordine dei giornalisti dello Yemen ha aperto una sottoscrizione in favore dei giornalisti iracheni che si trovano sotto il bombardamento aereo americano che ha come obbiettivo diverse sedi dell’informazione irachena. In un comunicato è stato ribadito che i contributi “mirano a fornire strumentazioni per le riprese televisive e fotografiche, e ogni altro mezzo necessario ai giornalisti iracheni, oltre ad un indennizzo per i danni connessi all’esercizio della loro professione in condizioni di guerra. Il documento specificava che l’iniziativa è stata presa a causa del bombardamento che ha colpito l’Ente televisivo iracheno e altri centri di informazione e “per solidarietà con i nostri colleghi, affinché venga difesa la libertà di accesso all’informazione”, intendendo con questo che “l’attacco anglo-americano ha tentato di imbavagliare la voce della eroica resistenza del popolo e dei massmedia iracheni”. (fonte: Aljazeera, 30.03.2003)


    Egitto: alcuni intellettuali di diversi orientamenti ideologici e politici hanno reso pubblico un manifesto in cui chiedono di sostenere il popolo iracheno e condannano l’invasione imperialista americana al servizio degli interessi sionisti, auspicandone anche la liberazione dalla tirannia e dall’oppressione. Hanno insistito sull’immediato ritiro delle forze straniere, e di qualsiasi forma di presenza militare straniera, dalla regione mediorientale. Il documento chiede anche di sostenere il diritto dei due popoli, iracheno e palestinese, a difendersi dall’occupazione americana e israeliana con tutti i mezzi, fra cui la lotta armata e la resistenza. Il manifesto afferma la necessità di rivolgersi al popolo americano e alle sue istituzioni democratiche affinché si contrappongano alla amministrazione di destra di Bush, per costringerla ad abbandonare l’Iraq e la tutta la regione araba. Sul fronte interno, il manifesto chiede riforme costituzionali, politiche e giurisdizionali, nonché la necessità di riforme sociali per garantire la nascita di un nuovo movimento nazionale che contrasti l’imperialismo e la povertà. Condanna inoltre il comportamento delle forze di sicurezza che hanno proceduto ad una brutale repressione di manifestazioni autorizzate contro la guerra. A questo proposito, è stata chiesta l’identificazione dei poliziotti responsabili di questi comportamenti. Il documento si concludeva con l’invito ad avviare la costituzione di un fronte popolare arabo per lo sviluppo e la riforma “del vacillante sistema arabo, a cui va attribuita la responsabilità del fallimento nella difesa dell’indipendenza e dignità dei popoli arabi”. Il manifesto portava la firma di settanta intellettuali di sinistra, liberali e nazionalisti, che si sono presentati per la prima volta come un raggruppamento nuovo sotto il nome di “Forum sociale democratico egiziano”. Fra i firmatari spiccavano il Segretario Generale della Lega dei Giornalisti Arabi, Salah ad-Din Hafez, il segretario generale dell’Ordine dei Giornalisti Egiziani, Yahya Qallash, il Direttore del Centro per i diritti umani del Cairo, Baha ad-Din Hasan, il Ricercatore Muhammad as-Sayyid Sa‘id, il caporedattore del giornale Al-Qahira, Salah ‘Isa, e la scrittrice Amina Shafiq. (fonte: Muhit, 02.04.2003)


    Palestina: centinaia di intellettuali palestinesi, fra cui poeti, scrittori e giornalisti, hanno manifestato nella città di Gaza per esprimere il loro rifiuto dell’invasione dell’Iraq e chiedere la sospensione della guerra. Nel corteo che si è snodato per le vie della città, i partecipanti hanno innalzato immagini del Presidente iracheno Saddam Husayn e sventolato bandiere palestinesi e irachene, poi hanno bruciato le bandiere israeliana, americana e inglese. Portavano dei cartelli sui quali vi era scritto “fermate la guerra americana-sionista contro la capitale della civiltà islamica” (riferendosi a Baghdad), “L’America porta avanti una guerra per volere di Israele”, “fermate l’attacco del nuovo Hulegu dell’era moderna”[Hulegu era a capo dei Mongoli, quando questi occuparono Baghdad nel 1258 uccidendo l’ultimo califfo abbasside, ndt]. I partecipanti hanno inoltre gridato slogan che criticavano il silenzio arabo: “un due tre, l’esercito arabo dov’è?” e frasi tipo “la cooperazione con il nemico è un tradimento della patria”, “morte a Israele e all’America. No all’attacco contro l’Iraq”. Tawfiq Abu Khawsa, vice Presidente dell’Ordine del Giornalisti Palestinesi, presente alla manifestazione, ha confermato il sostegno dei giornalisti palestinesi alla tenacia dimostrata dal popolo iracheno nel fronteggiare il nemico anglo-americano oppressore, aggiungendo che il popolo iracheno come quello palestinese, riuscirà infine a prevalere. D’altra parte, diversi abitanti della striscia di Gaza hanno esposto bandiere irachene e immagini di Saddam Husayn fuori dalle loro case e dei loro negozi, ma anche nelle loro auto. (fonte: Muhit, 02.04.2003)
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  2. #2
    Affus
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    Predefinito il popolo eletto e l'invidia dei non eletti

    salmo 104,43-45


    Fece uscire il suo popolo con esultanza,
    i suoi eletti con canti di gioa .
    Diede loro le terre dei popoli ,
    ereditarono la fatica delle genti,
    perchè custodissero i suoi decreti
    e obbedissero alle sue leggi

  3. #3
    Makeru ga, katta
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    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
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    Predefinito Re: il popolo eletto e l'invidia dei non eletti

    Originally posted by Affus
    salmo 104,43-45


    Fece uscire il suo popolo con esultanza,
    i suoi eletti con canti di gioa .
    Diede loro le terre dei popoli ,
    ereditarono la fatica delle genti,
    perchè custodissero i suoi decreti
    e obbedissero alle sue leggi

    Il fanatismo è una brutta bestia...

  4. #4
    Affus
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    Predefinito Re: Re: il popolo eletto e l'invidia dei non eletti

    Originally posted by marcejap
    Il fanatismo è una brutta bestia...


    .....e ora tocca all'Iran e alla Siria .
    quando entreranno in azione i nostri bersaglieri ?
    I nostri " tengo famiglia " sono stati bloccati in casa dai comunisti .
    maledizione ! allora bisogna combattere prima questi nemici ......
    Un po' di pausa e poi si ricomincia ........a ballare .
    E' iniziata la garde avanzata e nessuno ci fermera .
    Dio lo vuole !

  5. #5
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    Predefinito Re: L'intellighenzia araba scende in piazza

    Originally posted by Rodolfo
    In vari paesi arabi gli intellettuali hanno manifestato la loro posizione contraria all'invasione anglo-americana


    Giordania: Un centinaio di giornalisti giordani hanno organizzato un corteo per protestare contro la guerra che Stati Uniti e Inghilterra conducono contro l’Iraq. I giornalisti sventolavano bandiere dell’Iraq, innalzavano cartelli che criticavano l’America e la Gran Bretagna, e chiedevano una presa di posizione araba di fronte agli sviluppi del conflitto in Iraq. Il corteo è partito dalla sede del giornale Ad-Dustur, è passato davanti a quella del quotidiano Ar-Ra’y , per concludersi in prossimità del giornale Al-‘Arab al-yawm. I partecipanti hanno ripetuto slogan rivolti al Presidente americano George Bush.
    Hanno accusato l’America e l’Inghilterra di terrorismo, mentre hanno elogiato la resistenza irachena contro le potenze occupanti. Alla fine della manifestazione il vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti Giordani, Nabil Hisham, ha tenuto un discorso in cui chiedeva che si serrassero le fila arabe di fronte a quella che ha definito come “la brutale offensiva imperialista a cui è sottoposto l’Iraq”. Ha inoltre sollecitato la necessità di fornire un sostegno concreto al popolo iracheno. (fonte: Aljazeera, 30.03.2003)


    Yemen: l’Ordine dei giornalisti dello Yemen ha aperto una sottoscrizione in favore dei giornalisti iracheni che si trovano sotto il bombardamento aereo americano che ha come obbiettivo diverse sedi dell’informazione irachena. In un comunicato è stato ribadito che i contributi “mirano a fornire strumentazioni per le riprese televisive e fotografiche, e ogni altro mezzo necessario ai giornalisti iracheni, oltre ad un indennizzo per i danni connessi all’esercizio della loro professione in condizioni di guerra. Il documento specificava che l’iniziativa è stata presa a causa del bombardamento che ha colpito l’Ente televisivo iracheno e altri centri di informazione e “per solidarietà con i nostri colleghi, affinché venga difesa la libertà di accesso all’informazione”, intendendo con questo che “l’attacco anglo-americano ha tentato di imbavagliare la voce della eroica resistenza del popolo e dei massmedia iracheni”. (fonte: Aljazeera, 30.03.2003)


    Egitto: alcuni intellettuali di diversi orientamenti ideologici e politici hanno reso pubblico un manifesto in cui chiedono di sostenere il popolo iracheno e condannano l’invasione imperialista americana al servizio degli interessi sionisti, auspicandone anche la liberazione dalla tirannia e dall’oppressione. Hanno insistito sull’immediato ritiro delle forze straniere, e di qualsiasi forma di presenza militare straniera, dalla regione mediorientale. Il documento chiede anche di sostenere il diritto dei due popoli, iracheno e palestinese, a difendersi dall’occupazione americana e israeliana con tutti i mezzi, fra cui la lotta armata e la resistenza. Il manifesto afferma la necessità di rivolgersi al popolo americano e alle sue istituzioni democratiche affinché si contrappongano alla amministrazione di destra di Bush, per costringerla ad abbandonare l’Iraq e la tutta la regione araba. Sul fronte interno, il manifesto chiede riforme costituzionali, politiche e giurisdizionali, nonché la necessità di riforme sociali per garantire la nascita di un nuovo movimento nazionale che contrasti l’imperialismo e la povertà. Condanna inoltre il comportamento delle forze di sicurezza che hanno proceduto ad una brutale repressione di manifestazioni autorizzate contro la guerra. A questo proposito, è stata chiesta l’identificazione dei poliziotti responsabili di questi comportamenti. Il documento si concludeva con l’invito ad avviare la costituzione di un fronte popolare arabo per lo sviluppo e la riforma “del vacillante sistema arabo, a cui va attribuita la responsabilità del fallimento nella difesa dell’indipendenza e dignità dei popoli arabi”. Il manifesto portava la firma di settanta intellettuali di sinistra, liberali e nazionalisti, che si sono presentati per la prima volta come un raggruppamento nuovo sotto il nome di “Forum sociale democratico egiziano”. Fra i firmatari spiccavano il Segretario Generale della Lega dei Giornalisti Arabi, Salah ad-Din Hafez, il segretario generale dell’Ordine dei Giornalisti Egiziani, Yahya Qallash, il Direttore del Centro per i diritti umani del Cairo, Baha ad-Din Hasan, il Ricercatore Muhammad as-Sayyid Sa‘id, il caporedattore del giornale Al-Qahira, Salah ‘Isa, e la scrittrice Amina Shafiq. (fonte: Muhit, 02.04.2003)


    Palestina: centinaia di intellettuali palestinesi, fra cui poeti, scrittori e giornalisti, hanno manifestato nella città di Gaza per esprimere il loro rifiuto dell’invasione dell’Iraq e chiedere la sospensione della guerra. Nel corteo che si è snodato per le vie della città, i partecipanti hanno innalzato immagini del Presidente iracheno Saddam Husayn e sventolato bandiere palestinesi e irachene, poi hanno bruciato le bandiere israeliana, americana e inglese. Portavano dei cartelli sui quali vi era scritto “fermate la guerra americana-sionista contro la capitale della civiltà islamica” (riferendosi a Baghdad), “L’America porta avanti una guerra per volere di Israele”, “fermate l’attacco del nuovo Hulegu dell’era moderna”[Hulegu era a capo dei Mongoli, quando questi occuparono Baghdad nel 1258 uccidendo l’ultimo califfo abbasside, ndt]. I partecipanti hanno inoltre gridato slogan che criticavano il silenzio arabo: “un due tre, l’esercito arabo dov’è?” e frasi tipo “la cooperazione con il nemico è un tradimento della patria”, “morte a Israele e all’America. No all’attacco contro l’Iraq”. Tawfiq Abu Khawsa, vice Presidente dell’Ordine del Giornalisti Palestinesi, presente alla manifestazione, ha confermato il sostegno dei giornalisti palestinesi alla tenacia dimostrata dal popolo iracheno nel fronteggiare il nemico anglo-americano oppressore, aggiungendo che il popolo iracheno come quello palestinese, riuscirà infine a prevalere. D’altra parte, diversi abitanti della striscia di Gaza hanno esposto bandiere irachene e immagini di Saddam Husayn fuori dalle loro case e dei loro negozi, ma anche nelle loro auto. (fonte: Muhit, 02.04.2003)





    E chi se ne frega

  6. #6
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    Noto con piacere che tra i sionistii infiltrati e tra i presunti camerati a parole - sionisti nei fatti - l'identità di vedute è sempre più ampia.
    Complimenti, continuate così...
    Sinistra Nazionale!

  7. #7
    Orazio Coclite
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    Originally posted by Rodolfo
    Noto con piacere che tra i sionistii infiltrati e tra i presunti camerati a parole - sionisti nei fatti - l'identità di vedute è sempre più ampia.
    Complimenti, continuate così...
    Secondo me non si tratta nemmeno di 'camerati a parole', ma solo di borghesi col mito dell'ordine e della disciplina.

    La razza peggiore...

    Saluti cari

  8. #8
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    Originally posted by Rodolfo
    Noto con piacere che tra i sionistii infiltrati e tra i presunti camerati a parole - sionisti nei fatti - l'identità di vedute è sempre più ampia.
    Complimenti, continuate così...


    ti ricordi nel film "mediterraneo " la frase : una faccia una razza

  9. #9
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    Originally posted by Rodolfo
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    Complimenti, continuate così...

    Cosa pretendi che L'intellighenzia araba abbia potere decisionale su di noi

  10. #10
    Dalla parte del torto!
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    Originally posted by S.P.Q.R.
    Cosa pretendi che L'intellighenzia araba abbia potere decisionale su di noi
    E cosa c'entra con l'articolo che ho postato?
    L'intellighentia araba scende in piazza contro la guerra in Iraq ed avrebbe potere decisionale su di noi????
    Ma pensi a quello che scrivi o pigi pulsanti a caso?
    Sinistra Nazionale!

 

 
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