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    Predefinito Le 20 domande più comuni su Maria Santissima.

    Chi è Maria?




    1. Che significa il termine "Madonna"?


    Nel mondo bizantino i termini usati per rivolgersi a Maria erano: Madre di Dio, Tuttasanta e Sempre Vergine. Nell'Alto Medioevo è prevalso il termine "Santa Maria". Con l'affermarsi della mentalità feudale, entrò in uso quello di "Nostra Donna": dal latino "domina", signora. Presto si andò oltre: fu tanta la confidenza nei suoi confronti che divenne "mia Signora", cioè Madonna. In Italia è l'epiteto più diffuso per indicare Maria di Nazaret.

    2. Che rapporto c'è tra Maria e le dee pagane?


    Già Origene nel III secolo rilevava la sostanziale differenza tra il culto di Maria e delle dee pagane. Il culto delle dee madri (Iside, Cibele, Astarte) prevalse in epoca del matriarcato ed ebbe per fondamento una favola che proponeva simboli vaghi come la sovranità assoluta della natura feconda. Il culto di Maria, invece, ha un fondamento nella storia e propone una personalità ben precisa.

    3. Il culto di Maria è idolatria?


    No, perché riconosce la creaturalità della Vergine e insieme la sua eccellenza. Non è sostitutivo, né indipendente, né alternativo al culto dovuto alla Trinità. È voluto da Dio e finalizzato a lui.

    4. Perché c'è tanta avversione nei confronti dei dogmi mariani?


    Non sono spesso ben compresi. Nella formulazione dei dogmi viene messo in luce il posto di Maria nel mondo e il compito fondamentale nella Chiesa. Non bisogna quindi pensare che la fede sia "inventata" dal dogma. Essa è semplicemente definita cioè espressa in formule brevi, che non hanno il compito di esaurire il tesoro delle Scritture, ma di impedire che queste possano essere riduttivamente interpretate. Per la Chiesa i dogmi sono la presa di coscienza di una realtà spirituale già posseduta. Secondo K. Rahner nel dogma mariano non si dice altro che questo: Maria è la persona redenta in modo radicale.

    5. Come si può affermare che certe verità mariane sono contenute nella Scrittura?

    Quando la Chiesa definisce un dogma, indica che quella verità è certa ed è contenuta nella Scrittura e quindi fa parte della rivelazione. Ma la Bibbia non contiene tutte le verità con uguale chiarezza. Molte di esse sono implicite nel Sacro Testo e richiedono un lavoro di indagine per essere evidenziate. Tale lavoro coinvolge tutto il popolo di Dio, sotto la guida dello Spirito Santo.

    6. Quanti sono i dogmi mariani?

    Il Magistero della Chiesa ha stabilito con definizione dogmatica alcuni titoli da attribuire a Maria: Madre di Dio (Concilio di Efeso, 431); Sempre Vergine (Concilio Lateranense, 649); Immacolata (Pio IX, 1854); Assunta in cielo in anima e corpo (Pio XII, 1950). La cooperazione di Maria all'opera redentrice e la sua mediazione materna nella trasmissione della grazia non sono oggetto di una definizione solenne, ma sono ammesse dalla dottrina cattolica e il Vaticano II ne ha evidenziato il valore.

    7. Maria Madre di Dio: non sembra eccessivo?


    Sarebbe assurdo intenderlo come se Maria avesse generato la divinità o la natura divina di Cristo. Ella è vera madre naturale di Gesù, poiché ha portato in grembo il Signore come suo figlio. La maternità fisica di Maria dimostra la vera umanità del Cristo. Ma la maternità non è soltanto un fatto biologico. Essa costituisce una relazione permanente da persona a persona, nel fondamento della generazione. Una madre è madre della persona del figlio. Maria è Madre di Dio, perché il soggetto generato è, fin dal primo istante della sua concezione, un'unica persona: il Verbo fatto uomo. La maternità metafisica di Maria dimostra l'unità della persona di Cristo.

    8. Che matrimonio fu quello di Maria e Giuseppe di fronte al proposito di verginità?


    È vero che la mentalità corrente degli Ebrei vedeva nei figli la benedizione divina. Ma il libro della Sapienza proclama che "è meglio non avere figli e possedere la virtù" e, secondo Esodo 19,15 e Samuele 21,5, la continenza è molto stimata nelle funzioni sacre, come esigenza della presenza di Dio. L'ideale religioso della continenza esisteva presso gli Ebrei come presso i pagani; ad esempio presso gli Esseni, come sono descritti da Giuseppe Flavio. Il matrimonio di Maria si colloca nel quadro delle consuetudini, mentre la verginità va posta in un'altra luce: Maria anticipa la spiritualità cristiana di cui S. Paolo parla nella I Lettera ai Corinti, scritta verso la Pasqua del 57. Maria è vista come figura esemplare del credente, in quanto con la sua verginità perpetua esprime la sua incondizionata dedizione a Dio, più che un aspetto fisico - carnale.

    9. Come pensare a Maria fisicamente intatta durante il parto?


    La Lumen Gentium afferma che il Figlio di Dio nascendo non ha distrutto la verginale integrità della madre, ma l'ha consacrata. Maria ha dato alla luce il Verbo incarnato con un parto eccezionale. La convinzione è documentata dalla Tradizione della Chiesa in maniera massiccia e impressionante già nel II secolo, sia in Oriente che in Occidente: è considerato un segno esterno che contiene un messaggio relativo alla persona di Cristo. Questo parto attesta che la verginità è spiritualizzazione dell'ordine della carne e che Maria è, sotto certi aspetti, donna esemplare, donna guida, donna eccezionale al servizio della vera umanità e della vera divinità di suo Figlio.

    10. Che significa: Maria è Immacolata?


    "Immacolata Concezione" non indica un suo verginale concepimento, perché lei fu concepita come tutte le altre creature, attraverso un rapporto d'amore dei suoi genitori. "Immacolata" afferma invece la condizione spirituale di Maria in relazione a Dio e viene a dirci che ella, fin dal primo istante della sua esistenza, fu libera da qualsiasi macchia che avesse rapporto col peccato originale e, di conseguenza, ha posseduto Dio fin dall'inizio, per cui è stata sempre piena di grazia. Ma, anche se in modo diverso, è stata tuttavia redenta da Cristo.

    11. Maria assunta in cielo, verità troppo recente?


    Recente solo rispetto al tempo della definizione dogmatica. Grazie anche alle scoperte archeologiche e agli studi sugli apografi dei "Transitus", le origini delle tradizioni sul termine della vita terrena di Maria hanno ricevuto una inattesa illuminazione. Risulta così che la convinzione dell'assunzione è molto antica. A Gerusalemme è stata scoperta la tomba vuota di Maria che corrisponde alla descrizione fatta dagli apografi. E questi sono ormai fatti risalire al II secolo e non al V come si riteneva.

    12. I capitoli mariani di Matteo e Luca non sono di origine tardiva e quindi non apostolica?


    È un fatto che si trovano conservati nei migliori e più antichi manoscritti che si conservano. E se Epifanio parla di un Vangelo di S. Matteo, dove mancano i primi capitoli, egli fa però notare che si tratta di un Vangelo eretico.

    13. Nei Vangeli non ci sono passi antimariani?


    Sono i versetti restrittivi che si trovano anche nella Lumen Gentium (57,58), quelli che i Protestanti mettono in primo piano quando parlano della Vergine. Le espressioni vanno poste in un cambiamento di situazione, avvenuto col passaggio dalla vita nascosta alla vita pubblica. Il primo periodo è caratterizzato dall'ubbidienza ai genitori (Luca 2,51), l'altro dall'ubbidienza al Padre, preannunciata dal ritrovamento nel Tempio.

    14. "Il discepolo prese Maria con sé": è proprio una maternità universale?


    Il papa Giovanni Paolo II risponde con profondità: "Questa maternità non poteva essere manifestata che in riferimento ad uno solo, perché ogni maternità è essenzialmente personale. Per una madre, ogni figlio è unico" (Redentoris Mater, 45).

    15. Su Maria sembra poco presente la riflessione ufficiale della Chiesa


    Riguardo ai Concili, è consolante rilevare come quasi tutti i Concili Ecumenici, da quello di Efeso al Vaticano I, parlano di Maria, specie in riferimento alla sua prerogativa fondamentale della divina maternità verginale. Inoltre ci presentano la sua presenza nell'associazione con Cristo all'Incarnazione e al culto delle immagini. Il Concilio di Trento ha un accenno alla questione della Concezione dell'Immacolata (senza per altro prenderne posizione) e l'affermazione della piena immunità di Maria di fronte al peccato personale. Il Vaticano II si distingue fra tutti per il suo carattere mariologico. Andando avanti nel tempo, il papato sembra assumere un complesso di atteggiamenti sempre più mariani, sia nel magistero, sia negli interventi cultuali. In rilievo vanno messi due documenti: la "Marialis Cultus" di Paolo VI (1974) e l'Enciclica "Redentoris Mater" di Giovanni Paolo II (1987).

    16. Che cosa sono tutte queste esagerazioni nel culto mariano?


    È interessante ricordare a questo proposito la testimonianza di un grande apostolo di Maria, S. Luigi Maria Grignon de Montfort († 1716). Egli si scaglia contro gli abusi del culto mariano, predicando l'inseparabilità della devozione a Maria da quella al Cristo, unico Salvatore, e attacca i devoti superficiali e presuntuosi che, anziché convertirsi, ricorrono quasi magicamente al mantello della devozione alla Vergine. Ogni forma di culto che non porta a Cristo va evitata, quella che conduce a Lui va rispettata. Evitare gli abusi, lo sterile sentimentalismo e la vana credulità, non deve portare alla grettezza di mente. (Cf LG).

    17. Che pensare delle reliquie mariane?


    Non è superfluo ricordare che, per le reliquie, come per le immagini, il culto è rivolto a ciò che l'oggetto rappresenta. Ma per ciò che riguarda una reliquia mariana, il termine va inteso in senso molto più largo. Per lo più si tratta di semplici ricordi: panni che hanno toccato un luogo santificato dalla sua presenza, in un pellegrinaggio a Nazaret o a Gerusalemme. È ben vero che la città di Costantinopoli conservava la "cintura" e il "velo" di Maria, oggetti di culto fin dal VI secolo, ma sul loro valore storico non mancavano perplessità anche in autori bizantini del tempo. Durante le Crociate la brama di collezionare reliquie ha condotto i fedeli ad eccessi non illuminati. Papa Gregorio Magno attesta, per sua diretta conoscenza, l'uso della reliquia attraverso un rapporto "di contatto"cioè di accostamento fra due corpi.

    18. La devozione a Maria non è sintomo di una religiosità infantile, fiacca, sdolcinata?


    Eppure ha avuto un ruolo non secondario nella vita dei Santi. Non è stato proprio ai piedi della Madonna di Monserrato che il giovane cavaliere Ignazio di Lojola aveva fatto la sua prima consacrazione a Cristo? È nota la spiritualità mariana di Massimiliano Kolbe che a Auschwitz ha sacrificato la sua vita per salvare quella di un altro. Si potrebbe concepire l'immensa opera di Don Bosco senza la sua tenera devozione all'Ausiliatrice? È provato che una devozione a Maria - seria, forte, delicata e saggiamente realistica - sostiene la volontà nella scelta di ciò che è migliore e nello stesso tempo offre una freschezza di sentimenti che trasforma i cuori fiacchi e tristi in forti e gioiosi come lo stesso S. Ignazio scrive in una sua lettera. Secondo il Card. Ratzinger "Maria incarna l'essere cristiano come giovinezza del cuore".

    19. L'influsso di Maria sulla donna è positivo o negativo?


    Da un punto di vista storico l'incontro tra femminismo e mariologia risulta accertato, anche se tardivo. Quali ne sono i risultati? C'è ovviamente una contrapposizione polemica: Maria nei connotati di "ancella" del Signore si presta a sacralizzare la condizione subalterna della donna. Ma c'è un altro confronto, più serio e costruttivo, quando si colgono gli aspetti di "liberazione" insiti nella figura evangelica di Maria, nella sua persona storica "autonoma" che risponde liberamente a Dio. Sulla scia di Maria, la Chiesa delle origini si distacca dalla cultura del tempo e chiama la donna a compiti connessi con l'evangelizzazione.

    20. Quali sono i libri mariani più diffusi?


    I libri più largamente diffusi appartengono al periodo barocco e sono ben conosciuti e citati: "Le Glorie di Maria" di S. Alfonso de' Liguori e il "Trattato della vera devozione alla V. Maria" di S. Luigi Grignon de Montfort. Altro libro molto diffuso è quello di Emilio Nubert: "Il mio ideale: Gesù figlio di Maria". Stampato a Marsiglia nel 1933, divenne subito un best - seller nella lingua originale. Negli anni successivi fu tradotto in 25 lingue ed oggi si parla di una diffusione che supera ampiamente il mezzo milione di copie. Il libro presenta la devozione a Maria secondo gli insegnamenti del Ven. Chaminade.

  2. #2
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    Il culto della madonna ha sostituito molti culti pagani.

  3. #3
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    E' un fatto storico che i luoghi di culto pagani siano stati sostituiti da quelli cristiani, ciò non implica alcuna confusione tra le divinità pagane e Maria Santissima, che divinità poi non è.

 

 

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