Con questo post non voglio in nessun caso invitare alla "depressione" o alla disperazione, ma solo richiamare l'attenzione sullo scenario peggiore che potrebbe verificarsi.
E' possibile che nei prossimi giorni gli USA diano il là a quello che il sanguinario ministro della difesa D. Rumsfeld ha chiamato "la più imponente prova di forza e di potenza di fuoco mai vista".
Su una popolazione già fiaccata da 12 anni di guerra (1980-88 e 1991) e da altrettanti anni di embargo criminale, da dittatura e distruzioni, ciò potrebbe indurre a una totale resa.
In questo caso, gli imperialisti angloamericani (che non fanno mai la guerra se non quando sono assolutamente certi di poterla vincere rapidamente) avrebbero buon gioco nel mostrare che i pacifisti esageravano, che l'azione è stata chirurgica e così via manipolando.
A quel punto, le forze pro-capitaliste e proamericane nel mondo dell'informazione (la grande maggioranza) e i politici più servili si scatenerebbero.
Occorre quindi non focalizzarsi solo su questa tragica guerra, ma tenere sempre bene a mente - e soprattutto contribuire a tenerlo a mente nel movimento - lo scopo di lungo periodo della strategia americana: il dominio mondiale geopolitico ed economico e la riaffermazione delle gerarchie (di classe) capitalistiche globali.
Dobbiamo incessantemente sforzarci di ricondurre quel che accade nel contesto più ampio, che è quello della riproduzione manu militari dei rapporti sociali (di dominazione) capitalistici. Dobbiamo prestare attenzione al fatto che anche intellettuali interni al sistema di potere occidentale, come l'ex ambasciatore e uomo di destra Sergio Romano, considerano la dottrina americana come un mezzo per affermare un dominio imperiale e sottomettere non solo l'Iraq o la Corea del Nord, ma anche e soprattutto l'Europa.
A proposito di Europa: per me ha senso solo una confederazione di stati democratici e socialisti europei, uniti in una politica di sicurezza comune in senso anti-imperialista e in una politica economica concertata, aperta agli spazi mediterranei, balcanici e mediorientali nel segno di una cooperazione geoeconomica. Tale confederazione si potrà realizzare solo a partire da Stati-nazione di tipo radicalmente diverso da quelli attuali, e in cui i rapporti di forza saranno già stati modificati in senso socialista ed egalitario.
Questa Europa è possibile, inoltre, solo se si inverterà la tendenza in atto dal 1986 (Atto unico) che vede invece trionfare le idee di Unione semi-federalista e liberista, espansionista verso l'est e succube degli Stati Uniti. Inoltre, credo che occorra dirsi chiaro e tondo che l'Inghilterra non può essere accettata in una confederazione europea, visto che è sempre e comunque il 51° stato USA.
Occorre invece sostenere i movimenti nazionalitari britannici (scozzesi, irlandesi, gallesi), socialisti e identitari che si battono per una politica autonoma da Londra.




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