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    Predefinito Quale Politica Per I Ds?

    ===OCCHETTO,ALTRO CHE SCISSIONE SI CERCA CACCIARE OPPOSITORI

    (ANSA) - ROMA, 2 APR - ''Finora, l'unico elemento di
    divisione che ho visto e' questo continuo gridare alla
    scissione. E che forse nasconde solo il'intenzione di cacciare
    via qualcuno''. Achille Occhetto, in una intervista alla
    REPUBBLICA, non nasconde la sua simpatia per 'Aprile' e per il
    ''contributo positivo che ne potra' venire per definire un nuovo
    riformismo''.
    Ma respinge con forza gli allarmi di scissioni in vista. E
    anche le accuse di stalinismo giunta da Fassino. ''Lo stalinismo
    - risponde Occhetto - storicamente, non e' della minoranza ma di
    chi dirige. E' singolare - commenta - far diventare liberal i
    dirigenti e trasformare chi dissente in stalinista''. La
    scommessa, secondo Occhetto, e' nel far convivere in un Ulivo
    allargato le due idee di riformismo presenti nella sinistra: un
    riformismo neoliberista legato all'atlantismo e un riformismo
    forte, europeista, amico della grande democrazia americana.
    Quanto alla posizione sulla guerra, Occhetto osserva che i
    tempi non dipendono ne' da Fassino ne' da Cofferati. ''Se sara'
    lunga - afferma - lo sara' per i rapporti di forza in campo. La
    mia richiesta e' per il cessate il fuoco immediato. E non ho
    sentito nessuno di Aprile invocare una guerra lunga''. Una
    sospensione del conflitto non significa, per Occhetto, far
    vincere Saddam. ''Lo stop alla guerra - dice - va legato
    all'apertura di corridoi umanitari, al ritorno degli ispettori
    scortati dai soldati dell'Onu, alla ripresa del disarmo
    dell'Iraq. Queste condizioni porterebbero al collasso il regime
    di Saddam''. (ANSA).

    GO

  2. #2
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    Predefinito

    (ANSA) - ROMA, 2 APR - ''L'America e' un riferimento per
    tutti i democratici in tutte le parti del mondo. Non si puo'
    essere democratici e antiamericani, non avrebbe senso. Ma si
    puo' essere contro Bush senza essere antiamericani''. E' quanto
    afferma, tra l'altro, il sindaco di Roma, Walter Veltroni, in
    una intervista al quotidiano LA STAMPA, in cui parla dell'Iraq e
    del dibattito interno alla sinistra sulla guerra.
    ''Sono stato al grande corteo del 15 febbraio - afferma
    Veltroni - e non ho visto bruciare bandiere americane o
    israeliane, anzi, ho visto un manifestante portare la bandiera
    con la stella di David accanto a quella palestinese. E
    palestinesi ed ebrei hanno sfilato insieme lungo i Fori
    Imperiali con lo striscione 'Due popoli due Stati'. Questo e' il
    popolo della pace. Le posizioni estremistiche ci possono essere,
    ma quel popolo merita rispetto, non le battute di Berlusconi
    contro le bandiere rosse. Sono cose che soltanto chi non conosce
    la storia italiana puo' dire. La bandiera rossa altrove ha
    segnato dittature, ma in questo Paese e' stata innalzata durante
    la Resistenza come segno di liberta', da uomini che sono morti
    per dare anche a Berlusconi la possibilita' di dire quel che
    dice''.
    Quanto al dibattito nella sinistra sulla durata del
    conflitto, ''e' surreale'', dice Veltroni. ''Perche' la guerra -
    spiega - e' gia' una guerra lunga. Bush ha avvertito che durera'
    mesi, Franks che si arrivera' all'estate. Di cosa stiamo
    discutendo?''. Il vero problema, secondo Veltroni, e' ottenere
    ''due condizioni: un cessate il fuoco che rimetta in gioco
    l'Onu, e l'intervento umanitario, indispensabile in una guerra
    che si fa feroce, con citta' assediate prive di acqua, gas,
    luce, viveri''.
    ''Il mio dolore di oggi per i bambini iracheni - aggiunge -
    non e' diverso dal mio dolore di ieri per i bambini curdi gasati
    dagli iracheni. La guerra sta producendo effetti devastanti, ha
    diviso l'Onu, la Nato, l'Europa, sta ulteriormente
    radicalizzando i paesi musulmani come la Siria e l'Iran; sta
    creando centinaia di Bin Laden''.
    Quanto alla frattura nella sinistra tra riformisti e
    radicali, ''sono convinto - dice Veltroni - che in questa fase
    il centrosinistra possa essere maggioritario nel paese: ma -
    avverte - ogni contendente deve sacrificare un po' di se stesso;
    altrimenti finiranno come i Duellanti del film di Ridley Scott,
    che sguainavano le spade su qualunque terreno si trovassero''.
    ''Io - conclude il sindaco di Roma - ho sempre usato
    l'espressione della 'radicalita' nel riformismo': credo in un
    riformismo forte, che ambisca alla trasformazione delle cose''.
    (ANSA).

  3. #3
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    ===BERTINOTTI, CON COFFERATI MA BASTA SPACCATURE

    (ANSA) - ROMA, 2 APR - ''Due settimane fa le opposizioni
    hanno presentato una mozione unitaria contro la guerra in Iraq e
    contro la concessione agli Stati Uniti di qualunque supporto
    logistico. E quel popolo della pace che ogni giorno fa sentire
    la sua voce con bandiere e cortei oggi e' rafforzato dalle
    falsita' emerse sulla guerra lampo... Mi sembra chiaro percio'
    che bisogna essere coerenti e chiedere la cessazione
    dell'intervento militare''. In una intervista al CORRIERE DELLA
    SERA, Fausto Bertinotti, leader di Rifondazione comunista, dice
    di accettare il dialogo con l'Ulivo per la ricerca di una
    mozione comune sull'Iraq mantenendo pero' il discrimine dello
    stop alla guerra.
    ''Siamo con l'area di Cofferati, i Verdi, il mondo del
    cattolicesimo pacifista. Non auspico scissioni - dice -, ma vedo
    che sulla guerra c'e' una contraddizione tra gli assetti
    politici delle opposizioni (con divisioni tra Ulivo e noi che mi
    appaiono eredita' del passato) e le grandi correnti
    politico-culturali che configurano realta' diverse''.
    ''Questa guerra - aggiunge il leader di Prc - non dipende ne'
    dal terrorismo (che e' continuato dopo l'intervento in
    Afghanistan), ne' dalle armi di distruzione di massa (che
    possono essere eliminate con gli ispettori). Non si tratta di
    pensare come Cofferati: e' tutto il movimento per la pace che
    dice queste cose''. ''Fassino - osserva Bertinotti - vede
    questo conflitto come una parentesi, finita la quale Europa e
    Onu si ricompongono come prima. Secondo il movimento per la pace
    invece rappresenta lo scardinamento dell'ordine precedente e
    l'affermazione di un assetto imperiale. Per salvare l'unita',
    propongo un terreno di mediazione. Chiediamo che cessi la guerra
    anche per motivi umanitari. Mettere un accento su Saddam Hussein
    e non sugli Usa, legittimerebbe la guerra''. (ANSA).

    GO

  4. #4
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    ===LIVIA TURCO, SENZA RISPETTO NON SI PUO' STARE INSIEME

    (ANSA) - ROMA, 1 APR - ''Se continuano cosi', forse finira'
    che saremo noi a separarci da loro. Lo dico paradossalmente,
    certo''. In una intervista alla STAMPA, Livia Turco, della
    maggioranza riformista diessina, parla delle visioni interne
    alla sinistra. E avverte i ''carissimi compagni'' di Aprile a
    riflettere: ''Non si puo' stare insieme - afferma - se non c'e'
    un po' di reciproco rispetto''.
    Secondo Livia Turco ''l'attuale gruppo dirigente dei diesse
    ha dato grande prova di disponibilita' democratica verso la
    minoranza''. ''Ma dalla minoranza - lamenta - non possono venire
    solo critiche. Non si puo' stare insieme se non c'e'
    riconoscimento reciproco''.
    In particolare, dice di non capire le divisioni sulla guerra.
    ''Se il no alla guerra deve essere senza se e senza ma - chiede
    - come si puo' poi sostenere che il problema non e' la sua
    durata? La guerra - sostiene - produce vittime, e anche salvare
    una sola vita umana per me vale la sospensione del conflitto. E
    poi sono inaccettabili i giudizi morali. Non c'e' nessuno che si
    possa permettere giudizi morali sugli altri compagni. Se non
    rimaniamo nell'ambito della dialettica e delle divergenze
    politiche, proprio non so dove andiamo a finire''. (ANSA).

    GO

  5. #5
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    ===FASSINO, DICO 'NO' ALLA SINISTRA DEI POCHI MA BUONI

    (ANSA) - ROMA, 1 APR - ''Oggi piu' che mai l'opposizione deve
    essere unita: giudicherei un gravissimo errore usare parole
    d'ordine massimalistiche solo per piantare la propria
    bandierina: parliamo di pace e di guerra. Occorre senso di
    responsabilita'. E impegno per una soluzione politica del
    conflitto''. E' uno dei messaggi che il segretario dei Ds, Piero
    Fassino, manda a Sergio Cofferati in una lunga intervista al
    CORRIERE DELLA SERA.
    La guerra, ma anche l'Ulivo, i Ds, le divisioni sono i temi
    trattati da Fassino nell'intervista. Sulla guerra, il segretario
    dei Ds rileva che ''l'andamento dei primi dodici giorni indica
    come le preoccupazioni di chi questa guerra non la voleva
    fossero fondate''. Per Fassino ''e' inconcepibile che la
    sinistra si divida in un dibattito francamente salottiero su
    quanto debba durare la guerra. Tutti - afferma - dobbiamo volere
    che duri il meno possibile. Semmai dobbiamo chiederci quale
    possa essere l'iniziativa che consenta questo obiettivo''.
    A tal proposito, per il segretario della Quercia occorre
    ''intanto attivare subito un programma straordinario di aiuti
    umanitari; quindi un'iniziativa del nostro governo, con i
    partner europei, per la convocazione immediata del consiglio di
    sicurezza dell'Onu Onu per una iniziativa che tenga insieme
    sospensione delle ostilita', ripresa del disarmo dell'Iraq,
    avvio di un processo di transizione democratica in Iraq e,
    parallelamente, la ripresa del processo di pace in Medio
    Oriente''.
    E su questi obiettivi, ammonisce Fassino, ''l'opposizione
    deve essere unita: giudicherei un gravissimo errore - afferma -
    usare parole d'ordine massimalistiche solo per piantare la
    propria bandierina: parliamo di pace e di guerra. Occorre senso
    di responsabilita'''. ''Credo - aggiunge - che un'opposizione
    debba sempre porsi l'obiettivo di allargare i suoi consensi.
    Vedo invece con preoccupazione emergere spesso in parte
    dell'opposizione la tentazione di una politica che riduce il
    consenso. Non mi hanno mai convinto le logiche dei puri e duri,
    dei pochi ma buoni, cosi' come non mi convincono i 'senza se e
    senza ma'''.
    Per Fassino il fiume dell'opposizione si e' rimesso in moto e
    ci sono le condizioni ''per un salto che faccia percepire il
    centrosinistra come una credibile alternativa di governo''. E
    questo ancor piu' in una fase in cui il centrodestra e' in
    difficolta'. ''Nel momento in cui chi governa dimostra di non
    farcela - dice - e' dovere dell'opposizione accelerare la
    elaborazione di una proposta che dimostri al Paese che c'e' chi
    ce la puo' fare''. Di qui l'appello alle minoranze. ''Non
    contesto i diritti della minoranza - dice il segretario dei Ds -
    a patto che la diversita' di posizioni non sia rifiuto al
    confronto, ricerca pregiudiziale di una distinzione''. ''Mi
    batto - conclude Fassino - per un Ulivo piu' largo e unito che
    sia in grado di costruire un'interlocuzione tra partiti,
    movimenti e societa', per essere un'alternativa a Berlusconi. Ma
    tenere uniti i Ds e l'Ulivo - ammonisce - non e' solo compito
    mio. Chi volesse dividere, si assumerebbe una gravissima
    responsabilita'''. (ANSA).

    GO

  6. #6
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    ===MORANDO (DS): COSI' COFFERATI SI PONE FUORI DAL PARTITO

    (ANSA) - ROMA, 31 mar - ''Il fatto e' che fino alla riunione
    di Sabato 'Aprile' era un'associazione di tendenza, interna ai
    Ds e con finanziamenti e rapporti organizzativi con il partito.
    Ora e' del tutto autonoma ed e' struttura di collegamento tra
    sinistra Ds e i movimenti omogenei''. E' uno dei passaggi
    dell'intervista ad Enrico Morando a QUOTIDIANO NAZIONALE. ''La
    decisione di Cofferati - continua l'esponente liberal della
    Quercia - non rinnega ma la sua scelta di non assumersi ruoli
    nei Ds. D'altra parte lui non intende impegnarsi nella guida del
    partito perche' considera la leadership viziata da
    professionismo burocratico. Mi avrebbe sorpreso se avesse
    assunto responsabilita' interne''.(ANSA).

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    ===CALDAROLA (DS): COFFERATI HA FATTO LA SCISSIONE

    (ANSA) - ROMA, 31 mar - ''Ormai e' evidente che si e'
    costruita una struttura parallela ai Ds che solo in senso
    tecnico non rappresenta una scissione, ma politicamente si'''.
    E' il primo passaggio dell'intervista di Giuseppe Caldarola,
    deputato Ds vicino a D'Alema, sulla nomina di Sergio Cofferati
    alla presidenza dell'associazione ''Aprile''. ''E' una struttura
    politica parallela ai Ds - spiega l'esponente della Quercia -
    con una doppia fedelta' per i suoi militanti. Questa e' una
    formazione politica con uno stato maggiore e una linea. Non e'
    una corrente. E se la loro linea e' in contrasto con quella del
    partito, chiamano i loro militanti a scegliere. C'e' in sostanza
    la rottura del vincolo solidale. Hanno mollato gli ormeggi.
    Cofferati si e' fatto un partitino. Come il Pdup. (...) A qeusto
    punto noi abbiamo finito la nostra esperienza politica come
    partito unitario. (...) Prendo atto che in Italia esistono tre
    sinistre: Rifondazione, quella movimentista di Cofferati e i
    Ds''.(ANSA).

    KQW

  8. #8
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    Ma perche i DS fanno politica?

  9. #9
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    Predefinito Re: Quale Politica Per I Ds?


    Quale Politica Per I Ds?
    Continueranno a dire le solite fregnacce su Berlusconi senza proporre nulla di concreto.
    Credo che questa sia l'unica linea che li rende compatti.

  10. #10
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    Predefinito

    Vorrei porre una domanda senza nessuna polemica:il gov in carica sta governando(bene o male lo decideranno gli elettori)ma ha una politica che,pur con qualche litigio,è condivisa da tutto lo schieramento.Ma come può un elettore intenzionato a votare centro sinistra a votare per una coalizione che non sta insieme su nulla perchè al suo interno ci sono visioni politico economiche e sociali agli antipodi,quindi quale politica potrà mai attuare come forza di Governo ora che sono + divisi che nel 96?

    Gradirei MOLTO non essere insultato nelle risposte!

 

 
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